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    Lunga la lista dei giocatori dati per partenti (ci sono Cassano ed Emerson). Cannavaro invece è in bilico

    Al Real c'è aria di fine-ciclo, nonostante l'attuale sia appena cominciato. Il primo ad andarsene dal Real sarà Capello. Non è da scartare, inoltre, che venga licenziato già lunedì prossimo, a seconda di quanto succeda nel Camp Nou sabato sera. «A giugno bisognerà creare un nuovo Real Madrid, che possa dare entusiasmo e lottare per vincere». Questa frase l'ha pronunciata il presidente Calderón mercoledì sera. Una frase che significa che ci saranno molti cambiamenti.

    I calciatori che quasi sicuramente se ne andranno sono Emerson, Michel Salgado, Roberto Carlos, Cassano e Beckham (quest'ultimo sicuro). Dal nuovo allenatore dipenderà la conferma dei giocatori che non hanno fatto breccia nei cuori dei tifosi e che non sono i preferiti al Bernabéu: Cannavaro, Diarra, Mejía, Pavón, Raúl Bravo, Robinho, Van Nistelrooy e Reyes. Gli unici intoccabili sono Casillas, Sergio Ramos e Torres, oltre a Cicinho e i giovani appena arrivati Gago, Marcelo e Higuaín.

    E gli acquisti? Due sono gli obiettivi su cui il Real punterà tutto: Cristiano Ronaldo e Kaká. È su di loro (o almeno su uno di loro) che Calderón vuole puntare parte della notevole somma ricevuta qualche mese fa per diritti tv. Oltre ai due fuoriclasse, la squadra madridista è interessata fortemente al difensore centrale del Getafe, Alexis, al centrocampista dell'Arsenal, Fábregas, e al difensore Cristoph Metzelder, del Borussia Dortmund.
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    Roberto Carlos: "Me ne vado"

    Il difensore brasiliano ha annunciato di aver deciso di non rinnovare il contratto con il Real, in scadenza a giugno: "Le critiche dopo il Bayern sono un segnale di Dio: è ora che io cambi squadra"

    MADRID, 9 marzo 207 - Il brasiliano Roberto Carlos ha annunciato che non rinnoverà il contratto con il Real Madrid in scadenza il prossimo 30 giugno. In dichiarazioni alla radio Onda Cero, riprese dalle agenzie e dai quotidiani spagnoli, Carlos ha spiegato di aver preso la decisione dopo le critiche per la partita con il Bayern Monaco, e di averne già informato il direttore sportivo Pedja Mijatovic e il presidente Ramon Calderon.
    "Mi sono sentito molto male e lo stesso la mia famiglia in Brasile", ha detto, e quello che è accaduto l'altro ieri "è stato un segnale di Dio", che lo ha spinto a prendere la decisione. "Me ne vado, è una decisione mia. Non voglio ingannare il madridismo, è venuto il momento di cambiare" ha detto il difensore del Real aggiungendo di non sapere cosa farà, se giochera "in Brasile o in Qatar o che" negli anni che gli restano, ma vuole "farlo al meglio e pensare di più alla sua vita".
    "Ho 33 anni e posso giocare per altri 3 o quattro stagioni - ha spiegato l'ex nerazzurro -. Non ho alcun accordo con altri club, ma la mia carriera non è finita. Però sarà lontana da Madrid: è un momento per me molto delicato, non merito di soffrire così. Sono 11 anni che lavoro in questo club, per 7 anni e mezzo abbiamo conseguito vittorie importanti, poi si perde una partita e tutta la colpa ricade su di me. Non posso accettarlo ora non trovo accettabili le critiche ricevute dopo la sconfitta in Champions con il Manchester. E' venuta l'ora di cambiare, e Dio mi ha mandato un segnale che questa è la direzione giusta da prendere".

  Real Madrid, ora scatta la rivoluzione

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