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    Cesare Prandelli li vorrebbe nella sua Fiorentina. "Champions? Dura, ma vincendo sempre...Il mio modello è la Samp di Mancini e Vialli: vinse lo scudetto dopo alcuni anni di programmazione"

    FIRENZE, 23 marzo 2007 - I primo pensiero è per il decreto anti-violenza che apre gratuitamente le porte degli stadi agli under 14. “E’ difficile cambiare la testa degli adulti. La sfida è creare una nuova generazione di tifosi. Dobbiamo investire sui nostri giovani abituandoli a sognare ed a rispettare le regole. Il decreto va nella direzione giusta”. Cesare Prandelli resta ancora per qualche secondo aggrappato a questo tema. “Il calcio brucia tutto molto rapidamente. Sarebbe importante se le televisioni ogni mese riproponessero le immagini degli incidenti di Catania. Dieci secondi per non dimenticare. Per obbligarci a riflettere”. Sfoglia la Gazzetta. Lippi e Vialli al Chelsea; Ancelotti che si propone per la panchina dell’Italia. Allenatori in movimento. Lui, invece, resterà a Firenze. Con un obiettivo ambizioso. “Il mio modello è la Samp di Mancini e Vialli. Una squadra che vinse lo scudetto dopo alcuni anni di programmazione. Dopo il 2010, quando i soldi del calcio saranno distribuiti in maniera più equa e quando i nostri giovani saranno nel pieno della loro maturità, anche noi lotteremo per il titolo”.

    Intanto, con quindici punti di penalizzazione, siete a un passo dall’Europa. “Stiamo disputando un campionato sorprendente. Centrare la qualificazione Uefa vorrebbe dire aver compiuto un’impresa straordinaria”.

    E se la Fiorentina si piazzasse nelle prime quattro?
    “Abbiamo il 10 per cento di possibilità di conquistare la Champions League.Non posso vietare alla mia squadra di pensare di poter vincere le prossime dieci partite. Però, le mie favorite, per i due posti ancora in lizza, sono nell’ordine: Lazio, Milan, Palermo ed Empoli”.

    Il calcio mercato si è già acceso: Toni resterà a Firenze?
    “Luca ha segnato una cinquantina di gol con la maglia viola. Non riesco a immaginare una Fiorentina senza di lui. Però Toni deve parlare con Della Valle. Non possiamo che aspettare l’esito di questo confronto”.

    Adriano lo prenderebbe?
    “Chi non vorrebbe un giocatore simile. Adriano ha qualità straordinarie”.

    Dunga, c.t. della Seleçao, ha detto che tocca ad Adriano decidere se vuole diventare un campione.
    “Giusto. Adriano è un ragazzo sensibile. Lo ricordo quando veniva ad allenarsi a Parma portandosi dietro il fratellino e il papà. Che già non stava bene. Non può aver dimenticato quello che era. E non credo che abbia mai condizionato la sua vita per isoldi. Deve solo scattare la molla giusta. Adriano, se torna quello di Parma, ha un grande futuro davanti”.

    Un altro suo allievo, Gilardino, potrebbe finire sul mercato.
    “Un altro cannoniere che tutti vorrebbero allenare”.

    E’ stato coinvolto nella vicenda di Vallettopoli.
    “Gilardino è una persona buona e proprio a causa di questa sua bontà può capitargli di passare per ingenuo. Però io preferisco sempre lavorare con le persone buone d’animo”.

    Gilardino e Adriano potrebbero essere valide alternative a Toni?
    “Lasciamo perdere Toni. Dico, però, che sarei felice di allenare campioni interessati a lavorare con Prandelli e con il progetto Fiorentina”.

    Provi a spiegarlo questo progetto.
    “Abbiamo voglia di crescere e di vincere. Ma come squadra, non come singoli. Nella mia Fiorentina non c'è spazio per i divi”.

    Torniamo a questo campionato.
    “L’Inter vincerà per molti anni. Mancini ha costruito un progetto perfetto. E Moratti è un grande presidente. Mi è piaciuto come ha gestito la vicenda del bossolo. Con buonsenso, senza atteggiamenti isterici”.

    Egemonia nerazzurra, quindi.
    “Solo il Milan può tornare subito in corsa se acquista uno tra Ronaldinho e Messi. Le altre società sono troppo indietro. A volte è intelligente programmare a due-tre anni. Lo ha fatto anche l’Arsenal, tanto per citare un grande club”.

    Le cose belle di questa stagione calcistica?
    “La scelta di Buffon, Del Piero e Nedved di restare alla Juve, i gol di Totti, la voglia di non abbandonare il calcio di Maldini. Vedete che le bandiere esistono ancora?”.

    Dimentica le prodezze del suo Mutu.
    “Io c’entro poco con la sua esplosione. È dentro di lui che è scattata la molla vincente. Ha trovato la donna giusta, è arrivato il secondo figlio. È cresciuto. E può, anzi deve, ancora migliorare”.

    Quando tornerà Diego Della Valle al Franchi?
    “Il nostro patron ha vissuto in prima persona la vicenda legata alle intercettazioni estive. Si è sentito una vittima. Ha perso un po’ di entusiasmo. Le nostre vittorie sono state una buona medicina. Presto lo rivedremo in tribuna”.

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