1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    MADRID (Spagna), 10 aprile 2007 - Sente il match, Fabio Cannavaro. Quella di stasera all'Olimpico di Torino per lui non è una partita come le altre. Juventus-Napoli è qualcosa di speciale, sempre e comunque. Lui sarà lontano diverse centinaia di chilometri, ma il cuore andrà in tachicardia insieme a quello del fratello Paolo, impegnato a respingere gli attacchi della Juve. “Io tifo Napoli. A Torino ho passato due anni stupendi, il pubblico mi ha trattato benissimo, ma il cuore è il cuore. E quello batte per il Napoli”.

    Come finirà?
    “Spero in un pareggio. Un risultato che andrebbe bene a entrambi”.

    Il Napoli però resterebbe a -6.
    “Si, ma deve fare la corsa sul Genoa, non sulla Juventus. Ci sono diverse squadre in lotta per un solo posto, ci metto anche Bologna, Piacenza, Rimini: queste sono le avversarie del Napoli, non la Juve”.

    Troppo forte?
    “Sì. Anche il Napoli è una grande squadra, ma la Juve ha Nedved, Del Piero, Buffon... (scappa un sorriso, a Cannavaro, ndr), è strano vedere gente così in questa categoria. E poi in casa la Juve ha 13 vittorie e 2 pari. L'importante è fare risultato”.

    Come giudica il pareggio dei bianconeri con l'AlbinoLeffe?
    “Nessun campanello d'allarme. Questa è una squadra abituata a lottare per grandi obiettivi, fatta di giocatori che hanno una mentalità vincente, qualcosa che non perdi anche se ti mandano in B. So cosa passa nella testa dei miei ex compagni, hanno una testa fuori dal normale, ed è per questo che ho un po' di timore per il mio Napoli...”.

    Che però viene dalla vittoria a Bologna...
    “Ottimo successo, di carattere, una risposta a tutte le critiche arrivate dopo il pari con il Bari. A me questo Napoli piace: magari non è spettacolare, ma lotta, accorcia, non lascia spazi, è difficile da affrontare. Un po' come la Juve”.

    Ha sentito qualcuno in questi giorni?
    “Mio fratello Paolo, per gli auguri di Pasqua. Una telefonata più familiare che calcistica”.

    E gli ex compagni juventini?
    “In questi giorni, nessuno”.

    Manco fossero avversari, viene da pensare a giudicare dal tono della risposta. E probabilmente lo sono. A Paolo cosa ha detto?
    “Nulla di particolare. Sta facendo bene. Mi sembra che la gente sia contenta di lui, e lui è contento di essere a Napoli. Poteva restare in A, ha fatto una scelta di vita, che io condivido in pieno. Per lui non è semplice giocare a Napoli, la gente si aspetta sempre qualcosa in più, ma se la sta cavando alla grande”.

    Paura che possano esserci incidenti?
    “No, penso di no, anche se allo stadio ci saranno tanti napoletani”.

    Ricordi personali di Juventus-Napoli?
    “Uno indimenticabile: il mio esordio in serie A, 7 marzo 1993. Poi poco altro: a dir la verità quando sono andato via da Napoli ho cercato di evitare le sfide da ex. Ricordo di una volta che il Parma batté il Napoli condannandolo alla retrocessione. Io stavo male e non giocai... In tutta sincerità non ricordo una sola mia partita contro il Napoli”.
    Coppa sincerità a Cannavaro, pronto a soffrire dal divano.

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2007/04_Aprile/10/cannavaro.shtml
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Cannavaro: "Tifo Napoli"

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