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    Ricerca: mamma e papà perdono in media 68 notti di riposo
    A un genitore su cinque va anche peggio, con tre notti a settimana


    LONDRA - A qualcuno sembrerà poco, mentre per altre coppie, baciate dalla fortuna, si tratta di un'esagerazione. Che nel primo anno di vita di un bambino, il sonno per mamma e papà sia spesso un ricordo lontano lo sanno tutti. Ma ora una ricerca britannica quantifica il danno: due mesi netti di riposo perduti, per i neo-genitori. E il rischio di sviluppare una pericolosa "sindrome da sonno competitivo".

    La Royal Society of Midwives britannica ha condotto un sondaggio su un campione di 500 madri e padri e il dato che emerge, riportato dalla stampa locale, è una perdita netta di 90 minuti di sonno a notte durante i primi 12 mesi di vita di un figlio. Che equivalgono a una notte intera a settimana e a 68 giorni all'anno.

    A questo, poi, vanno aggiunti anche i malumori e le recriminazioni soprattutto da parte femminile: se il 42 per cento delle donne dice di rispondere al pianto del bambino entro 30 secondi, accusa allo stesso tempo il proprio partner di metterci cinque minuti o di più a scendere dal letto. Tutti campanelli d'allarme pericolosi, che rischiano di mettere a dura prova il rapporto di coppia: oltre la metà degli intervistati ha ammesso di aver litigato con il partner su chi dorme di meno per colpa del bambino. Solo l'1 per cento delle neo-mamme dichiara di riuscire a dormire se il bambino piange, mentre a detta loro il 43 per cento dei padri ce la fa.

    E i due mesi di notti in bianco aumentano per i più sfortunati: se i 90 minuti a notte di sonno perso sono comuni a un terzo delle coppie, un genitore su cinque lamenta di perdere oltre tre ore, che su base settimanale equivalgono a tre notti piene.

    Il periodo più critico è quello del primo mese di vita, con un quinto dei genitori costretto ad alzarsi anche quattro o più volte a notte. Le cose gradualmente migliorano ma all'età di un anno, secondo il sondaggio, il 38 per cento dei piccoli ancora non riesce a regalare a mamma e papà una notte tranquilla. E il 15 per cento delle coppie ancora lotta con coperte e cuscino quando il bimbo ha ben due anni.

    Se qualcuno la prende con filosofia e, anzi, scopre in sé risorse ignote, per altri l'esperienza genitoriale da questo punto di vista è una botta da cui non ci si riprende più. Il 57 per cento delle coppie sviluppa un sonno più leggero perché è sempre all'erta, in attesa del fatidico pianto. E l'11 per cento, da dopo l'arrivo dei figli, ha disturbi del sonno.

    Insomma, le gioie della maternità e della paternità non riguardano certo le ore serali o notturne. E se una qualche forma di routine può aiutare a calmare il pargolo - come il bagnetto prima di andare a dormire - o se parlarne con medici e ostetriche può suggerire strategie per far addormentare i piccoli insonni, la ricerca mette però in guardia dai rischi emotivi di questi stress sulla coppia, che trascendono le mura domestiche: un quinto dei genitori si scopre a mentire con gli amici, dipingendo il proprio piccolo sotto una veste migliore, come un campione di nanne.

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