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    L'ex del Brescia, passato al Salisburgo, è stato messo fuori rosa dalla gestione tecnica Trapattoni-Matthaeus. Per tutta risposta lui ha portato la società in tribunale: che gli ha dato ragione

    VIENNA, 16 aprile 2006 - In Austria è vietato mettere fuori rosa un giocatore. La giustizia ordinaria ha dato ragione a Marcus Schopp, 33enne centrocampista emarginato dal Red Bull Salisburgo, il club allenato da Giovanni Trapattoni e Lothar Matthaeus. Schopp si è rivolto al giudice per chiedere di essere reintegrato dopo un lungo esilio.

    LA VICENDA - La vicenda di fatto è cominciata nel 2005, quando il calciatore tedesco ha prolungato fino al 2008 il suo contratto. Con l'arrivo di Trapattoni, nell'estate 2006, lo spazio per Schopp si è ridotto drasticamente. Niente convocazioni, niente partite e niente allenamenti collettivi. Giocatore e società hanno provato invano a trovare un accordo per arrivare alla rescissione consensuale del contratto. Schopp, che a lungo non ha potuto lavorare col resto della squadra, alla fine ha trovato un'altra sistemazione: ha varcato l'Oceano Atlantico ed è stato ingaggiato dai New York Red Bulls nella Major League Soccer. La causa, però, è andata avanti. I primi ricorsi sono rimasti inascoltati: di appello in appello, si è arrivati fino alla Corte Suprema che ha dato ragione al giocatore.

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