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    Il Cholo a Moratti: «Con un'Inter così non vale la pena di pensare nemmeno un minuto a Ronaldo».

    Diego Simeone, Ronaldo è ormai del Milan: qual è la prima cosa che le viene in mente? «Che il calcio italiano recupera un fuoriclasse vero. Se ne andò lasciando grandi ricordi, potrete di nuovo gustare la sua classe».

    Vabbé, ora si esprima da «interista». «Non voglio commentare le scelte altrui, ognuno è libero di fare ciò che vuole. Non è comunque una scelta che deve sorprendere, perché Ronaldo anche in Spagna ha vestito le maglie di due rivali storiche come Barcellona e Real Madrid».

    Lei lo avrebbe fatto? «Io no, per esempio non potrei mai andare al Milan, al Real o alla Roma, dopo aver giocato per Inter, Atletico Madrid e Lazio. Ma questo è il mio pensiero, sono i miei principi, e non è detto che siano giusti per gli altri».

    Moratti ci è rimasto malissimo: se lei fosse ancora all'Inter cosa gli direbbe? «Presidente, ha una squadra talmente forte e spettacolare che non vale la pena di perdere nemmeno un minuto a pensare cosa succede nelle altre squadre. Sono gli altri che devono invidiare i campioni dell'Inter».

    Torniamo a Ronaldo: secondo lei è ancora in grado di giocare ad altissimi livelli? «Dipende solo da lui, dalla sua voglia di lavorare e dalle motivazioni che lo hanno portato a scegliere questa nuova avventura. Ha solo 30 anni e quindi ha ancora parecchio tempo davanti a sé. Classe e carattere sono indiscutibili, se sta bene è ancora oggi tra i migliori del mondo, mi sembra scontato. Il nome di Ronaldo è di quelli che pesano, ma nel calcio d'oggi il nome da solo non conta più nulla. Senza allenamento non si va da nessuna parte».

    E' un piacere per lei assistere alle imprese di questa straordinaria Inter? «Sì, sotto ogni punto di vista. Gioisco per Moratti che più di tutti merita questi successi, e mi godo una squadra praticamente perfetta, il sogno di qualsiasi tecnico. Inter e Roma, in particolare, sono la dimostrazione che le grandi squadre si costruiscono soprattutto a centrocampo, in perfetto stile italiano. Difendere bene in mezzo al campo, ma con giocatori di talento, di qualità, capaci di puntare spesso la porta avversaria: la Roma coi vari Pizarro, De Rossi, Mancini, Perrotta e Taddei; l'Inter con i vari Cambiasso, Vieira, Zanetti, Stankovic o Figo».

    Quando la vedremo qui in Italia? «Un passo alla volta, ogni traguardo si conquista con il lavoro fatto bene. E questa filosofia finora ha pagato. Sicuramente Italia e Spagna sono i miei obiettivi, ma ci voglio arrivare con la giusta esperienza, per ridurre al minimo ogni rischio».
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
  2.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4528588
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    il CHolo era l'unico che lottava quel maledetto 5 maggio. Altro che il gordo che in panchina si mise a piangere perchè non aveva giocato bene. Non aveva mai messo la testa in campo, altro che giocato bene :mad:
    la colpa di quel 5 maggio era di di biagio e zanetti che camminavano in campo...una squadra che deve vincere lo scudo non può permettersi due centrocampisti spompati
  3. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4528589
    El Cholo ha fatto vedere ai suoi giocatori prima di un derby Ogni maledetta domenica, in particolare il punto che inizia con il discorso che fa Al Pacino fa ai suoi giocatori e che io ho in minima parte inserito in firma... i giocatori, tra cui ricordo Veron e Josè Luis Calderon..., si sono caricati a pallettoni ... hanno vinto 7-0!!!
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  4.     Mi trovi su: Homepage #4528595
    Originally posted by massituo
    la colpa di quel 5 maggio era di di biagio e zanetti che camminavano in campo...una squadra che deve vincere lo scudo non può permettersi due centrocampisti spompati


    i giocatori di maggior classe devono fare la differenza. Quel giorno ronaldo stava pensando a quanto belle erano le gambe di lara, altro che giocare a calcio. Doveva essere lui il vero trascinatore, infatti ci ha trascinati proprio in basso

  Simeone: «Io non avrei mai giocato per il Milan»

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