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    - Intervista esclusiva di www.calciomercato.it con Sebino Nela, campione d'Italia con la Roma nel 1983, e ora opinionista Mediaset.

    Sebino Nela, mancano solo tre giorni alla supersfida tra Inter e Roma. E’ l’ultima spiaggia per tenere vivo il campionato?
    E’ la partita decisiva. Solo nel caso vincesse la Roma, potrebbe esserci una riapertura, in quanto i ragazzi di Spalletti potrebbero riavvicinarsi. In caso di pareggio o di vittoria dell’Inter i giochi sarebbero definitivamente chiusi.

    L’Inter però fino ad adesso non ha mostrato punti deboli…
    E’ vero. L’Inter si sta dimostrando una squadra dalla grande forza.

    Allora, proprio per questa grande forza dimostrata dall’Inter, può sorgere un complesso di inferiorità nelle sua avversarie, che affrontano i nerazzurri quasi fossero vittime sacrificali?
    Non dovrebbe, ma può succedere. Giocando contro l’Inter devi avere una grande concentrazione e questa, unita alla tensione, può far sbagliare. Allo steso tempo, però, affrontare l’Inter dà anche grandi stimoli.

    Una vittoria della Roma, nonostante i tanti punti di distacco, potrebbe incrinare le incertezze dell’Inter?
    Sai, mettiamo che l’Inter perda e che pareggi la partita successiva sul campo del Chievo. Il vantaggio si ridurrebbe notevolmente e, talvolta, la testa può fare brutti scherzi. Puoi arrivare al punto in cui non ti senti più imbattibile, e allora le cose potrebbero cambiare.

    Nella tua carriera da calciatore ti è mai successa una cosa del genere?
    No, anche perché non ho mai avuto così tanti punti di vantaggio.

    Cosa deve temere l’Inter della Roma?
    L’Inter deve temerne il gioco. La Roma, con le sue ripartenze e la sua velocità può mettere in difficoltà chiunque. Oltre al gioco, poi, la Roma dispone di alcune individualità straordinarie.

    E la Roma dell’Inter?
    La Roma deve fare molta attenzione ai calci piazzati, dove l’Inter sa rendersi pericolosissima. Poi Mancini ha a disposizione dei giocatori importanti che possono decidere la partita in qualsiasi minuto.


    Domenica sera ci saranno tante sfide nella sfida. Cominciamo dai tecnici, Mancini e Spalletti chi preferisci?
    Nessuno in particolare. Sono due grandi professionisti che stanno facendo molto bene. Non me la sento di esprimere una preferenza.

    Julio Cesar – Doni?
    Due portieri di buon livello, si equivalgono.

    Materazzi – Mexes?
    Secondo me, parliamo dei due migliori difensori della serie A. In particolare, Mexes mi piace moltissimo.

    Viera – De Rossi?
    Con tutto il rispetto per Viera che è un grandissimo, e lo ha dimostrato nel corso degli anni, specie con l’Arsenal, scelgo sempre De Rossi.

    Totti-Ibrahimovic?
    Due giocatori straordinari. Vederli giocare è bellissimo. La differenza tra i due è che Ibrahimovic è un attaccante puro, mentre Totti è più completo. Adesso gioca da punta, ma in passato ha giocato da mediano, da trequartista. In poche parole sa fare tutto.

    Possono essere proprio Totti e Ibrahimovic i prossimi duellanti per il Pallone d’Oro?
    Possono far parte del gruppo dei migliori, anche se il Pallone d’Oro ci regala sempre qualche sorpresa curiosa. Non mi meraviglierei se spuntasse fuori qualche nome strano. Però se lo vincessero loro, sarebbe nelle cose. Sono tra i migliori.

    Riavvolgendo il nastro della memoria ti ricordi un’Inter-Roma in particolare?
    Beh, senz’altro la finale di Coppa Uefa del 1991. Mi ricordo bene che l’andata fu pesantemente condizionata dall’arbitro . Perdemmo 2:0. Al ritorno siamo stati bravissimi e, in una cornice di pubblico spettacolare, abbiamo tentato l’impresa, ma, purtroppo, non è bastato. Delle sfide passate, però, vorrei ricordare i grandi calciatori che aveva l’Inter come Bergomi, Brehme, Matthäus, Ferri, Serena, giocatori straordinari. E ce ne sarebbero molti altri da ricordare…


    Ti piace il calcio di adesso paragonato al tuo?
    A essere sincero, non molto. Ci sono, però, delle squadre che mi piace vedere. Mi piacciono molto le partite della Liga spagnola, anche se il migliore resta il campionato inglese, perché regna una cultura sportiva che noi non abbiamo.

    E non l’avremo mai?
    In Italia la cultura sportiva è tremenda. Da noi calcio è il regno della polemica. Vediamo di continuo simulazioni, proteste ed entrate cattive, che impoveriscono la bellezza del calcio.

    Dove guarderai la partita?
    Sarò a Cologno Monzese, negli studi del digitale terrestre di Mediaset, dove parteciperò al programma.
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    "Vinciamo a Milano e mettiamo paura all'Inter"

    ROMA, 2 FEB - Totti crede ancora nello scudetto: "Vinciamo a Milano, prendiamo fiducia e speriamo che l'Inter abbia una flessione nel girone di ritorno". "Perdendo lo scontro diretto anche a 8 punti un po' di paura puo' subentrare", dice il capitano giallorosso che parla ancora del ritorno in Nazionale: "A giugno togliero' la placca e per le partite di settembre, se ci sara' bisogno di me, potrei essere a disposizione". Totti ha infine parole di apprezzamento per i nuovi arrivati Wilhelmsson e Tavano.
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    Cordoba `Convinti di vincere con la Roma`

    Milano, 2 febbraio - Domenica sera va in scena un altro capitolo della sfida infinta tra Inter e Roma. Si ritroveranno nella finale di Coppa Italia, ma per il momento quello che conta e` giocare al massimo in quello che e` considerato il big-match dell`intero campionato. A San Siro i giallorossi proveranno a recuperare almeno tre degli undici punti di svantaggio dalla capolista, che va a segno ormai da 14 giornate consecutive. `Noi giochiamo per la cosa piu` importante che e` vincere, perche` si gioca in casa, con il nostro pubblico`, spiega a Sky Ivan Cordoba, `dobbiamo entrare in campo convinti di fare una grande partita e di prendere questi tre punti`.

    Una battuta anche sull`arrivo di Ronaldo, ex-compagno di Cordoba in nerazzurro, ai `cugini` del Milan. `Io credo che ad un buon sportivo si auguri sempre il meglio. Poi, lui e’ stato un compagno, sicuramente - dice il difensore - Lui fara` il suo per la sua squadra, noi faremo il nostro, cercando sempre di dare tante soddisfazioni a tutta questa gente che lo aspetta`.
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    Materazzi: "Roma, altro esame"

    Il nerazzurro: "Se ci sentissimo invincibili ci creeremmo dei casini: contro i giallorossi capiremo se siamo davvero forti. Spalletti mi voleva, il cuore ha scelto l'Inter"

    MILANO, 2 febbraio 2007 - "Domenica sarà una specie di bivio - parole e musica di Marco Materazzi, a due giorni dal big match Inter-Roma, posticipo domenicale - che potrà dirci se siamo davvero forti o se dovremo sudare fino alla fine per vincere lo scudetto, il nostro obiettivo primario. Entrambe le squadre stanno facendo un grandissimo campionato, domenica andremo in campo come abbiamo fatto fin qui: con la voglia, la fame e la determinazione, sapendo di incontrare una formazione forte, con un grande ambiente". Partita probabilmente già decisiva per la Roma (se perde dovrà dire addio allo scudetto), mentre è sempre più difficile trovare definizioni per questa Inter dei record. "Sappiamo di non poter sbagliare e finchè staremo con i piedi per terra possiamo continuare a vincere. Se invece ci sentissimo invincibili ci creeremmo dei casini".
    Un po' come accadde durante la finale della Supercoppa, quando la Roma li mise sotto e provocò la reazione d'orgoglio dei nerazzurri. "Nel primo tempo - ha ricordato il difensore della Nazionale - avevamo paura di fare una bruttissima figura, come è avvenuto, visto che eravamo favoriti in tutto e per tutto. Poi abbiamo avuto una punta di orgoglio che ci ha permesso di fare un'impresa che per me è stata unica. Lì abbiamo capito che potevamo fare grandi cose". Ma domenica sera, a San Siro, errori del genere non vanno ripetuti, la Roma non è squadra che concede molto agli avversari. "Vero, sono due anni che gioca molto bene e può mettere in difficoltà chiunque, si muovono tutti e non danno punti di riferimento. Hanno perso punti contro squadre a loro inferiori sulla carta, ma la verità è che noi stiamo correndo tanto".
    Spazio quindi alle riflessioni sul suo carattere, così complesso e capace di reazioni diverse, sempre spinte dal cuore. Come quando, dopo l'infortunio di Totti lo scorso anno, indossò un cappello con la scritta "Auguri Pupone". "Sono cose che vengono da dentro, non le preparo. Avevo visto la faccia di Francesco dopo l'infortunio e mi era dispiaciuto molto". Ma Materazzi è anche il ragazzo che sembra voler fare collezione di... testate: dopo Zidane è stato il turno di Delvecchio. "Non credo di aver sbagliato in quell'occasione: se dovessi fare un fallo su Totti, per esempio, il primo De Rossi che capita sono sicuro mi si avvinghierebbe al collo. Io ho solo difeso un mio compagno, così come farebbe chiunque lotta per una maglia. Ho sbagliato tante volte e anch'io sono stato aggredito da giocatori avversari, ma è normale e lo rifarei".
    Il vero restroscena è però il suo passaggio alla Roma che poteva concretizzarsi in estate. "C'è stata la possibilità di trasferirmi - ha spiegato Materazzi - io sarei andato a Roma tranquillamente. Ho un ottimo rapporto con Totti, Vito Scala e Bruno Conti ed era un'occasione di lavoro unica. Il cuore però ha preferito l'Inter perché questi tifosi mi hanno fatto sentire il loro affetto nei momenti piu duri della mia carriera".
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    - Che Paparesta sia un ottimo arbitro è fuori discussione. Il fischietto barese ha dimostrato tante volte, sia in Italia che all’estero, di saper tenere le redini di grandi eventi senza perdere mai la testa, cosa che, purtroppo, accade a tanti suoi colleghi. Certo, la sua carriera è stata macchiata dall’episodio di Reggio Calabria, quando al termine dell’incontro Luciano Moggi, evidentemente indispettito dall’arbitraggio, pensò bene di rinchiudere il direttore di gara nel suo spogliatoio portandosi via la chiave. La vicenda venne fuori dalle intercettazioni emerse nel periodo di calciopoli, e Paparesta venne squalificato per non aver comunicato il fattaccio ai suoi superiori. Si può pensare, che se lo avesse fatto, visto come funzionava il sistema allora, probabilmente una denuncia sarebbe stata fatale per la sua carriera. Eppure, squalifica c’è stata. Al ritorno sui campi, gli sfottò ci sono stati, ma subito le qualità dell’arbitro hanno sedato le polemiche. Giusto, quindi, designarlo per la supersfida tra Inter e Roma, ammesso che sia giusto designare un arbitro, piuttosto che sorteggiarlo. Tuttavia sorge qualche sospetto. Come è possibile che Graziano Cesari sapesse della sua designazione lunedì scorso, quando intervistato dal programma radiofonico “A Tutto Campo” trasmesso da Centro Suono Sport ha rivelato, “volete sapere chi arbitrerà Inter-Roma? Ve lo dico io: Paparesta. Il 4 Febbraio Iner-Roma sarà arbitrata da Gianluca Paparesta” Anche Luciano Moggi, dai microfoni di radio Kiss Kiss, si era auspicato la designazione di Paparesta per Inter-Roma.
    E allora, se le designazioni si sanno, o per meglio dire si “intuiscono” con così largo anticipo, potrebbe sorgere il sospetto che le cose non siano molto cambiate dall’era precalciopoli, e, forse, che sarebbe meglio adottare il sorteggio integrale.
    Rimaniamo con questo “legittimo sospetto” e con la speranza che di Inter-Roma si parlerà solo per le gesta dei tanti campioni in campo e non per qualche errore di Paparesta. Non ne sentiamo il bisogno.

  ESCLUSIVO - Nela: "Se la Roma batte l'Inter..."

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