1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Ventuno giocatori acquistati, investiti 18 milioni di euro in due sessioni di mercato. Il Genoa è un giocattolo che è costato tanto e non diverte né il patron Preziosi, che in materia è un grande esperto, né una tifoseria appassionata che da dodici anni aspetta la serie A. Preziosi ha voglia di stupire ed ecco perché un mese fa ha arricchito il parco attaccanti, assicurando al tecnico Gasperini nell’ordine Leon, Di Vaio e Gasparetto. Ma difesa e centrocampo sono rimasti punti deboli, come confermano le cifre: quella subita a Piacenza, sul campo di una squadra in splendida condizione (alla luce delle vittorie dei biancorossi su Bologna e Genoa in sette giorni assume più valore quell’1-0 del Napoli al San Paolo), è la settima sconfitta; i gol incassati sono 31. Certo, ieri è arrivata la prima rete di Di Vaio, sottratto con un ricco contratto agli ozi di Montecarlo, ma su rigore. I tanti soldi tirati fuori da Preziosi non assicurano, almeno per ora, la felicità: il Genoa è quinto, solo un punto di vantaggio su Rimini e Bologna. Eppure, Gasperini è un tecnico preparato. Forse è difficile la gestione di una maxi rosa, sicuramente bisogna coprirsi meglio in campo: non sempre è possibile segnare un gol in più. E poi la storia di 24 settimane di campionato dimostra che emergono le formazioni più concrete più che belle, come il Napoli e il Piacenza. C’è un altro aspetto che riguarda il Genoa: troppe persone intorno a Preziosi e alla squadra. Si è allontanato il consulente Alessandro Gaucci, però è arrivato Giovanbattista Pastorello: a lui il patron ha affidato la vice presidenza e con suo figlio, il procuratore Federico Pastorello, ha concluso l’operazione Di Vaio (per l’Ufficio indagini e la Procura federale i conflitti di interesse valgono soltanto per la famiglia Moggi?). Relativamente nell’ombra c’è sempre l’ex diesse Capozucca, squalificato fino al 2010. Nel Napoli, tornato ieri in testa alla classifica, funziona perfettamente da due anni il ristretto gruppo di lavoro formato da De Laurentiis, Marino e Reja: anche
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Il club azzurro un esempio per Preziosi

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