1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Passato, presente e soprattutto futuro: il Pallone d’Oro svela i suoi segreti
    Cannavaro: Sogno Napoli

    Ancora due anni a Madrid e poi uno a Napoli, per finire la carriera con la maglia della squa_dra del cuore. Questa l’idea di Fabio Cannavaro, il Pallone d’oro che in Spagna, per adesso, soffre, e lo fa perché sa che sul campo non è il Cannava_ro di sempre. Lui stesso lo riconosce in un inter_vista pubblicata ieri sul quotidiano ABC.



    In Spagna diciamo «se lo sapevo, non venivo...»
    «Non è il mio caso. Non mi pento assolutamen_te di aver firmato per il Real. Sono felice qui an_che se sono il primo a sapere che il mio rendi_mento non è buono. Sto sbagliando troppo, lo so, e non lo capisco. È strano, perche una delle mie qualità è sempre stata sbagliare poco, ma qui lo sto facendo spesso».



    C’è una spiegazione?
    «Io la cerco, sono settimane che la cerco. Non credo di aver dimenticato come si gioca calcio, anche se non sono l’unico gioca_tore reduce del Mondiale che non sta giocando a buon livello. Ribery, Henry, Ronaldinho, altri compagni italiani... Ma questi er_rori non sono causati da un at_teggiamento non da professioni_sta. Io mi curo, faccio una vita sa_na, come sempre. Vivo per il cal_cio. Dai tempi al Napoli penso so_lo agli allenamenti e alle partite, non sono mai stato distratto da altre cose. E adesso sono fiero di star lavorando per tornare ad es_sere il Cannavaro di sempre».



    Mai vissuta una situazione come questa?
    «Sì, dopo il Mondiale di Francia mi è succeso a Parma e anche in quell'occasione ho passato un brutto momento, come tutta la squadra in quella stagione».



    È colpa della squadra il suo momento negati_vo attuale?



    «No. Quando sbaglio è solo colpa mia, ma è an_che vero che la squadra non è a un buon livello. Ma io non mi nascondo: so che di 30 partite ho gio_cato bene solo 3 o 4, male 5 o 6, e le altre, norma_le. Questa stagione nessuno nel Real ha giocato bene più di 3 o 4 partite di fila. Sono il primo ad arrabbiarmi quando sbaglio, ma è anche vero che ogni volta che sbaglio ci fanno gol. Il Real sbaglia e sbaglia, non siamo una squadra in cui ci aiutia_mo tra di noi. La prima cosa che dobbiamo fare è migliorare come squadra»
    Sì, ma lei non sembra veramente lei...
    «Sì, lo so. Guardo le partite e vedo gli errori che faccio, ma prima quando facevo un errore c’era un compagno che mi aiutava, e quindi si vedeva meno. Riconosco che prima di Natale ho avuto problemi fisici. Ma adesso sto bene».



    E perché non si nasconde un po’? I suoi errori si vedono troppo...



    «Se facessi questo non sarei io. Non posso na_scondermi dietro all’attaccante, il mio gioco è sempre stato di rischiare».



    E il suo stile era più in sintonia col calcio ita_liano...



    «Ogni nazione ha il suo spirito, noi sappiamo soffrire di più nei momenti decisivi, ma l’Italia non è più solo catenaccio e pizza. Siamo cambia_ti, contro la Germania abbiamo messo 4 attaccanti e siamo anda_ti in finale».



    In Italia dicono che lei sta sof_frendo.



    «Certo, sto soffrendo perche non riesco a dare tutto quello che posso. Questo è il mio lavoro, e soffro, ma vedo anche che siamo solo a 6 punti dal Barcellona an_che se non stiamo giocando be_ne ».



    Dicono anche che a giugno lei tornerà in Italia, con Juve, Mi_lan e Napoli interessati.



    «Che me ne vado? Perché? Sto bene qui, davvero. Non so che piani ha il Real, ma il mio è rima_nere qui altri due anni, come di_ce il mio contratto, e poi tornare un anno a Napo_li, e se il Napoli va in A, tanto meglio. È casa mia, dove sono nato e cresciuto. Se in Italia mi voglio_no bene è perche mi conoscono e sanno che il ve_ro Cannavaro è quello di là, e non quello di qui».



    Se Capello se ne va, lo farà anche lei?
    «Perché? Dovrei andarmente se lo fa lui? Due anni fa il Real mi ha voluto e Capello non c’era. Inoltre, non è sicuro che Capello se ne vada».



    Il Capello del Real non c’entra molto con quel_lo che lei ha conosciuto, vero? «Noooo, in Italia era molto più rigido, è vero. Qui tante cose sono diverse, io sono abituato ai suoi urli, non mi fanno impressione. Tu puoi liti_gare con lui, ma lui dimentica in fretta, non è ran_coroso. Lo ha dimostrato con Beckham e, adesso, con Cassano».
    http://www.tuttonapoli.net/index.php?action=read&idnotizia=18534
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  "Sogno Napoli" queste le parole del Pallone d'Oro Fabio Cannavaro

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