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    Il presidente dell'Inter e la difficoltà di rinforzare questa squadra tritatutto: "Li confermo in blocco e spero che anche Figo rimanga". E sul centravanti: "Il futuro è del brasiliano"

    MILANO, 3 aprile 2007 - Festa di Gazzetta.it., pista da ballo del Luminal, locale di tendenza. Tra i crani lucidissimi di Arrigo Sacchi e Olivier Dacourt, spicca la folta chioma di Massimo Moratti. Presidente, anche lei in discoteca: e adesso chi le darà la multa? La signora Milly? «Magari Adriano... In realtà sono venuto per rendermi meglio conto delle sue frequentazioni. Glielo dirò...». Clima confidenziale, rovinato però dalla calca: c’è una folla enorme. Moratti cerca un po’ di respiro all’esterno. Dove lo attendono le telecamere.
    A proposito di Adriano, c’è chi ha ipotizzato uno scambio con Toni. Lei cosa dice?
    «Che ha ragione Mancini, non si può fare. Con tutto il rispetto possibile per il centravanti della nazionale campione del mondo, tra i due esiste una netta differenza di età a favore del brasiliano. Che è nostro e lo resterà: non abbiamo nessuna intenzione di liberarcene. Mi sembra doveroso puntare ancora su Adriano, giocatore dalle potenzialità enormi. Il futuro è suo».
    Sarà possibile rinforzare una squadra già così forte?
    «E difatti il nostro proposito è quello di confermare tutti. Anzi, dipendesse solo da me, possono ritenersi confermati in blocco».
    Eh, a parte Figo: quello ormai se n’è andato in Arabia.
    «Mah, chissà. Io la speranza di trattenerlo per un’altra stagione continuo a coltivarla».
    Così come il presidente della Juve, Cobolli Gigli, continua a coltivare la speranza di trattenere Buffon.
    «Hanno il miglior portiere del mondo ed è giusto che ci puntino. Mi sembra assai difficile che Buffon finisca sul mercato».
    Ma se ci finisse?
    «Noi siamo molto contenti di Julio Cesar, diventato peraltro il titolare del Brasile. E comunque l’ho appena detto: confermo tutti».
    Dunque non ci sarà il botto del Centenario?
    «Il tifoso interista è anche intelligente e sa che a volte il botto di mercato può deflagrare in uno spogliatoio. Rovinandolo».
    Ma c’è un giovane che vedrebbe volentieri palleggiare sul campo della sua villa di Imbersago?
    «Direi Giovinco, della Juve. Proprio su qualche giovane punteremo per ampliare la possibilità di scelta di Mancini».
    A chi le chiede che effetto fa vincere il primo scudetto sul campo cosa risponde?
    «Insistendo che abbiamo vinto sul campo anche precedentemente: comunque fa piacere perché la squadra è forte, e un tale vantaggio in classifica ti consente di avere una sofferenza meno acuta. Se arriviamo a 100 punti tanto meglio».
    Giancarlo Abete neo presidente federale: qual è il suo giudizio?
    «Si è fatto un’esperienza, e non è colpa sua se nel calcio negli ultimi tempi c’è stato molto marcio. Lui, anzi, cercherà di dimostrare che si può andare avanti».
    Infine Moratti ha negato un suo interessamento all’organizzazione degli Europei 2012 nella prospettiva che lo stadio diventi di proprietà della società. «Spero che ci diano gli Europei solo per una questione di prestigio, peraltro è difficile che li possano assegnare a un altro Paese».

    Andrea Elefante

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