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    E per chi sa sognare:

    Le città invisibili (1973)
    L´imperatore Kublai Kan e il suo ambasciatore Marco Polo sio ritrovano dopo il tramonto sulle terrazze della reggia e qui il veneziano descrive al sovrano fantastiche città da lui visitate: città in realtà immaginarie e nelle quali si può leggere in filigrana la sua patria lontana, Venezia. Il libro non configura nessuna utopia. Alla fine la descrizione delle città riporta alla descrizione del mondo come un unico inferno, pur suddiviso in tanti gironi diversi.

    Il Visconte dimezzato (1952)
    È la storia di Medardo di Terralba che durante una delle guerre austro-russe della fine del Seicento, viene colpito da una palla di cannone e diviso a metà: la parte buona e la parte cattiva. Il ricongiungimento avverrà dopo rocambolesche vicende e sarà merito della pastorella Pamela, innamorata di entrambe le metà di Medardo.

    Il Barone rampante (1957)
    Il piccolo Cosimo Piovasco di Rondò, giovane rampollo di una famiglia nobile della seconda metà del Settecento, all´età di dodici anni decide di salire su un albero e da allora fino alla morte non scenderà più dalle piante, organizzando tutta la sua vita senza scendere più in terra. E dalle piante partecipa a tutte le vicende del suo tempo, è in corrispondenza con i redattori dell´Encyclopédie, si iscrive alla Massoneria e segue la Rivoluzione Francese, fino a ricevere la visita di Napoleone in persona. Cosimo muore, o meglio scompare, proprio alla fine di questa stagione storica, quando la Restaurazione riduce in cenere tutte le speranze e gli ideali di libertà. la protagonista femminile del romanzo è Viola, innamorata di Cosimo, ma sposa di un decrepito e ricchissimo aristocratico.

    Il cavaliere inesistente (1959)
    Ambientato all´epoca di Carlo Magno, è la storia di Agilulfo, un´armatura vuota che cammina e agisce, credendo di esistere, e che rappresenta il tipo umano artificiale e costruito, privo di personalità.Il cavaliere fa coppia con il suo scudiero Gurdulú, che invece è tutto concretezza e vitalità, ma non ha nessuna consapevolezza di quello che compie.

    Marcovaldo (1963)
    Una raccolta di racconti cui dà il titolo il nome del protagonista. Il manovale Marcovaldo vive avventure sul filo del limite della realtà in una città che ricorda Torino e dove è sparita ogni traccia di verde. Eccolo che raccoglie funghi velenosi avvelenando tutto il vicinato, poi va a far legna sui cartelloni pubblicitari per accendere il fuoco che i suoi figli non hanno mai visto.

    Il castello dei destini incrociati (1969)
    Il protagonista arriva in un castello e si siede a tavola in un banchetto in cui tutti i commensali hanno perso la parola, ma possono raccontare le loro storie combinando i tarocchi di un mazzo che il castellano mette a disposizione. Il romanzo si ispira da vicino all´invenzione ariostesca del castello di Atlante, e anche nelle storie che vengono raccontate è forte l´influsso anche tematico del capolavoro di Ariosto.

    Se una notte d´inverno un viaggiatore (1970)
    È un dialogo fra scrittore e lettore in cui si inizia a raccontare la storia, poi il lettore stesso entra in libreria per comprare il libro, ma ne trova solo copie contraffatte. In tutto il romanzo si intrecciano le vicede del lettore a quelle della lettrice e di altri personaggi che fanno di tutto perchè i due non entrino in possesso del libro non contraffatto.

    Il sentiero dei nidi di ragno (1947)
    Già in questo primo romanzo sono presenti le coordinate tipiche dello stile di Calvino. È l' opera più legata ai codici del Neorealismo. Viene scritta nel 1947 ed è come molti altri romanzi dell' epoca un racconto autobiografico. La vicenda infatti, viene raccontata da un bambino, proiezione dell' autore giovanissimo nel momento dello scoppio della guerra e narratore perfetto perché permette a Calvino di orientare lo stile verso quel fiabesco e avventuroso che risulteranno due delle componenti essenziali della sua tecnica di scrittura. Essa narra di Pin, un ragazzo che, nonostante le brutture e la crudeltà della guerra riesce a mantenere la sua entità fanciullesca e la sua freschezza. La chiave di tutto il romanzo è il ritrovamento di una pistola, che egli considera quasi un oggetto dai poteri magici; nelle peripezie che egli affronta per nascondere l'oggetto, riposto dopo vari tentativi in un viottolo di montagna che lui chiama appunto "il sentiero dei nidi di ragno", incontra e conosce una banda di partigiani, alla quale si unisce e con la quale vive diverse avventure, pur non rinunciando alla sua fantasia ed innocenza di fanciullo. L'opera rappresenta un modo di affrontare il tema della narrativa neorealistica molto particolare, un modo come lo definisce anche Cesare Pavese di osservare la vita partigiana come una favola di bosco, variopinta e diversa da altre rappresentazioni. La disposizione con la quale Calvino affronta un tema comune a tanta narrativa del tempo è invece lirica e fantastica. Da tutto ciò deriva a questo romanzo una particolarissima posizione nel quadro della narrativa resistenziale.

    L´entrata in guerra (1954)
    Nel 1954 Calvino pubblicava L'entrata in guerra, tre racconti, che poi, nel 1958, entreranno a far parte del grosso volume I racconti.
    Si tratta di una specie di viaggio a ritroso sulla sua maturazione politica. Dimostra che egli del Fascismo e delle tristi conseguenze della guerra inizialmente non aveva capito molto. Solo gradualmente,dopo una serie di esperienze negative, egli capisce la crisi morale che maturava in se stesso. Così il romanzo della sua adolescenza, attraverso il ricordo delle tante adunate fasciste, delle tante occasioni drammatiche e comiche, finisce con l'essere una parodistica e umoristica ricerca morale della maturazione dell'uomo antifascista.

    Fiabe italiane (1956)
    Dal 1954 al 1956 Calvino portò a termine un grosso lavoro filologico e narrativo, una raccolta di fiabe popolari italiane prese da tutti i dialetti. col titolo Fiabe italiane. Non si trattava soltanto di un lavoro filologico, bensì di una versione moderna di tutte le antiche fiabe, una ricerca della sua poetica narrativa, come dimostra la sua introduzione.

    RACCONTI (1958)
    Nel 1958 Calvino pubblicava I racconti, in cui riuniva tutti quelli scritti fra il 1945 e il 1958. Il volume è ordinato in quattro sezioni: Gli idilli difficili, Le memorie difficili, Gli amori difficili, La vita difficile.
    Questo è uno dei libri più significativi della poetica e dell'arte di Calvino, perché ci offre il senso amaro della realtà della vita attraverso una immaginazione festosa e umoristica che tende alla fiaba.

    La giornata di uno scrutatore (1963)
    Un romanzo breve. È la storia di Amerigo, uno scrutatore che vede crollare i suoi ideali "progressivi" e illuministici di una ragione che trionferà su tutti i problemi e su tutte le ingiustizie.Lo scrutatore presta servizio in un seggio dell´istituto Cottolengo di Torino, dove votano gli ospiti dell´istituto, minorati gravi fisici e mentali, senza speranze di riscatto e fatti oggetto della più bieca speculazione politica.Questo racconto lungo, insieme a "La speculazione edilizia" doveva andare a formare un trittico mai concluso dal titolo "Cronache degli anni Cinquanta" che voleva essere una rappresentazione della società italiana negli anni del boom seguito alle distruzioni della guerra e poi alle prime ricostruzioni.

    LA SPECULAZIONE EDILIZIA (1963)
    La speculazione edilizia, affrontando un problema scottante della nuova società del benessere economico. Il racconto è ambientato negli anni del cosiddetto miracolo economico italiano. L’Italia si avviava ormai a diventare un paese industrializzato, con conseguente abbandono della campagna da parte dei contadini. Ma quella grande esplosione industriale avveniva alle spalle dei contadini inurbati, che accettavano salari irrisori pur di uscire dalla miseria della campagna. A quel clima di speculazione edilizia partecipano anche gli intellettuali in cerca di guadagni e l'intellettuale comunista Quinto Anfossi, avendo intenzione di vendere un appezzamento di terreno adiacente alla sua villa si reca in città (Sanremo) per combinare l'affare. In Anfossi Calvino ha voluto certamente rappresentare il fallimento dell'intellettuale italiano contemporaneo, che si è lasciato irretire nelle maglie del neocapitalismo, ritardando l'ascesa della classe operaia.

    Le cosmicomiche (1963)
    Il vecchio protagonista Qfwfq racconta e attesta da testimone l´origine dell´universo, e altri eventi dell´epoca primitiva come la sparizione dei dinosauri.

    Ti con zero (1967)
    Il titolo riprende l´espressione che in fisica indica l´istante iniziale di un processo. In questo volume il vecchio Qfwfq racconta l´origine della vita.

    Palomar (1983)
    Attraverso problemi e misteri scientifici, prendendo spunto da banali esperienze quotidiane è il signor Palomar, che porta lo stesso nome di un celebre osservatorio astronomico. Il signor Palomar passa attraverso esperienze e riflessioni che gli servono ad acquisire la conoscenza dell´universo, finché scopre che l´ultima fatica conoscitiva implica che l´uomo scavalchi se stesso: così imparerà alla fine cosa significa essere morto.


    Italo Calvino - Biografia

    Italo Calvino nasce a Cuba, nei pressi dell´Avana, nel 1923: il padre è un agronomo e la madre una ricercatrice di botanica che avevano soggiornato in America Centrale per ragioni di lavoro e sarebbero tornati in Italia subito dopo la nascita del figlio primogenito Italo. L´infanzia e l´adolescenza del futuro scrittore hanno come teatro la città di San Remo, in provincia di Imperia, tra la stazione sperimentale di floricultura diretta dal padre e la casa di campagna di famiglia, in cui si sperimentavano coltivazioni di frutti esotici. I genitori gli impartiscono un´educazione di stampo razionalistico e laico, e il giovane Italo frequenta anche delle scuole valdesi. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di agraria dell´università di Torino, dove insegna anche il padre, ma gli manca un vero interesse per la materia e si arena sui primi esami. Dopo l´armistizio dell´8 settembre 1943 la Liguria si trova sotto l´occupazione tedesca e il giovane si dà alla macchia per non essere arruolato nell´esercito della Repubblica di Salò. Partecipa alla lotta partigiana sulle Alpi Marittime, e i genitori vengono anche arrestati per un breve periodo dai tedeschi. Durante la resistenza aderisce al Partito Comunista e dopo la guerra svolge attività politica e comincia a scrivere racconti, legandosi agli ambienti letterari milanesi (Vittorini) e torinesi (la casa editrice Einaudi). Intanto era passato alla Facoltà di Lettere di Torino, dove si sarebbe laureato con una tesi sullo scrittore di lingua inglese Joseph Conrad. È di questi anni un aneddoto simpatico accaduto a Calvino. Si era messo a scrivere racconti e appena ne terminava uno lo sottoponeva a Cesare Pavese e Natalia Ginzburg, che stavano rimettendo in piedi dopo la guerra la casa editrice Einaudi. Per non averlo tutti i giorni intorno, Pavese gli suggerisce allora di scrivere un racconto più lungo, magari un romanzo. Nasce così Il sentiero dei nidi di ragno, che viene accolto e pubblicato con entusiasmo da Giulio Einaudi nel 1947, e ottiene anche un certo successo di vendite. Calvino entra come collaboratore stabile presso questa casa editrice e prenderà il posto di Cesare Pavese, suicida nel 1950. Viene così in contatto con tanti intellettuali, una gamma di personalità che andavano dalla sinistra cristiana, al partito d´azione, al partito comunista, e che rispecchiava tutto l´arco delle forze antifasciste. Pur non sentendosi la stoffa del politico né del giornalista, si appassiona a documentare le lotte sindacali e le condizioni del lavoro in fabbrica e resta nel partito nonostante gli strappi e la rottura di molti amici (Vittorini). Siccome i critici gli stroncavano i suoi tentativi di romanzi e racconti di stampo neorealista, allora si dà alla sua vocazione letteraria più confacente, quella fiabesca, e Vittorini pubblica allora nella collana "Gettoni" il "Visconte dimezzato". Questo romanzo gli vale riconoscimenti letterari ufficiali e viene bene accolto, pur tra contrasti e polemiche legate al presunto impegno politico e legame conm la realtà sociale ed economica della letteratura, anche all´interno del partito comunista. Negli anni Cinquanta egli occupava ormai un suo posto e aveva una sua cifra stilistica nella letteratura italiana, e intanto si trasferiva sempre più spesso a Roma, che diventava il centro della produzione letteraria. In quegli anni porta a termine un lavoro più u filologico ed erudito che letterario, la raccolta di "Fiabe italiane" della tradizione popolare, prese da varie regioni e tradotte dai dialetti. La cultura del Settecento, il razionalismo e l´illuminismo cosmopolita, cosituiscono un altro ambito di grande interesse per Calvino. Da questo sottofondo ideologico e culturale nasce uno dei suoi romanzi più impegnativi: "Il barone rampante" (1957). Intanto, in seguito agli irrigidimenti ideologici che avevano a poco a poco frantumato l´unità del fronte antifascista all´indomani della Liberazione, e in particolare come reazione alla repressione della Primavera di Praga (1956) Calvino era alla fine uscito dal Partito Comunista. Nel 1959 Vittorini lo chiama come condirettore dalla sua nuova rivista letteraria di testi e critica intitolata "Il Menabò", che coma abbiamo visto era dedicata soprattutto all´approfondimento di temi legati al rapporto fra letteratura e nuova società industriale. Negli anni successivi sono sempre più frequenti i viaggi e i soggiorni all´estero e in particolare dal 1964 si stabilisce a Parigi, dove abita la moglie, argentina e di origine russa. Negli ultimi anni continua l´attività di saggista e di scrittore. Intellettuale e letterato ormai al culmine della carriera e del successo, nel 1984 la Harward University gli chiede di tenere per l´anno accademico successivo un ciclo di lezioni sul ruolo della letteratura alla fine del millennio. In quell´estate Calvino morirà improvvisamente in seguito a ictus, lasciando incompiute le "Lezioni americane. Sei proposte per il nuovo millennio".

    BIBLIOGRAFIA:

    Ultimo viene il corvo(1947)
    IL VISCONTE DIMEZZATO(1952)
    L´entrata in guerra(1954)
    Fiabe italiane(1956)
    IL BARONE RAMPANTE(1957)
    IL CAVALIERE INESISTENTE(1959)
    La giornata di uno scrutatore(1963)
    MARCOVALDO(1963)
    La speculazione edilizia (1963)
    Le cosmicomiche (1963)
    Ti con zero (1967)
    IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI(1969)
    LE CITTA` INVISIBILI(1972)
    Se una notte d´inverno un viaggiatore (1979)
    Una pietra sopra (1980)
    Palomar (1983)
    Collezione di sabbia (1984)
    Cosmicomiche vecchie e nuove (1984)
    Sotto il sole giaguaro (1986)

    Racconti

    Racconti (1958)
    Lezioni americane. Sei parole per il prossimo millennio (1988)
    Sulla fiaba (1988)
    La strada di San Giovanni (1990)
    I libri degli altri. Lettere 1947-1981 (1991.


    Una rara foto dell'Autore:
    :cool:
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    Originally posted by SUPERPADREPIO
    Il Visconte dimezzato (1952)
    È la storia di Medardo di Terralba che durante una delle guerre austro-russe della fine del Seicento, viene colpito da una palla di cannone e diviso a metà: la parte buona e la parte cattiva. Il ricongiungimento avverrà dopo rocambolesche vicende e sarà merito della pastorella Pamela, innamorata di entrambe le metà di Medardo.

    Il Barone rampante (1957)
    Il piccolo Cosimo Piovasco di Rondò, giovane rampollo di una famiglia nobile della seconda metà del Settecento, all´età di dodici anni decide di salire su un albero e da allora fino alla morte non scenderà più dalle piante, organizzando tutta la sua vita senza scendere più in terra. E dalle piante partecipa a tutte le vicende del suo tempo, è in corrispondenza con i redattori dell´Encyclopédie, si iscrive alla Massoneria e segue la Rivoluzione Francese, fino a ricevere la visita di Napoleone in persona. Cosimo muore, o meglio scompare, proprio alla fine di questa stagione storica, quando la Restaurazione riduce in cenere tutte le speranze e gli ideali di libertà. la protagonista femminile del romanzo è Viola, innamorata di Cosimo, ma sposa di un decrepito e ricchissimo aristocratico.

    Il cavaliere inesistente (1959)
    Ambientato all´epoca di Carlo Magno, è la storia di Agilulfo, un´armatura vuota che cammina e agisce, credendo di esistere, e che rappresenta il tipo umano artificiale e costruito, privo di personalità.Il cavaliere fa coppia con il suo scudiero Gurdulú, che invece è tutto concretezza e vitalità, ma non ha nessuna consapevolezza di quello che compie.


    bellissima trilogia :love:

    se li leggi da bambino...ti appassionano xchè sono storie buffe e divertenti, nonchè avventurose.
    se li leggi da grande...capisci quante frecciatine sono lanciate alla società, agli uoini, alla storia...ed è ancora più bello :D
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"
  3. 4 anni di infamie!  
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    come mai calvino?
    c'è qualche circostanza particolare o ti è solo venuto in mente così?
    il barone rampante rientra fra i miei 10 libri culto, insieme al gabbiano johnatan livingstone, l'insostenibile leggerezza dell'essere, il conte di montecristo, il castello, la fattoria degli animali, le notti bianche, il giardino dei finzi contini, il diario di anna frank e lessico familiare...ce ne sarebbero altri, ma questi sono i primi che mi sono venuti in mente. Dopo molti mesi, mi hai fatto venire voglia di leggere. Te ne sono grato.

  Solo per chi sa leggere

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