1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    MILANO, 8 aprile 2007 - Calciatori di stile, è questa l’ultima mania dei campioni di casa nostra. Il primo fu Michele Nappi, roccioso terzino destro (uno scudetto e una finale di Coppa Campioni con la Roma) che agli inizi degli anni Ottanta, quand’era a Perugia, aprì un negozio di abbigliamento con il suo nome. Sono passati vent’anni da allora, ma la moda è sempre nel pallone e le stelle della domenica (ma anche del mercoledì, contando turni infrasettimanali e Coppe varie) hanno presto capito che fare i testimonial per gli altri (vedi Armani, Dolce & Gabbana o Laura Biagiotti) sarà anche divertente e redditizio, ma vuoi mettere lo sfizio e, soprattutto, il ritorno pubblicitario di una linea tutta tua, magari con un logo vincente e immediatamente riconoscibile?
    IL PRECURSORE Il precursore del marchio come elemento identificativo è stato Lamberto Piovanelli, ex attaccante di Pisa, Atalanta e Juventus ma anche della Nazionale, che, una volta appese le scarpette al chiodo, ha fondato a Pisa un negozio d’abbigliamento sportivo, scegliendo come immagine un giocatore che si tuffa di testa per fare gol. Neanche a dirlo, quel giocatore è proprio Piovanelli e quello fu il gol con cui portò il Pisa in serie A. Anni dopo, sarà il cuore rosso stilizzato della “Sweet Years” a dettare moda, grazie alla felice intuizione di Bobo Vieri e Paolo Maldini, che lo hanno piazzato su felpe, cappellini e jeans per la loro linea fashion. E il gioco ha funzionato, visto che poi Bobo lo ha replicato con la “Baci & Abbracci”: stessa filosofia (capi casual e mega scritta) ma diverso partner (Cristian Brocchi) per un identico successo.
    TOTTI E ILARY Sempre rimanendo ai giorni nostri, terzo polo di queste linee dall’appeal prevalentemente sportivo è la “Never Without You” (http://neverwithoutyou.com/), che non è solo il titolo di una canzone di Ringo Starr, ma anche la griffe di Francesco Totti e Ilary Blasi. Per la collezione primavera/estate, lei ha disegnato short e romantiche camicette a fiori, mentre lui si è buttato su jeans e polo attillate.
    Chiude la serie sport Gianluigi Buffon che, insieme alla sorella Veronica, disegna magliette e affini della “Baggage”, di cui è testimonial insieme alla fidanzata, Alena Seredova.
    DEL PIERO CHIC Decisamente più raffinata, invece, la scelta sartoriale di Alessandro Del Piero che, in occasione dell’ultimo Pitti Uomo, ha lanciato sul mercato l’etichetta casual-chic “Cashus”, marchio che fa capo alla “Batrax” dell’imprenditore Fabrizio Danna, il cui logo identificativo è un rospo. Punto forte della collezione, la ricercatezza dei dettagli e la raffinatezza dei tagli. Spiega il capitano della Juventus: "Non volevo creare un marchio con il mio nome, ma una linea elegante e di alta qualità". E sempre la famosa kermesse fiorentina è stata teatro di un’altra celebre accoppiata calcio-moda nel gennaio del 2006, quando nacque la “G.B.”, sigla dietro cui si nasconde la svolta stilistico casual di Gabriel Batistuta.
    COCO MULTIBRAND Ma la vera novità del 2007 sono i negozi multimarca e chi lo ha capito al volo è stato Francesco Coco, che sarà pure “Coco clown” per i tabloid inglesi (rispedito a casa dal Manchester City perché beccato in allenamento con una sigaretta in bocca), ma che quando deve trattare di affari, diventa serissimo. Già ideatore, realizzatore e testimonial della “Ubn 77”, linea urban-sport che deve il suo nome all’anno di nascita del terzino, Coco è diventato oggi imprenditore a tutto tondo (fra un allenamento del Torino e l’altro) nonché portavoce degli stilisti emergenti: ci sono anche loro, infatti, al “Cinema”, il negozio multibrand che ha aperto a Milano, nello sciccosissimo quadrilatero della moda, e che punta sul jeans, per vestire easy-chic senza indossare per forza la griffe famosa.
    Infine, sempre di stile si tratta, ma questa volta nel campo dell’arte, è la scelta dello juventino Jonathan Zebina che lo scorso 22 febbraio ha inaugurato la “JZ Art Trading” (http://www.jzart.it/), galleria d’arte moderna e contemporanea nel quartiere di Brera, a Milano.

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/04_Aprile/08/calciatori_moda.shtml
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

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