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    C'era una volta calciopoli, ecco il libro scandalo che toglie il sonno a molti potenti...

    21:57 del 15 marzo

    E' uscito da due giorni il libro-scandalo del duo Bartolozzi-Mensurati sul fallimento delle riforme nel mondo del calcio dopo lo scandalo delle intercettazioni.

    Pubblichiamo alcuni stralci del libro che oltre a risvegliare la memoria in chi ha già perdonato i malfattori, fa sobbalzare sulla sedia politici e dirigenti sportivi colti in fallo dalle rivelazioni scottanti contenute in "Calciopoli collasso e restaurazione di un sistema corrotto"

    PROLOGO
    Calciopoli significa, letteralmente, «città del calcio». Il termine indica il «vero» sistema svelato dalle intercettazioni telefoniche

    che hanno monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media, sia italiani che stranieri, dai primi di maggio del 2006. È un inaspettato reality show, trasmesso

    con una differita di diversi mesi, nel quale trovano posto molti dei protagonisti del pallone che, ignari della messa in onda, vengono mostrati nell’autentico esercizio della propria professione. Lo scandalo divampa, giorno dopo giorno, telefonata

    dopo telefonata, rivelazione dopo rivelazione. Questa la premessa alla storia. Premessa indispensabile per raccontare

    il resto della vicenda, che costituisce uno scandalo forse peggiore, sebbene ignorato.

    Milan, Galliani e Meani

    Poco prima della metà di marzo, Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan e in costante contatto con Adriano Galliani, parla con un guardalinee, Cristiano Copelli: «Hai

    visto che sto rilanciando anche Messina?» lasciando intuire di poter condizionare la carriera del direttore di gara bergamasco.

    Una decina di giorni dopo, Meani contatta un altro guardalinee, Fabrizio Babini (assistente dell’arbitro Gianluca Paparesta in Lazio-Inter del 5 maggio 2001, vinta 4-2 dai biancocelesti).

    L’argomento della conversazione è dei più caldi: le squadre che devono affrontare la Juventus vedono i propri giocatori «diffidati» puntualmente ammoniti, e quindi squalificati.

    «Se ci fai caso, Bologna, Fiorentina e Reggina… sono già tre.» Dopo un po’ chiama un altro assistente, Gabriele Contini, per aggiungere di aver scoperto che la stessa cosa è successa anche con il Messina.

    Il 17 aprile del 2005 si gioca Siena-Milan, arbitrata da Pierluigi Collina. Finisce 2-1 per i toscani. Il guardalinee Duccio Baglioni al 10’ del primo tempo annulla un gol regolare a Shevchenko.

    Ecco cosa dice il vicepresidente della Figc Mazzini ad Antonio Giraudo, amministratore delegato della Juventus, avversario diretto del Milan nella corsa allo scudetto, riferendosi secondo gli inquirenti a Paolo Bergamo:

    «Però… però devo dire che a Siena il nostro amico è stato eccezionale!»

    Nel frattempo il guardalinee Gabriele Contini, amico di Meani, al telefono spiega al dirigente rossonero chi è Baglioni.

    «…È l’amico di Pairetto! Se lo vuoi sapere è quello che gli prenota i biglietti, Pairetto va a mangiare a casa sua, non al ristorante, a casa sua!»

    Il 18 aprile Collina chiama Meani. L’arbitro è preoccupato che Galliani possa avercela con lui per il risultato della gara.

    Meani lo rassicura: è arrabbiato con Baglioni. Allora Collina insiste. «Uno dei miei obiettivi era quello di fare quattro chiacchiere con lui [Galliani], anche se Siena non è l’ideale.

    Il problema è che io e lui siamo ben riconoscibili, per cui non vorrei che qualcuno vede e così… Forse l’ideale potrebbe essere

    la sera di chiusura del tuo locale… Una volta che io entro nel parcheggio del ristorante non mi vede nessuno.»

    Meani indica un’altra soluzione: la casa di Galliani nel centro di Milano. Poi frena. «Rischi sempre che trovi un *** di

    fotografo…» I guardalinee sono l’obiettivo di Meani. E così ci si organizza per la gara successiva: Milan-Chievo del 20 aprile.

    Meani parla con Gennaro Mazzei, responsabile della Can per i guardalinee («assistenti» in termine tecnico): «Galliani è furibondo. Quindi digli di stare molto attenti di qui alla fine del campionato. Mercoledì cercate di mandare due intelligenti ». Vengono così designati Fabrizio Babini e Claudio Puglisi, da sempre «graditi» al Milan (Puglisi in un’altra intercettazione sbottò: «Bisogna fargli il *** a ’sti interisti»).

    Meani non si fa scrupoli, conosciuta la designazione, fa parlare direttamente con Babini, esordendo così: «Dopo la purga, arriva la medicina». Quindi le proteste hanno sortito

    l’effetto sperato. Ciononostante Babini è perplesso, ha paura di cacciarsi in un mare di guai: «Bisognerebbe rifiutarla quella

    partita lì… cioè io ho fatto Atalanta-Chievo l’ultima volta, Puglisi è una vita che non fa il Milan, non glielo danno perché

    dicono sia un ultrà rossonero… tiene lo juventino Baglioni, ti annulla un gol, che ci può stare, per carità di ***

    Cioè loro confermano, con questa designazione confermano che è tutta una porcheria». Meani si infastidisce: «Eh, ma mica ti ho chiesto io, eh?» Babini: «Sì, vabbè! Questa è la dimostrazione che non c’entra niente nessuno… capito». Meani, suadente: «Non sei contento di fare il Milan…? Vieni da

    me a trovarmi».

    Meani contatta anche l’altro guardalinee, Puglisi, al quale riferisce dei colloqui avuti con Babini: «Gli ho detto che… se ti mandano è perché sanno che sei abbastanza gradito

    all’ambiente… Tu basta che mercoledì… [il giorno di Milan-Chievo] da intelligente… nel dubbio da una parte vai su e dall’altra vai giù. Come fanno gli altri… Gli altri cosa fanno? Nel dubbio se la Juventus… stanno giù, se è un’altra squadra vanno su…» riferendosi al movimento della bandierina che l’assistente utilizza per segnalare il fuorigioco o altri tipi di falli. Meani riporta poi la conversazione a Galliani.

    Galliani: «Ha parlato con i designatori?» Meani: « *** bono, altro che parlato… C’era in macchina Ancelotti gli bestemmiavo dietro parolacce di tutti i colori, gliene ho fatto

    tant’è vero che alla fine Ancelotti mi fa: “Ma cosa gli dici!” E gli faccio…» Galliani: «A chi?» Meani: «A Bergamo e a Mazzei». Galliani: «Uh. E che dicono questi signori?»

    Meani: «Pensi, si cagano addosso… Ci hanno mandato persino Puglisi».

    E che i due designatori abbiano paura si «intuisce» dalla conversazione telefonica di Bergamo con Pairetto. Bergamo a Pairetto: «Uno che è già due mesi che dovevamo averlo

    messo e c’è stata qualche pressione e quindi… si mette Puglisi a fare Milan-Chievo! Ehm, ieri si è sbagliato e quindi questi dicono: perché ci penalizzate? Con me non hanno parlato, eh? Ti dico la verità, hanno chiamato… Gennaro![Mazzei]».

    Un tale risultato nell’ambiente viene considerato comeuna straordinaria prova di forza del Milan. Nei giorni successivi

    Meani parla sia con l’arbitro Messina che con il guardalinee Contini. Domenico Messina chiede a Meani: «Ma li hai designati te i guardalinee o loro? Se li sceglievi te avresti scelto quei due». Mentre Contini parla del gol annullato a Pellissier.

    «Oh, era buonissimo! Non buono, buonissimo». Meani sentenzia soddisfatto: «Però i giornali non ne parlano».

    Anche Collina commenta l’assegnazione al Milan dei due guardalinee, Babini e Puglisi, e lo fa nelle conversazioni del periodo che va dalla sua sfortunata prestazione di Siena e il

    «riscatto» dei suoi colleghi in Milan-Chievo. Collina dice a Meani: «Be’, vedo che hai una certa potenza, volevo farti i complimenti… ma va a *** te e tutti quanti… ho visto la

    coppia, dico: non ci posso credere… da morire dal ridere veramente… da morire dal ridere». L’arbitro della partita sarà

    Paparesta (che verrà chiuso a chiave nello spogliatoio da Moggi dopo un contestatissimo Reggina-Juventus e non denuncerà

    l’accaduto). La gara si gioca il 20 aprile, esattamente una settimana dopo, il 27, Galliani chiama Meani per metterlo al corrente di un favore fatto a Paparesta: «Il dossier è nelle mani del sottosegretario Gianni Letta. Questa mattina mi ha chiamato, m’ha detto che conosce la vicenda e interverrà». Meani chiama immediatamente Paparesta, gli riferisce della telefonata di Galliani e lo avverte che «bisogna cambiare un po’ il vento, però». Poi lo invita a telefonare a Galliani

    per ringraziarlo dell’interessamento.

    Il 28 aprile 2005, Meani chiama Bergamo prima di Fiorentina-Milan. Bergamo: «Per domenica ho fatto la griglia atre… Mi fai dire una cosa che a Gigi [Pairetto, l’altro designatore] non ho ancora detto. Ho in mente di metterne tre… due. La partita vostra, la Juventus e una di B perché non voglio

    che ci siano preclusioni…» Meani: «Io ho capito, tu vuoi mettere Paparesta, Collina e Matteo Trefoloni». Bergamo: «E mi ci gioco la testa». Meani: «Ecco, però a Trefoloni gli

    fai un bel discorsetto». Bergamo: «Stai tranquillo…» Meani: «Se no la testa gliela tagliamo noi… E a Firenze chi ci mandi?

    » Bergamo: «Voi con Stagnoli come siete abituati…» Meani: «Per noi va bene e ci troviamo bene anche con Ambrosino…

    » Bergamo: «E Nicola Ayroldi?» Meani: «Ayroldi sì: o Stagnoli-Ayroldi o Stagnoli-Ambrosini». Bergamo: «Allora mi danno una certa garanzia Alessandro Stagnoli e Ayroldi

    ». A Firenze i due guardalinee saranno proprio Ayroldi e Stagnoli.

    Il 31 maggio 2005 Galliani chiama Meani. Meani: «Ho saputo che lei ha già parlato con Puglisi». Galliani: «Sì».

    Meani: «Stamattina sì… perché m’ha chiamato e m’ha detto… » Galliani: «Va bene, va bene… parliamo». Meani: «Ecco, poi volevo dire: è possibile se io posso spingere per due

    persone con Lanese [presidente dell’Aia, l’Associazione italiana arbitri] da mettere nelle commissioni dilettanti e di C?» Galliani: «Spinga». Meani: «Perché se abbiamo controllo anche nelle categorie inferiori è meglio». Galliani: «Va bene, va bene, spinga, ma son gente di fiducia?» Meani: «Son gente di su… Guardi uno è Marano, tra l’altro è siciliano e quindi non destiamo neanche nessun sospetto, è quello che ha fatto il guardalinee in serie A per tanti anni».

    Galliani: «Spinga allora». Meani: «E Puglisi bisogna far tutto per metterlo in A e B, eh». Galliani: «Vabbè adesso… Ma dove? Negli assistenti, però».

    Ultima di campionato, Udinese-Milan. Il Milan non ha bisogno di punti, l’Udinese sì, per accedere alla Champions League. Meani parla con il team manager della squadra friulana, Lorenzo Toffolini. Toffolini chiede se a Udine il Milan giocherà con le tre punte. Meani scherza e risponde: «Veniamo

    lì incazzati neri e vi facciamo il *** Te la devi guadagnare la Champions». Toffolini sta allo scherzo e, con tono confidenziale,

    aggiunge: «È già tutto a posto, dai… Vi do un altro giocatore». Il risultato sarà di 1-1, l’Udinese andrà in Champions e il centrocampista Jankulovski al Milan. Dopo l’incontro Toffolini chiama Meani: «Ti devo proprio ringraziare…»


    continua...

    articolo tratto da : www.calciomercato.com
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    se ne è già discusso mille volte però a parte la faziosita (da ambo i lati) a parte tutto non si può negare che qualcosa di poco chiaro c'era nelle telefonate di meani galliani guardaline arbitri ecc.. ecc..

    riporto solo questo.....

    Tu basta che mercoledì… [il giorno di Milan-Chievo] da intelligente… nel dubbio da una parte vai su e dall’altra vai giù. Come fanno gli altri… Gli altri cosa fanno? Nel dubbio se la Juventus… stanno giù, se è un’altra squadra vanno su…» riferendosi al movimento della bandierina che l’assistente utilizza per segnalare il fuorigioco o altri tipi di falli.

    qui gli sta dicendo di sbandierare a favore....
    il fatto che poi dica "come fanno gli altri" per me non conta... sta comunque chiedendo "favori"

    dopodichè si può parlarne per ore mesi anni ma qui meanii chiede all'assistente di "barare" e di favorire una delle due squadre

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