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    MILANO, 8 febbraio 2007 - Con il fiato sospeso. Milano aspetta il verdetto odierno dell’osservatorio ministeriale e spera che San Siro torni subito a porte aperte per Milan-Livorno. Anche ieri mattina Inter e Milan hanno dato una nuova dimostrazione di buona volontà, mettendo a disposizione ulteriori uomini e mezzi per osservare al meglio i dettami del decreto Pisanu. Un impegno preso davanti al prefetto Lombardi che nella serata di ieri ha già informato i referenti governativi.
    CHAMPIONS I club milanesi, però, sanno che un eventuale responso negativo metterebbe in dubbio anche le gare interne di Champions League. Così ieri il Milan s’è mosso per una soluzione clamorosa (e polemica): giocare in campo neutro o in Francia (c’è già la disponibilità della federazione) o in Svizzera (Ginevra, ma ha soli 30.000 posti). L’Inter è più cauta, ma trapela l’orientamento a chiedere la disponibilità dello stadio di Genova.
    IL PIANO Veniamo agli impegni presi ieri da Moratti e Galliani. Innanzitutto hanno garantito che installeranno almeno 40 tornelli entro fine marzo (a settembre saranno 130). E poi hanno assicurato il potenziamento del servizio degli steward che effettueranno il prefiltraggio in un raggio più ampio dell’attuale recinzione.
    LETTORI Ma non basta. Altri steward saranno dotati di lettori a fibre ottiche che a ogni ingresso identificheranno i biglietti nominativi e ovvieranno in via straordinaria alla funzione dei tornelli. Infine anche all’interno dell’impianto verranno eretti dei separatori mobili con l’intento d’evitare che i tifosi possano passare tra i vari settori. Dai due club non arrivano commenti ufficiali, ma è chiaro che questo cambio in corsa mette tutti in difficoltà. Tanto più che il 29 dicembre il ministro Amato aveva autorizzata l’ultima proroga che aveva sancito lo status quo. Ma è chiaro che in queste ore convulse non sono mancati i confronti. Ad esempio in mattinata Adriano Galliani, prima d’incontrare il prefetto Lombardi per la riunione del comitato provinciale per la sicurezza, aveva lanciato un’idea: "Piuttosto che far giocare a San Siro a porte chiuse, preferirei una soluzione che tuteli gli abbonati".
    BERLUSCONI E non manca il riverbero politico. L'ex premier, nonché presidente del Milan, Silvio Berlusconi, ha forti dubbi sulla linea del Governo. Secondo quanto riferito da fonti parlamentari azzurre, Berlusconi approva la filosofia d’attuare il decreto Pisanu e le norme antiviolenza, ma critica l’orientamento di chiudere gli stadi non a norma, fra i quali San Siro. Gran parte delle violenze, ha spiegato, infatti, Berlusconi ai suoi ricordando i tragici fatti di Catania, avvengono fuori dagli stadi. Facendo giocare a porte chiuse si lascerebbe il passo ai delinquenti danneggiando i veri appassionati di calcio, è la sostanza del suo ragionamento.
    MASTELLA "Berlusconi non solo è un uomo di mondo, ma saprà privilegiare a fronte di un interesse personale l'interesse generale". Lo afferma il Guardasigilli Clemente Mastella. Più lapidaria la replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta: "I problemi sono altri".
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"

  Milan in Francia, Inter a Genova

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