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    Possiedi un club di Serie A italiana con gravi passivi di bilancio, salari dei giocatori piuttosto ingenti e i grandi campioni che chiedono spropositati ritocchi d'ingaggio altrimenti se ne vanno? Bene guarda e impara come hanno fatto in Spagna.

    Il Real compra tutte le stelle e stelline disponibili sul mercato, al Barcellona c'è la fila di stelle che vorrebbero vestire la maglia azulgrana, il Valencia prepara la scalata all'Europa.

    Insomma, malgrado i giocatori della Liga si dedichino al pallone, i loro ingaggi milionari arrivano in buona misura da riqualificazioni urbanistiche, pubblicità istituzionali e altre forme di sostegno pubblico. E' quanto ha messo in luce un'inchiesta dell'autorevole quotidiano El Pais. E' infatti un matrimonio parecchio remunerativo quello tra calcio spagnolo e le speculazioni edilizie.

    Negli ultimi cinque anni, una decina di società della Liga e della Segunda Division hanno ricavato più di mille milioni di euro soltanto con modifiche di utilizzo dei terreni. Le operazioni immobiliari hanno risanato i conti e hanno migliorato i risultati sportivi. Questo spiega l'ascesa del calcio spagnolo e il rapido declino di quello italiano.

    Questo sistema è stato per lungo tempo additato dall'Unione Europea come aiuto statale e quindi violazione delle normative europee alla concorrenza. Eppure tutto è stato insabbiato e il club merengue continua a speculare a fare soldi a man bassa.

    Il Real Madrid, infatti, ha guadagnato 501 milioni dalla vendita della Ciudad Deportiva, il complesso in cui i galacticos si allenano: lo stesso denaro speso nelle campagne acquisti dal 2000 - che al Bernabeu hanno portato tra gli altri Luis Figo, Zinedine Zidane, Ronaldo e David Beckham - e che gli hanno permesso di conquistare una Champions League e due campionati spagnoli. La costruzione di quattro grattacieli nei suoi campi di allenamento è stata possibile perchè il comune ha quintuplicato l'edificabilità della zona.

    Nei giorni scorsi, inoltre, il presidente merengue Ramon Calderon ha annunciato la cessione dei diritti tv delle partite delle "merengues" per una cifra pari a 800 milioni di euro per i prossimi sette anni. Non è ancora noto il gruppo con cui è stato concluso l'affare ma con queste ingente somma di denaro il presidente del Real potrebbe dare l'assalto ad alti grandi campioni come Kakà. Insomma piovono soldi su soldi.

    L'esempio del Real ha fatto scuola e Siviglia, Betis e Levante hanno effettuato operazioni immobiliari per continuare ad acquistare. Il Valencia ha ottenuto i permessi per demolire il suo stadio e costruire appartamenti nel centro della città. Con questa e altre operazioni otterrà guadagni per oltre 180 milioni di euro. Il Murcia ha guadagnato 200 milioni di euro perché il comune l'ha autorizzato a costruire uno stadio e un centro commerciale in un terreno acquistato a prezzo di svendita.

    Il comune cittadino è stato condannato per aver condonato 20 milioni di euro alla società, ma il Murcia intanto ha monopolizzato il mercato in Segunda Division, ha allestito una formazione da sogno e ambisce alla promozione. Saragozza e Valladolid hanno progetti simili sul punto di essere approvati.

    Barcellona, Espanyol, Atletico Madrid, Sporting Gijon, Levante ed Hercules, tra gli altri, cercano nuovi pelotazos. I club sono società anonime sportive e i presidenti, la maggior parte costruttori, sostengono che soltanto con queste operazioni possono essere competitivi. Con questi sviluppi urbanistici e anche con la pubblicità alle istituzioni sulle maglie da gioco e con le televisioni private che pagano un sovrapprezzo economico per i suoi diritti televisivi.

  Come ti 'drogo' il Real Madrid

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