1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4539985
    L'attaccante della Primavera dell'Atalanta, eliminata a Viareggio ai quarti, non è nemmeno parente del più celebre Ruud, ex Milan. Lui è italiano e sogna un giorno di incontrare l'omonimo olandese

    VIAREGGIO, 16 febbraio 2007 - Non è il figlio, non è parente, non è il nipote. Non ha treccine ma un sobrio taglio corto e non ha nemmeno la corporatura da armadio dell'ex milanista. Però non puoi assistere ad una partita dell'Atalanta Primavera che, dagli spalti o dallo stesso arbitro che si ritrova la lista delle formazioni tra le mani, non parta la classica domanda: “Gullit...ma è il figlio? E' parente?”.
    FRATELLO GULLIT No, il Gullit che gioca nella Primavera nerazzurra allenata da Finardi non è parente dell'olandese. E visto che ha solo 19 anni, di quel Gullit che svolazzava con le sue treccine nelle vittorie di un altro Milan targato Sacchi, avrà solo qualche ricordo. Il Gullit che gioca a Bergamo si chiama Okyere Gullit Asante, e il vezzo che usi il nome altisonante non è certo per furbizia. “Anzi, a volte mi ha procurato qualche malinteso...ma ci chiamiamo così da sempre. Quello vero l'ho visto spesso in videocassette, magari un giorno mi piacerebbe conoscerlo. Comunque è vero, tutti mi chiedono se siamo parenti. Quando mi dicono "è tuo fratello" rispondo: magari”. Infatti, quando lo hai davanti trovi un ragazzo ben messo muscolarmente e con buoni numeri ma non certo un marcantonio come tanti se ne vedono nel torneo Primavera e al Viareggio o come il suo (presunto) fratello maggiore.
    TERRA DI LAVORO Ma la storia di “Gullo” (così lo chiamano dalla tribuna quando c'è da incitarlo), è il classico “sogno africano”. Un sogno che si realizza o, ad essere precisi, si sta realizzando. Un esempio classico di integrazione, di emigrazione con un lieto fine in embrione. Gullit, infatti, è nato a Caserta. I suoi genitori arrivarono dal Ghana, emigrati, e sgobbavano in quei campi assolati e sterminati che circondano il casertano. “Terra di lavoro” viene chiamata quella zona, e mai nome fu più azzeccato. Terre note per la durezza della fatica che spezza la schiena nella raccolta di pomodori e, comunque, nel governo della terra, la raccolta di ortaggi che subiscono destinazioni varie. Mercati, fabbriche per la trasformazione, a volte addirittura il macero se c'è il rischio di vendere a sotto costo per eccesso di raccolta. “Sono nato a Caserta perché mamma e papà lavoravano lì. Raccoglievano pomodori o, comunque, lavoravano cogliendo al volo l'occasione che capitava. Sono andato via che avevo un anno...”. E lì, alla fine degli anni '80, si lavorava sottostando alla legge dei “caporali”, gente senza scrupoli che vendevano braccia da fatica per poche lire lucrando sulle energie degli africani arrivati in Italia in assoluta povertà.
    AL VIAREGGIO Nella coppa Carnevale Gullit è andato spesso in copertina. Quattro gol (6 in campionato) e, comunque, ottime prestazioni. Contro l'Empoli i nerazzurri sono usciti solo ai calci di rigore, dopo i supplementari. E lui, di assist gol ne ha procurati un bel po', prima di essere sostituito. Vive con i genitori a Palazzolo (confine tra Brescia e Bergamo), e chi lo conosce sa bene come sia un italiano a tutti gli effetti. Nato a Caserta e poi emigrato al nord, tanto da parlare in perfetto slang. Il lavoro, adesso, è meno massacrante ma di strada ne ha tanta da fare. Anche se ha vinto uno scudetto con gli Allievi e la Beretti le premesse perché il sogno africano si realizzi in pieno sembrano non mancare.

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/02_Febbraio/16/gullit.shtml
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Piacere Gullit, da Caserta

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina