1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    MILANO, 24 marzo 2007 - Presidente Savicevic, come va?
    "Un sacco di lavoro, molta fatica. Però è bello, bellissimo e sono emozionato. Prima l’indipendenza, adesso la nazionale. Questo per noi è un altro grande giorno...".
    Che nazionale è?
    "Piccola e giovane. Ma è la nostra, è il Montenegro. Giochiamo in uno stadio di tredicimila posti, per il momento. Poi lo porteremo a diciotto, spero ventimila. Adesso siamo concentrati sul debutto con l’Ungheria, in tribuna ci sarà anche Platini. Poi lavoreremo per un sogno: il mondiale 2010".
    Possibilità di qualificazione?
    "Come faccio a dirlo? Cominciamo nel 2008, dall’ultimo posto, dall’ultima fascia. Però con tanta passione e tanto orgoglio. Lavoreremo, lavoreremo, lavoreremo".
    Il Genio che parla solo di lavoro. Se è uno scoop poco ci manca. No?
    "Il tempo passa, si cambia. Sono stato sei anni vicepresidente della Serbia-Montenegro, ho fatto anche il c.t.. Ma adesso è diverso, adesso lavoro molto volentieri. E' tutta roba nostra".
    Quanto si guadagna a fare il presidente di Federazione?
    "Poco, quasi niente. Ma io non ho problemi, sto bene, ho messo via un po’ di soldi, ho investito in immobili. Posso vivere di rendita, quindi non mi pesa lavorare per la federazione. Non è come allenare, quello si è impegnativo".
    Mai pensato di tornare a fare il tecnico?
    "Qualche volta, ma adesso non mi interessa. Troppo stress, troppi problemi, troppe teste da mettere insieme. Qui, a Podgorica, è diverso. Sono a casa mia, con la mia gente, la mia dimensione".
    Lei però è stato Savicevic, un genio del calcio...
    "Ho giocato, mi sono divertito, ho vinto, sofferto per molti, troppi infortuni. In Italia avrei potuto fare molto di più, ma i miei muscoli erano bucati. Però dalla vita, dal calcio ho avuto più di quello che ho dato. Mio padre faceva il ferroviere, per lui è stato più difficile. Io ho giocato nella Stella Rossa, in nazionale, nel grande Milan".
    Molti rossoneri sono diventati allenatori. Due, Donadoni e Van Basten, sono c.t.. Sorpreso?
    "No, neanche un po'. Erano bravi giocatori, sono bravi tecnici. Come Rijkaard al Barcellona, Ancelotti al Milan. Nel mio Milan, che mi fa un po’ soffrire, ha perso due derby con l’Inter, non bene...".
    Ha visto soltanto i derby?
    "No, seguo tutte le partite, lo vedo sempre. Sono abbonato, ho le paraboliche, vedo Sky e anche Milan Channel. E’ la squadra del mio cuore, non potrò mai più dimenticarla. Adesso è in difficoltà, un po’ pesante, ma è in Champions e andrà ancora avanti".
    Nei quarti c’è il Bayern. Dove la vedrà?
    "Credo in tv, come al solito. Mi piacerebbe venire a San Siro, vediamo. Intanto bisogna batterlo, il Bayern. E lo batteremo. Il Milan è più forte e ce la farà, che giochi o non giochi Kahn. Il Milan ha una buona tradizione nelle eliminazioni dirette".
    E se poi in semifinale dovesse incontrare la Roma?
    "E allora? Non è favorito? Bah, non mi preoccupo... Una volta, qualche anno fa, siamo andati ad Atene per una finale. C’era il Barcellona, era super favorito, a parole doveva vincere a mani basse. Quante discorsi, quante arie. Poi, come è finita?".
    Savicevic protagonista, Barça distrutto: 4-0 per il Milan...
    "Visto? Non sempre vincono i favoriti, non sempre. Io, sai, non vorrei incontrare il Manchester. E’ molte forte, veloce, gioca bene, ha tanti campioni. Cristiano Ronaldo mi fa impazzire, forse in questo momento è uno dei più bravi d’Europa".
    L’altro chi è?
    "Ibrahimovic, ha dei colpi fantastici. E’ molto spettacolare, come Van Basten. Marco però segnava di più".
    In questo momento a chi darebbe il Pallone d’oro?
    "Metà e metà. Metà Cristiano Ronaldo, metà Ibra".
    Non si può, lo vince uno solo.
    "Allora Cristiano. E sai perché? Lui è ancora in Champions, quella è un’importante vetrina. Quando ho vinto la coppa dei Campioni con la Stella Rossa, a Bari contro il Marsiglia, pensavo di vincerlo io il Pallone d’oro. Sono arrivato secondo, l’hanno dato a Papin. Io penso perché era francese. Penso, eh, è solo una mia idea. Però non me la toglie nessuno".
    Cristiano e Ibra i più bravi. E nel Milan?
    "Kakà, un fuoriclasse assoluto. Però quest’anno non è stato all’altezza. Speriamo nel finale di stagione, in campionato per il quarto posto e soprattutto in Coppa. A me sta piacendo anche Ronaldo, non sta andando male. Anzi. Mi dispiace invece per Inzaghi, è sfortunato, si è fatto spesso male. Lo capisco, so che cosa vuol dire. Però resta un grande, lui il gol ce l’ha dentro. Dovrebbe giocare di più in campionato".
    Quando vale adesso il campionato italiano?
    "Io dico solo che una serie A senza la Juventus non è una vera serie A. Poi è giusto riconoscere i meriti dell’Inter: è una squadra molto potente, gioca un buon calcio e sta vincendo lo scudetto con grande distacco. Però, per me è strano vedere le partite senza la Juve. Forse dovevano farla partire con venti o venticinque punti di penalizzazione, ma con tutti i suoi giocatori. Si sarebbe salvata lo stesso e gli scontri diretti avrebbero assunto più fascino e importanza".
    Che cosa pensa dello scandalo italiano?
    "Moggi e certi movimenti c’erano anche quando giocavo io. Non mi aspettavo lo squallore delle intercettazione, di certe manovre. Per quanto riguarda gli arbitri, non possiamo parlare noi. Nella ex Jugoslavia c’è stato di peggio. Alcuni anni fa abbiamo cacciato diversi arbitri per corruzione. Ma io penso che il calcio stia cambiando, in meglio, sia chiaro. Dobbiamo tornare a divertirci".
    A proposito di divertimento: lo sa che il Parma ha ingaggiato come giocatore un suo vecchio amico, Gene Gnocchi?
    "Che bello! Allora ha realizzato il suo sogno di giocare una partita in serie A? Vedi, nel calcio tutto è possibile: io sono diventato presidente, lui calciatore di A".
    http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Milan/Primo_Piano/2007/03_Marzo/24/savicevic.shtml
    Grande Genio.Per la cronaca il Montenegro ha vinto in rimonta 2-1,la rete del pareggio è stata siglata da Mirco Vucinic.
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  La nuova sfida di Savicevic

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