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    A Mancini piace l'idea di affidare al portoghese l'eredità di Figo. Ha un contratto sino al 2010 ma può lasciare il Barcellona per 12 milioni di euro. E resta sempre in piedi l'ipotesi Cassano

    MILANO, 21 marzo 2007 - Anderson Luis de Souza, in arte Deco. E’ il nome nuovo che l’Inter è pronta a tirare fuori dal cilindro per sciogliere il nodo del dopo-Figo. E il centrocampista brasiliano, con passaporto portoghese, può arrivare da Moratti a condizioni molto più vantaggiose di altri campioni sinora avvicinati al club nerazzurro. Tanto per fermarsi al Barcellona, infatti, risulta sempre più chiaro che Joan Laporta non intende assolutamente privarsi di Leo Messi, il talento del futuro.

    L’APERTURA - Anzi, la scelta strategica dei blaugrana in suo favore apre indirettamente le porte al cambio di maglia di Deco. Le parole di Txiki Begiristain di ieri sono emblematiche: "Nessun club si è rivolto direttamente a noi - ha detto Begiristain alla radio RAC 1 -. I procuratori parlano, ma noi abbiamo sempre risposto che non c'è alcuna possibilità di lasciare andare i giocatori. E se qualcuno di questi grandi non si muove, vuol dire che Cristiano Ronaldo non verrà". Ovviamente Begiristain deve difendere la quotazione delle propie stelle. Ma è facile rivoltare il concetto. Cristiano Ronaldo arriva se parte uno di questi. O più d’uno? La gerarchia è chiara. Considerando incedibili Messi, Eto’o e Iniesta. Può partire Ronaldinho, ma anche lo stesso Deco. E questo scenario anima la prospettiva del derby milanese con Ronaldinho in rossonero e Deco sulla sponda interista. Quindi la sfida di mercato è già avviata. Con l'auspicio che i due possano essere protagonisti nella prossima stracittadina di San Siro.

    LA VIRATA - Ma perché i nerazzurri sono pronti a sterzare sul raffinato Deco? E’ ormai noto che Roberto Mancini ha sposato un modulo con il trequartista in cui Dejan Stankovic è il titolare indiscusso. E Deco può rappresentare un’alternativa di primissima qualità con in più la duttilità di sapersi districare anche sugli esterni. Quindi dal punto di vista tattico il prediletto di Mourinho (plasmatosi con lui al Porto) può dare a Mancini delle importanti garanzie. Peraltro a condizioni economiche interessanti. E’ vero, infatti, che Deco ha contratto con il Barcellona sino al 2010 e vanta una clausola di rescissione da 75 milioni di euro. Ma è anche vero che a fine agosto il centrocampista di São Bernardo do Campo compirà 30 anni. Quindi il suo valore di mercato è calato a dispetto dei 20 milioni di euro spesi nel 2004 per strapparlo al Porto e alla concorrenza del Chelsea. Ora come ora si può ben credere che la sua quotazione non superi i 12 milioni di euro. O meglio l’Inter conta molto su questa prospettiva.

    QUARESMA - Tanto per fare un esempio in questi mesi gli osservatori nerazzurri hanno seguito con particolare attenzione quel Quaresma che nel Porto si sta imponendo ad ottimi livelli. Ma l’esigente società portoghese non lo cede per meno di 20 milioni di euro. Quindi l’opzione Deco permette di risolvere al meglio il problema creato dall’addio di Luis Figo con una spesa inferiore e con la garanzia di aggiungere in rosa un altro giocatore rodato ai massimi livelli. Nona caso Deco ha già vinto due volte la Champions League: nel 2004 con il Porto e nella stagione passata con il Barcellona.

    SCAMBIO - E non si escluda anche una possibilità ancor più favorevole per l’Inter. Il Barcellona sta cercando volti nuovi per la prossima stagione e non è da escludere che alla fine sia proprio Begiristain a chiedere in contropartita un nerazzurro. Nell’ipotesi Messi erano stati fatti sia il nome di Adriano che quello di Walter Samuel. Ora vediamo se il discorso può essere proseguito su basi simili. Magari distinte.

    CASSANO - Di sicuro la strategia interista è in continua evoluzione. Non va dimenticato mai, infatti, che i contatti con il Real Madrid per Antonio Cassano sono sempre in piedi. E quell’operazione va per conto proprio, visto che l’ingaggio del barese è legato alla partenza di Alvaro Recoba che nei giorni scorsi ha espresso la volontà di andare a giocare.

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