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    Il caso Ronaldo, che a causa del pessimo rapporto con Fabio Capello, ha preferito fare le valigie e accasarsi al Milan, ha messo in luce per l’ennesima volta la difficoltà di rapporti tra il tecnico di Pieris e i suoi calciatori. L’allenatore a Mardrid ha portato all’eccesso la sua fama di “sergente di ferro”, fama peraltro molto gradita allo stesso Capello. Oltre a Ronaldo, come dimenticare le bordate lanciate da Capello a David Beckham, dopo il trasferimento di quest’ultimo al Los Angeles Galaxy (“con il Real non giocherà più, adesso ha la testa altrove”), e al suo ex pupillo Antonio Cassano(“Cassano? Non contiamo più su di lui”). Al Real, anche Emerson e Cannavaro, voluti dallo stesso tecnico, sono stati presi di mira dall’allenatore, che ha affermato: “non li riconosco più”. I rapporti tesi tra Capello e i suoi calciatori non sono, però, tipici solo dell’epoca madrilena.
    A Torino, infatti, ricordiamo il rapporto tormentato avuto con Alex del Piero, il quale ha legato la sua storia sportiva alla Juventus, salvo affermare nei giorni scorsi, che “se Capello fosse rimasto, me ne sarei andato.” Ma oltre a Pinturicchio i rapporti erano pessimi anche con Buffon, accusato a più riprese di farsi distrarre dalla Seredova e di pensare troppo poco al calcio, facendo capire che il suo posto da titolare era a rischio. Poi tanti problemi anche con Tudor, Zebina e Zalayeta.
    A Roma, poi, si era raggiunta l’apoteosi. Da Assunçao, che si lamentava di giocare poco, perché “tanto il Mister fa giocare sempre Emerson, anche quando sta male”, Montella, sempre in bilico tra panchina e sostituzione, passando per Batistuta fatto partire perché prendeva le parti dei reprobi Fuser e Tomic, a Cufrè, mai schierato da Capello. Ma il caso più eclatante riguarda Francesco Totti. L'allenatore severo e il talento anarchico hanno convissuto per cinque anni, a volte sembrava persino che si piacessero. "È come Rivera", diceva don Fabio con il tono del buongustaio. "Lui sì che è un vincente", rimandava il giocatore, scorrendo ammirato il curriculum del suo condottiero. Sembravano un sintesi perfetta: il rigore del tattico e l'estro del creativo, l'ingegnere e l'artista, fu anche grazie a questa fusione che la Roma vinse il terzo scudetto della sua storia. Oggi Totti, come buona parte dei tifosi giallorossi, pensa che invece Capello, con la sua rigidità di modi e di pensieri, ne abbia perduti due. E Capello crede che magari non li avrebbe perduti, se Totti fosse stato meno Pupone e più atleta, o se magari gli fosse somigliato soltanto un po'. Hanno vissuto in equilibrio per un quinquennio e condiviso molte posizioni (Capello parlava di doping, di arbitri, di Gea, avevano gli stessi nemici), poi il più vecchio s'è stancato e ha saltato la barricata. E Totti ha tolto i freni: non c'era più nulla da condividere, sono rimaste soltanto divisioni profonde. Anzi il capitano giallorosso rilanciava criticando l'ex tecnico per la gestione di Cassano ("in faccia gli diceva una cosa, dietro un'altra") e di altri: "Suggerì a De Rossi di prendere esempio da Emerson, non da me". Capello rispose con sorriso beffardo: “si ricordi di Napoli”. Ci vollero storici del retroscena per svelare l'arcano: pare che l'allenatore si riferisse a una notte agitata che precedette la penultima partita del campionato dello scudetto. Alla successiva ribattuta di Totti ("quante cose potrei dire io"), Capello sfoderò una citazione di Sant'Ignazio di Loyola: “se non puoi essere casto, almeno cerca di essere cauto”. I gesuiti, per la verità, negarono che il motto fosse una creazione del loro santo, ma la sostanza restò la stessa. E Totti ammiccò: "Mai stato così d'accordo con Capello".
    Ma anche nella casa madre milanista, Capello ebbe i suoi bei problemi. Con Gullit, i rapporti erano talmente tesi, che l’olandese preferì lasciare Milano per accasarsi alla Sampdoria. Poi ci furono problemi con Roby Baggio, utilizzato col contagocce, Di Canio, reo di essere troppo turbolento, Lentini, Kluivert, Ba e addirittura con i “senatori” Maldini, Alberini e Costacurta, che erano stati messi sulla lista nera da Capello. Successivamente, però, Galliani esonerò Capello e i senatori aiutarono Zaccheroni a vincere uno scudetto l’anno successivo.
    Mentre vi scrivo, apprendo che il Fabio Nazionale ha avuto l’ennesimo litigio, questa volta con Guti, il ha lasciato l’allenamento di ieri litigando con Capello, in un’insolita gara a chi urlasse di più. Normale amministrazione, si potrebbe pensare dopo la lettura di questo articolo. E se i litigi di Don Fabio vanno di pari passo ai successi delle sue squadre, a Madrid possono mettere lo Champagne in fresco.
  2. I'm only happy when it rains  
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    Barattare i rapporti umani per il successo????

    Beh io non ci starei, ma se sei contento della tua vita in questo modo puoi pure continuare così.... sono caxxi tuoi..... :cool:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.
  3.     Mi trovi su: Homepage #4531929
    Originally posted by razorbladeromance
    Barattare i rapporti umani per il successo????

    Beh io non ci starei, ma se sei contento della tua vita in questo modo puoi pure continuare così.... sono caxxi tuoi..... :cool:


    :approved: :approved: :approved:
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  4. Scudetto-Mod  
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    appunto....parlano i fatti:asd:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose

  Fabio Capello: tanti successi e innumerevoli liti

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