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    Il tecnico rossonero esalta Ronaldo: "Rimane un grandissimo, negli ultimi 5 anni al Real ha fatto quasi 100 gol, più di tutti al mondo".

    E' un Carlo Ancelotti sorprendente quello che stamattina è intervenuto a Radio Anch'io Sport. Tra i tanti temi offerti dal campionato e dal mercato, il tecnico rossonero ha parlato anche del suo futuro: "E' brutto dirlo adesso, ma vivere un'esperienza con la Nazionale italiana mi piacerebbe. E' brutto dirlo visto che c'è un amico come Donadoni che l'allena e al quale auguro di fare benissimo agli Europei e benissimo ai prossimi Mondiali...".

    Ma il tema caldo è ovviamente l'arrivo quasi certo di Ronaldo, con annesse polemiche sul peso, non solo tecnico, del Fenomeno: "Spero che il peso del suo acquisto sia solamente mediatico - scherza Ancelotti - Ha una struttura imponente, è un giocatore molto robusto, ma non è grasso. Credo che il suo problema negli ultimi tempi sia stato il calo delle motivazioni. Il fatto che sia voluto venire al Milan rinunciando a molti soldi vuol dire però che è molto motivato. Lui è un grande attaccante, io dovrò essere bravo a sfruttare le sue caratteristiche e a non condizionarlo con degli esagerati schematismi. Potrà giocare da solo o con un altro attaccante. Dal punto di vista fisico non ha alcun tipo di problema, è perfettamente guarito dall'infortunio al tendine. È un giocatore che non è particolarmente allenato perchè essendo stato escluso dalla rosa del Real ha perso un po' di motivazione negli allenamenti. Rimane però un grandissimo, negli ultimi 5 anni al Real ha fatto quasi 100 gol, più di tutti al mondo".

    Per Ancelotti l'arrivo di Ronie non deve essere visto come una bocciatura delle altre punte, ma anzi come uno stimolo: "Io credo che quattro attaccanti di valore per una squadra che ha tutti questi impegni siano indispensabili. La concorrenza poi può essere solo uno stimolo in più, anche per l'allenatore. Inzaghi? Non abbiamo nessuna intenzione di cederlo, lui è una pedina importantissima per questa squadra, anche se ogni tanto borbotta, ma è la sua forza, resta con noi. Dove è finita la politica dello svecchiamento della squadra? Lo scorso anno abbiamo preso Gilardino, quest'anno Bonera, abbiamo Grimi, un '85, Kakà è giovane. E i trentenni nel calcio di oggi non possono certo essere considerati vecchi...".

    Il tecnico ribadisce qual è l'obiettivo numero uno di questa travagliata stagione rossonera: "La Champions è indispensabile per questa società e questo ambiente. E' primario per noi raggiungerla soprattutto per il fattore economico, porta introiti che ad una società come il Milan non possono sfuggire. Abbiamo fatto e stiamo facendo ancora molta fatica, non siamo ancora al top della condizione sia dal punto di vista fisico che di gioco. Non è stato tanto il problema della penalizzazione, quanto l'aver dovuto preparare un preliminare che non era in preventivo. Non abbiamo fatto la preparazione e questo ci ha portato a una lunga serie di infortuni nel girone d'andata".

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