1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    La corsa continua. Romario ha visto il suo gol numero 999 in faccia. Una conclusione acrobatica su cross di Bruno Meneghel da sinistra, un colpo dei suoi che ha fatto balzare in piedi la marea di tifosi del Vasco corsi a Brasilia per assistere all’evento. La conclusione, però, è stata respinta dalla traversa, e il colpo vincente lo ha assestato sul rimbalzo il difensore Fabio Braz.
    LA SINDROME DI DOWN A Romario è rimasta la soddisfazione di aver contribuito ad evitare una sconfitta clamorosa al suo Vasco, sotto di due gol contro il Gama seppur in superiorità numerica, ma soprattutto è rimasta dentro la gioia di una giornata speciale. Mercoledì sera a Brasilia Romario è entrato in campo insieme alla figlia Ivy, due anni, affetta da sindrome di Down. Sulla maglia dei giocatori carioca c'era la scritta: «Amigos nao contan cromosomios». Poche ore prima
    lo stesso Romario era stato ricevuto
    in senato, insieme alla moglie Isabela e alla stessa Ivy per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sindrome di Down. Lui, comunque, un gol speciale lo aveva già messo a segno. Fin dall’inizio della vicenda non si è lasciato travolgere dai problemi della figlia, ma ha reagito all'evento aprendosi al mondo, mostrando la sua faccia migliore: quella di un padre che ama la figlia ancora di più e non ha paura di dimostrarlo. In campo dopo un golmostrò la maglietta con su scritto: «Tenho uma princesina que è down» (Ho una principessina che è down).
    DISCORSO DECISO Nell'immaginario popolare Romario è un uomo che è
    partito dalla povertà di una favela ed ora ha in garage una Ferrari e un motoscafo. Lui ha sempre parlato solo con i gol, per il resto ha urlato, spesso litigando. Stavolta con il tono calmo di chi non deve più graffiare nella vita, ha preso la parola davanti ai senatori brasiliani, a modo suo: «Ci sono progetti di legge che dipendono dal vostro lavoro. E' giunto il momento di smettere di parlare e di passare ai fatti. Questo giorno, dedicato alla sindrome di Down, deve entrare nella storia del nostro paese». Con le lacrime agli occhi ha spiegato cosa significa Ivy per lui:«Miha insegnato a guardarla con occhi diversi, in fondo le guerre le fanno le persone normali, chi è down vive nell'amore». Occhi che esprimevano serenità anche quando parlava del suo gol numero mille: «Se Dio vorrà arriverà domenica (quando è in programma la sfida Vasco-Flamengo), o forse dopo. Non importa». Non c'è ossessione. Sarebbe solo la degna conclusione di una storia splendida che sta per lasciare il posto ad un'avventura straordinaria, quella della vita da trascorrere al fianco della bella Isabela,con Monica, Romarinho, Daniela, Raphael, Isabelinha e Ivy, la sua splendida principessina down.
    http://www.gazzetta.it/Rubriche/CalcioEstero/Personaggio/2007/03_Marzo/23/romario.shtml
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Romario e la sua "principessina" down commuovono il Senato

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