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    Stop.... dimentica!


    Stop.
    Venerdì 2 febbraio: Filippo Raciti perde la vita all’esterno dello stadio di Catania durante il derby tra gli etnei ed il Palermo colpito da una spranga di ferro che gli ha spappolato il fegato.
    Il campionato di calcio si è fermato, per riflettere, per capire, per trovare una soluzione.
    12 anni fa moriva Vincenzo Spagnolo accoltellato durante Genoa-Milan.
    Anche in quel caso il campionato si fermò, tutti predicarono la necessità di trovare una soluzione definitiva alla violenza negli stadi, ma furono solo parole. Nel corso di questi 12 anni sono infatti diminuiti gli scontri tra ultras, ma sono aumentati in maniera esponenziale gli incidenti tra pseudo tifosi e forze dell’ordine, è aumentato l’odio per i tutori della legge.
    E’ ormai evidente che alcuni teppisti vanno allo stadio per tutto fuorché vedere la partita, non entrano (come è successo a Catania) e aspettano il momento per scatenare la loro insensata ira, la loro violenza.
    Fermare il campionato serve solo a far sentire loro ancora più importanti, non serve a risolvere i problemi: questi teppisti hanno il calcio come pretesto, ma non è lo sport che li appassiona: è la possibilità di scontrarsi con la polizia e di esultare (come Livorno e Piacenza) per l’uccisione di un poliziotto, mancando di rispetto al dolore di una famiglia, alla struggente sofferenza di una ragazzina di 15 anni, Fabiana, che ha perso il padre e che gli ha scritto un ultima lettera traboccante d’amore alla quale è impossibile rimanere indifferenti.
    Ma loro sono felici (il riferimento è ovviamente non a tutti, ma solo a chi si macchia di tali atti o chi esulta per questi), sono felici di aver ammazzato uno sbirro, sono felici di essere dei criminali, degli assassini e cantano Libertà per gli Ultras, libertà di andare allo stadio armati, libertà di cercare lo scontro, libertà di picchiare, libertà di uccidere.
    Mi è capitato tempo fa di leggere il forum del sito www.tifonet.it e sono rimasto scioccato dal fatto che gruppi di ultras rispettano altri gruppi perché cercano lo scontro o perché odiano la polizia: la violenza nel mondo ultras (e non solo in quel mondo) genera rispetto.
    Non fermiamo il campionato, fermiamo la violenza, fermiamo i delinquenti, fermiamo l’ondata di morti (forze dell’ordine o civili che siano).
    Dimentica.
    Non passerà tanto tempo, non ci vorrà molto e anche questo episodio andrà negli archivi della memoria, si penserà di aver trovato una soluzione, di aver risolto definitivamente il problema, fino a quando non accadrà di nuovo, fino a quando la violenza non esploderà provocando un altro ennesimo morto.
    E il campionato si fermerà di nuovo…
    La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
    Alexander Cockburn
    Il mio blog

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