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    Mamma Dolores racconta al Sunday Mirror il dramma familiare vissuto dal talento del Manchester. L'amatissimo padre morto per alcolismo, il fratello tossicodipendente salvato da lui grazie al primo ingaggio da campione....

    MILANO, 23 aprile 2007 - A vederlo com'è oggi, un campione bello, ricco e famoso, con il mondo ai suoi piedi e un contratto da 180 mila euro alla settimana in tasca, non penseresti mai che, in realtà, Cristiano Ronaldo nasconda un passato tanto doloroso e penoso. Un segreto che tale sarebbe rimasto se la madre del giocatore, Dolores Aveiro, non avesse deciso di raccontarlo al tabloid Sunday Mirror. "Cristiano ha visto molto da vicino i danni causati dalla droga e dall’alcool – si legge nell’intervista – e questo è il motivo per cui non ha vizi, non beve e non fuma. La sua unica 'droga' si chiama calcio. Mio marito Dinis, il papà di Cristiano, ha bevuto tanto da morirne, mentre mio figlio maggiore Hugo ha cominciato a drogarsi quando Cristiano aveva 14 anni". La scoperta che il padre era un alcolizzato ha avuto un effetto devastante sul giocatore, che ha cercato più volte di convincere il genitore a farsi curare. "Dinis non ha mai voluto farsi ricoverare, voleva solo bere. Lui e Cristiano erano inseparabili prima che mio figlio lasciasse Funchal per diventare un calciatore professionista. La cosa triste è che non sia riuscito a vedere che campione è diventato".

    IL LUTTO - Il papà dell’attaccante, un ex giardiniere, è morto 17 mesi fa, all’età di 52 anni e alla vigilia del match di qualificazione ai Mondiali del Portogallo in Russia. Racconta al tabloid un amico di famiglia: "Al funerale, Cristiano non riusciva a smettere di piangere. Suo padre era sempre stato un uomo alto e forte, ma la dipendenza dalla bottiglia aveva avuto effetti terribili anche sul suo aspetto. Cristiano ha visto quali danni può causare l’alcool ed è per questo che gli sta lontano. Probabilmente, ha il talento di Maradona e George Best, ma non vuole finire come loro. Le sue uniche passioni sono il calcio e la sua famiglia. La morte del padre lo ha legato ancora di più alla madre, ai fratelli e alle sorelle e da quel momento è stato lui ad occuparsi di loro". Ma il campione del Manchester ha sofferto moltissimo anche per il fratello Hugo. "Quando scoprii che mio figlio si drogava – confessa oggi la signora Dolores – ho dovuto fare un prestito per mandarlo in un centro specializzato perché non avevo denaro a sufficienza visto che, lavorando come donna delle pulizie, guadagnavo 580 euro al mese, mentre all’epoca Cristiano ne prendeva 250 dallo Sporting Lisbona. Purtroppo però, dopo due anni, Hugo ci è ricascato, ma questa volta è stato Cristiano a pagare tutto. I suoi soldi hanno salvato la vita di Hugo e se mio figlio non avesse fatto il calciatore, le cose sarebbero certo state molto diverse per noi".

    SERENITA' RITROVATA - Oggi la famiglia di Cristiano Ronaldo è finalmente serena: Hugo ha 32 anni, non si droga più e lavora come pittore e decoratore, dividendosi fra Madeira e Manchester, mentre la sorella maggiore Katia vive a Lisbona e fa la cantante con il nome d’arte di Ronalda e l’altra (Elma, 29 anni) ha appena aperto la boutique "CR7" a Funchal, combinando le iniziali del celebre fratello con il suo numero di maglia. Mamma Dolores, invece, ha sostituito gli abiti vecchi con le griffe più alla moda e, appena le daranno la patente, si metterà al volante della BMW regalatale dal figlio. Intanto, passa la maggior parte del tempo nel Cheshire, in attesa che finiscano i lavori nella nuova casa di Madeira, anche se pensa con nostalgia al suo primo appartamento, oggi ridotto a un deposito di immondizia e recentemente visitato dai ladri: "E’ stata la mia casa per 24 anni e avrà sempre un posto speciale". Come un posto speciale per Cristiano Ronaldo lo avranno gli amici d’infanzia, perché le radici non si dimenticano e le sofferenze nemmeno. Conferma la signora Aveiro: "Cristiano ha sempre vissuto per il calcio e quello che ha passato gli ha permesso di arrivare dov’è ora. Ancora oggi sono io che mi occupo dei suoi guadagni, che vanno in un fondo intestato a lui e a me. So che grazie al nuovo contratto prenderà molti soldi, ma so anche che i soldi non lo cambieranno mai".

  La triste storia di C.Ronaldo

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