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    ROMA – Dopo quanto avvenuto venerdì sera a Catania, il mondo del calcio ha detto STOP. Bisogna fermarsi e riflettere su quanto bisogna fare per arginare l’odioso cancro della violenza che attanaglia i nostri stadi. Calciomercato.it comincia un’inchiesta che coinvolge giornalisti, calciatori, dirigenti e allenatori per sapere, secondo loro, in che modo combattere la violenza negli stadi e quali punti debbano essere inseriti nella nuova normativa dello Stato.

    Rino Tommasi (giornalista): “Se per una partita servono più di 100 agenti non si deve giocare”
    “La decisione di sospendere i campionati è tanto inevitabile quanto inutile. Non si può cambiare la cultura sportiva, madre di quanto accaduto venerdì, in un paio di settimane. Una partita che ha bisogno di più di 100 agenti non deve essere giocata. L’idea di eliminare la violenza rinforzando il servizio d’orine è sbagliata, semmai sono le società che dovrebbero provvedere ad un servizio di sicurezza proprio.”

    Sebino Nela (ex calciatore e opinionista): “Occorre maggiore severità, cominciamo bloccando le trasferte”
    “Il periodo di pausa è necessario nonché doveroso. Mi auguro che vengano adottate delle soluzioni severe, affinché non si verifichi più quanto visto a Catania. Per l’immediato penso a impedire le trasferte ai tifosi, in attesa che venga varata una nuova legge. ”

    Carolina Morace (allenatrice e opinionista) - “Non serve copiare gli inglesi, dobbiamo trovare una soluzione nostra”
    "La vicenda di Catania ha messo in luce la guerra che c’è in atto tra gli ultras e le forze dell’ordine. E questa battaglia non riguarda solo Catania, ma tutte o quasi le curve d’Italia. Questi “tifosi” non ce l’hanno con i tifosi avversari, ma solo con la polizia. Dunque, essendo questa un’espressione di violenza contro la polizia, lo Stato deve intervenire in prima persona, e lo deve fare con pene severe, reprimendo la violenza. Sono contraria ad adottare il modello inglese, perché ogni Stato ha una sua cultura e deve trovare delle risposte proprie. Il Governo deve analizzare il problema nei minimi dettagli ed emanare un decreto serio e severo. Anche i giornali, le radio e le televisioni devono fare un passo indietro, lasciando da parte le polemiche e andando di più sui contenuti. Siamo coinvolti tutti. Il Ministro Meandri, per esempio, è intervenuta nel calcio fino a quando ha capito che i giornali l’attaccavano, dopodiché se ne è disinteressata. La colpa, quindi, è di tutti."

    Bruno Pizzul (giornalista)– “Contro la violenza serve la certezza della pena”
    “"Per combattere la violenza sarebbe necessario, innanzitutto, applicare alla lettera la normativa vigente. Ho la netta impressione, che in molti casi si sia chiuso un occhio o addirittura tutti e due, facendo così perdere vigore alla legge. In particolare, il problema che abbiamo qui in Italia riguarda la certezza della pena. Proprio questo ci differenzia dagli inglesi. Infatti, il loro modello viene applicato nella certezza della pena. Gli inglesi non hanno migliorato gli hooligans, e questo si vede quando vanno all’estero dove si lasciano andare, ma li hanno calmati, facendo capire loro che qualsiasi intemperanza viene punita con il carcere. Fino a quando in Italia alle leggi non corrisponderà una pena adeguata e certa, il problema non sarà mai risolto.”

    Serse Cosmi (allenatore) – “Destinare parte dei proventi televisivi per la sicurezza negli stadi”
    “La cosa più importante da fare è dare la consapevolezza alle persone che si può andare allo stadio in tranquillità. Emanare una legge che aumenti il numero di agenti sugli spalti e fuori dagli stadi peggiorerebbe la situazione. Inoltre, il numero di poliziotti non è proporzionale alla sicurezza. A Catania, per esempio, c’erano tanti agenti, eppure ciò non ha scongiurato la violenza. Purtroppo ce lo aspettavamo. La differenza è che adesso è morto un agente, e il calcio si è doverosamente fermato. Dobbiamo avere la consapevolezza di riconoscere che a questa situazione ci saremmo arrivati prima o poi. Dobbiamo fare un passo indietro e trovare una soluzione. Lo stop ai campionati deve durare il tempo necessario affinché si trovi una soluzione. I politici, che tante volte si sono indebitamente intromessi nel calcio, sono chiamati a sedersi ad un tavolo e dare soluzioni concrete. Anche la F.I.G.C. deve muoversi e realizzare un progetto serio. Modello inglese? Mi spaventa, gli inglesi, secondo me, non sono un modello. Siamo diversi. Alcuni allenatori (Renzo Ulivieri ndr) hanno proposto una riduzione di stipendio pur di riportare gente allo stadio, io dico invece di destinare parte dei proventi televisivi per investire nella sicurezza negli stadi. Abbiamo l’obbligo di tutelare i tifosi perbene.”

    Mi vergogno di essere catanese in questi casi di violenza!!!
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    Settembre 1979: A Roma durante il derby muore il tifoso della LAzio vincenzo Paparelli colpito da un razzo.

    Febbraio 1984: A Trieste Stefano Furlan muore per le percosse di un agente al termine di Triestina-Udinese.

    Settebre 1984: A Milano il milanista MArco Fonghessi viene ucciso per errore da un ultrà.

    Maggio 1985: A Bruxelles 39 tifosi della Juventus muoiono allo stadio "Heysel" dopo essere stati aggrediti dagli Hooligans del Liverpool.

    Settembre 1988: Ad Ascoli il tifoso marchigiano Nazzareno Filippini muore durante gli scontri fra ultrà ascolani e interisti.

    Giugno 1989: A Milano il diciottenne romanista Antonio De Falchi muore per crisi cardiaca dopo essere stato aggredito da ultrà milanisti.

    Gennaio 1995: Prima di Genoa-Milan l'ultrà genoano Vincenzo Spagnolo viene ucciso con una coltellata.

    Maggio 1999: Quattro ragazzi muoiono carbonizzati in treno dopo che alcuni tifosi della Salernitana hanno dato fuoco ad un vagone.



    Ecco...in 30 anni...Tenendo conto del numero di Persone (e della ovvia percentuale di delinquenti) che il calcio attira...Non sono numeri catastrofici...

    Leggo Roma, MIlano, Ascoli (mi sembra che un condannato per l'omicidio di Ascoli...nerazzurro l'omicida...sia adesso a fare il boss dei Boys...ma potrei ricordare male)...ancora Milano, Genova...
    Non e` che solo a Catania...:rolleyes:

    Che il lunedì sia, per certi versi, il giorno della settimana più difficile e più detestabile è un fatto risaputo. E proprio nel giorno in cui ricomincia l'intera settimana, il giorno più lontano da quelli che si dedicano al riposo e al tempo libero, sembra che avvengano preferibilmente gli omicidi, come se gli assassini decidano di mettere in atto le proprie malvage intenzioni dopo la riflessione domenicale.
    Tale primato è stato assegnato al lunedì dal Rapporto Eures-Ansa 2006 sull'omicidio volontario in Italia.
    Dallo studio emerge che in Italia, nel 2005, un numero consistente di omicidi, 501 casi sui 598 totali, è avvenuto proprio durante il primo giorno della settimana.

    ABOLIAMO IL LUNEDI` !!!

    Complessivamente il numero degli omicidi è in calo, prendendo però in esame i numeri dell'anno interessato dallo studio, il 2005, si appura, per esempio, che quelli consumati in famiglia rispetto a quelli firmati dalla criminalità organizzata, sono aumentati: 174 vittime contro 146.

    CHIUDIAMO LA FAMIGLIA...:rolleyes:

  INCHIESTA- Fermiamo la violenza così...

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