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    L'assemblea straordinaria della Figc approva il nuovo statuto. Ora parte la corsa alla presidenza: Pancalli non si candiderà, Matarrese nicchia. Abete è il favorito, ma non ha l'appoggio della Lega

    ROMA, 22 gennaio 2007 - Superato un ostacolo, non c'è il tempo di festeggiare che si profila già una nuova battaglia. Varata la nuova "Costituzione" con la riforma dello statuto, la Figc si appresta ad affrontare la battaglia sulla presidenza.

    NUOVE NORME - Dopo quattro messi il nuovo testo fortemente voluto da Luca Pancalli ha passato l'esame dell'assemblea. Il mondo del pallone, superata calciopoli, si è dotato di norme nuove e "ha voltato pagina", come precisa soddisfatto il commissario straordinario Luca Pancalli. Abolito il diritto di veto, con nuove norme a regolare il funzionamento della giustizia sportiva, parte adesso la volata verso le elezioni che restituiranno un governo democratico a Via Allegri. Al candidato basterà il 50,1% dei consensi per diventare presidente. La campagna elettorale non è ancora ufficialmente partita, anche perchè al momento il concorrente è sempre uno, Giancarlo Abete. L'ex vice presidente, quello che avrebbe dovuto ricevere il testimone a fine 2006 da Franco Carraro, si è tenuto lontano dallo scandalo e ora gioca la sua carta per conquistare la Figc: il consenso nei suoi confronti è largo, a partire dalla Lega di C, ma dalla sua ci sono anche gli allenatori, i calciatori e anche i dilettanti (serbatoio di voti cruciale per l'elezione).

    L'INCOGNITA - Al momento il nodo da sciogliere è quello relativo al candidato proposto dalla Lega. Pancalli ha già declinato l'offerta, Matarrese sembra aver fatto un passo indietro, mentre Garrone ha invocato il "miracolo" per arrivare a un uomo nuovo. Da via Rosellini però, Matarrese si oppone al nome di Abete e insiste nel voler proporre per via Allegri un uomo che sia espressione dei club. La prima scelta, decaduta la sua ("Io non sono candidato, il consiglio mi ha chiesto di restare in Lega") ricadrebbe su Pancalli ("Il calcio ha bisogno di uno come lui"), che però ha già detto chiaramente di considerare conclusa la sua missione, con le elezioni presumibilmente in programma intorno alla metà di marzo. Matarrese non vuole Abete, ma la posizione dei club che il presidente di Lega rappresenta è da definire: "Non escludo che l'assemblea di A e B possa accettare la candidatura di Abete - ha detto Matarrese - ma la Lega vorrebbe avere il privilegio di dare il consenso sul candidato". Abete però non si scompone e a chi gli chiede come si può correre alla presidenza con la Lega contro, non esita a rispondere: "Non si va al voto guardando la dichiarazione dei redditi...". Quanto alla sua militanza nella gestione Carraro, Abete si schiera: "Io c'ero, ma stavo all'opposizione".

    EURO 2012 - Nell'assemblea che ha portato all'approvazione dello statuto (un plebiscito, con 309 voti a favore, uno contrario e un astenuto), l'unica nota di colore l'ha offerta il flop del voto elettronico. Tre i tentativi andati a vuoto: colpa dei badge malfunzionanti (uno per il sì, uno per no e uno per la scheda bianca) di cui i delegati erano dotati. Inconvenienti a parte però, dalla C di Macalli ai dilettanti di Tavecchio tutti hanno fatto quadrato per il nuovo testo. L'obiettivo ora è quello di avere un presidente appoggiato da tutti, che magari il 18 aprile festeggi l'elezione con l'assegnazione degli europei 2012.

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