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    LONDRA, 16 aprile 2007 - Non parlategli della finale di Champions League, perché si inquieta. Nella lista delle priorità di Andriy Shevchenko, ospite d'eccezione all'inaugurazione della nuova scarpa da gioco "Sprintfit" della Reebok, prima c'è la semifinale col Liverpool. Ma non parlategli troppo nemmeno della sfida coi Reds, perché altrimenti si inquieta di nuovo.
    - Ma Shevchenko, affrontare la squadra di Benitez non è l'occasione per la vendetta sportiva che aspetta dal maggio 2005?
    "Non ci sarà nessuna vendetta. Perché tutti quanti si ostinano a parlare del passato? Per me la parola d'ordine è 'futuro'. E giocherò contro il Liverpool senza pensare a ciò che è successo in quella maledetta finale di Champions".
    - Almeno non avrà nuovamente di fronte il portiere polacco Dudek, se la dovrà vedere con Reina...
    "Sì, ma sarà durissima lo stesso. Loro sono molto forti, soprattutto in coppa. E hanno ormai chiuso il gap con le migliori squadre d'Inghilterra".
    - Nel caso il Chelsea superasse questo ostacolo, chi preferirebbe trovare in finale ad Atene?
    "In questa stagione siamo in lotta contro il Manchester Utd su tutti i traguardi. Oltre al campionato e alla Champions, ci giocheremo con loro anche la coppa d'Inghilterra, a cui teniamo molto. Però, l'ho già detto, ad Atene vorrei trovare il Milan".
    - Così potrà fare lo "spione" con Mourinho e svelargli i segreti tattici di Ancelotti?
    "Piano, non mi piace parlare di partite ipotetiche, che non sono ancora neppure in programma. E poi Mourinho se la cava benissimo da solo".

    - Qual è il punto di forza del vostro allenatore? Sembra sempre sul punto di cedere, ma alla fine vince sempre.
    "Riesce a dare a tutto il gruppo una carica fuori dal comune. E' sicuro di sé e le sue idee mi sono state chiare fin a subito, contrariamente a quanto sostiene qualcuno...".
    - Non ha avuto alcun problema di inserimento nel Chelsea?
    "Mentirei se dicessi una cosa del genere. Ho avuto le mie difficoltà, ma sono state tutte situazioni legate all'ambientamento in una realtà nuova. La lingua, il diverso tipo di calcio... Non è facile rimettersi in gioco".
    - Non si è mai pentito della scelta fatta al momento di lasciare il Milan?
    "No, mai. L'ho detto mille volte, gli italiani sanno perché ho preso questa decisione. E poi qui si gioca un calcio molto competitivo, in grande crescita. Mi dispiace soltanto che tanta gente mi abbia attaccato all'inizio di questa stagione, quando le cose non andavano bene".

    - A cosa si riferisce?
    "Ne ho parlato anche con Michael Ballack, di cui sono diventato amico: io accetto ogni critica sul mio modo di giocare, ma quelle dirette alle persona no, proprio no. Anche Michael ha ricevuto commenti pesanti sulle sue prestazioni in campo, non ci hanno dato tempo di migliorare".

    - Ammetterà che Drogba ha segnato una quindicina di gol più di lei in Premiership.
    "Che c'entra? Didier è un mio compagno di squadra e sono contento per lui".

    - Cosa succederà al Chelsea nella prossima stagione? Mourino resterà a Stamford Bridge?
    "Non tocca a me dirlo. Io sono soltanto un giocatore, quello è il mio lavoro. E lì mi fermo, il resto serve solo a far nascere polemiche che non ci toccano. Noi siamo uniti e più forti di tutto".

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    - Non ha avuto alcun problema di inserimento nel Chelsea?
    "Mentirei se dicessi una cosa del genere. Ho avuto le mie difficoltà, ma sono state tutte situazioni legate all'ambientamento in una realtà nuova. La lingua, il diverso tipo di calcio...

    la lingua?sheva...ma va a cagare va

  Sheva: "Noi siamo uniti

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