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    Marco Materazzi si confessa a Vanity Fair: "Ho perso la mia mamma a 11 anni: preferirei offendessero me, non lei. Ho fatto cavolate ma è perché in campo mi trasformo. Al momento giusto comprerò una Harley e farò un lungo viaggio con mia moglie"

    MILANO, 23 aprile 2007 - "Altro che sfigati, stavamo antipatici a chi comandava sul campionato. Mi dispiace solo per i giocatori della Juventus, capisco la loro rabbia. Hanno fatto gli stessi sacrifici che faccio io e pagano le colpe dei loro dirigenti". Inizia così la lunga intervista-confessione rilasciata da Marco Materazzi a Gad Lerner per Vanity Fair, in edicola in questi giorni e di cui il mensile ha fornito un'anticipazione.

    VITA SENZA SCONTI - "La vita a me non ha fatto sconti - racconta il difensore nerazzurro - Sono uno che si gioca tutto e, lo so, ha commesso delle cavolate. Allora sarebbe giusto che mi si canti: 'Materazzi pezzo di merda invece che 'Materazzi figlio di...'. Mia madre si è ammalata che avevo 11 anni, l'ho persa, nessuno me la ridarà, e ogni volta mi viene ricordato. Ho vinto un Mondiale e l'ho fatto per l'Italia ma resto il più bersagliato dalle curve avversarie. È difficile sopportarlo, ma dopo 15 anni figuriamoci se mi faccio buttare fuori per un coro".

    LE BOTTE IN CAMPO - Materazzi è uno che non guarda mai in faccia nessuno quando si trova in campo: "Gattuso è un mio amico ma il piede non lo levo. In campo io mi trasformo, sono un'altra persona. È capitato con un altro amico come Luca Toni. Lui lo sa, io lo so. In campo io da lui le ho prese e porto i suoi segni sulla faccia. Lui da me le ha prese e porta i miei segni sulle gambe. Giusto così. Altrimenti la gente può pensare che siamo dei mercenari".

    IL BACIO ALLE MAGLIE - "Io per baciare una maglia ci ho sempre messo del tempo. In vita mia ne ho baciate solo due: Perugia, Inter. E non certo dopo dieci presenze. Un rapporto si fortifica nei dispiaceri, dopo i momenti brutti vissuti insieme - spiega il difensore azzurro - Troppo facile quando si vince baciare la maglia. Se passi lo scudetto perso nel 2002, all'ultima giornata della tua prima stagione in una squadra, il caso Cirillo, la sconfitta in Champions col Villarreal del 2006, i tanti derby persi, e si rimane uniti nelle umiliazioni, allora ci può stare di baciare la maglia. Sapendo che i nostri tifosi sono stati accolti dappertutto dal coro 'Non vincete mai, e noi li abbiamo riscattati".

    SONO NORMALE - Adesso è cambiato tutto, Materazzi è un idolo assoluto dei tifosi nerazzurri e trascinatore dei neocampioni d'Italia: "Quando voi gridate - dice riferendosi ai suoi fan - 'Tutti pazzi per Materazzi' - io sono orgoglioso ma poi torno a casa, mangio latte e biscotti, sono normale. Invece mi fanno impressione certi ragazzini. Ho visto in tv quelli della primavera del Milan. Gli chiedevano: perché vuoi diventare un campione? E loro: per la macchina grossa e le veline. Ma guarda come sono ridotti, penso io che ho vinto un Mondiale e ho vissuto solo per il calcio da quando avevo due anni". E questo anche se, a 33 anni, Materazzi dovrebbe fare da chioccia ai più giovani: "Ma io mi sento ragazzino. Io sono l'eterno cazzaro, non so come dire. Sarò un bambinone ma a me piace ridere e fare casino, difficilmente cambierò. In allenamento è difficile che faccia un'entrata, che vada al 110%. Te l'ho detto: solo il campo mi trasforma".

    AMICI NEL CALCIO - Nel campo sono tutti uguali, ma fuori? Materazzi elenca i compagni con cui va maggiormente d'accordo: "Quelli con cui mi capisco di più sono gli zingari. Io mi ci sento, zingaro. E con me i vari Recoba, Ibrahimovic, Stankovic, lo stesso Dacourt: un'intelligenza speciale Olivier, il tipo che legge libri e colleziona quadri". Uno zingaro che però non riesce a scherzare su quel che la vita gli ha tolto. "Come potrei? Il mio più grande rammarico è che mamma non ce l'abbia fatta perché quel tumore al seno, grosso già 6 centimetri, l'ha scoperto nel 1985. Magari oggi saprebbero curarlo. Vedi, ogni volta che ne parlo mi riduco così, le lacrime agli occhi. Non ho paura, ma non ce la faccio ad aiutare le associazioni che si occupano della ricerca. A me e a Daniela viene più facile aiutare i bambini dell'Africa".

    LA MIA FAMIGLIA - Io penso che Daniela (la moglie; n.d.r.) me l'abbia fatta conoscere mia madre - aggiunge Materazzi - E sempre lei, mia madre, ci ha dato la figlia femmina, visto che nessuno in casa mia ce l'ha. Per questo ho voluto le mie ali. Tatuarle è una cosa molto dolorosa. Sei aghi che ti penetrano la schiena per quattro ore di fila. Già mi ero ripromesso di metterle, ma solo se fosse venuta una figlia. Le riunisce il nome Anna, mia mamma e mia figlia. Mentre le ali dell'angelo avvolgono il nome mio e di mia moglie. Poi naturalmente ci sono i due ragazzi". E adesso lo scudetto.

    PARTIRO' IN HARLEY - "Sai che ti dico? Io al momento giusto comprerò un'Harley-Davidson e partirò con Daniela. Tra noi c'è un patto: metà vita io, metà vita lei. Lo rispetterò. Quando in tasca non avevamo neanche i soldi per la benzina si fantasticava: e se vincessimo la lotteria? Vorremmo fare la stessa vita, solo con più sfizi. Un mese in America al posto di una settimana a Riccione. È quel che faremo l'estate prossima. Ma anche a Riccione ci divertivamo lo stesso".
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    Io l'ho sempre difeso, tranne una volta mi pare, quando entrò troppo duro su qualcuno che non mi ricordo (mi pare fosse stata l'entrata su ibra). E' sempre stato attaccato da tutti e ha risposto come meglio non si poteva. Sinceramente non credo gli interessi molto sentirsi idolatrato in questo momento, per me gli basterebbe anche solamente che i caproni nelle curve la smettessero di insultare sua madre....
    Non mi piace molto il suo "essere invasato" in quella maniera, però è uno di quelli che non mollano mai, fino all'ultimo, quindi ha tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.

    A me infine piace questo passaggio:
    "Gattuso è un mio amico ma il piede non lo levo. In campo io mi trasformo, sono un'altra persona. È capitato con un altro amico come Luca Toni. Lui lo sa, io lo so. In campo io da lui le ho prese e porto i suoi segni sulla faccia. Lui da me le ha prese e porta i miei segni sulle gambe. Giusto così." :approved:
  3. Scudetto-Mod  
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    ok però mi raccomando....nn cominciare le vacanze prima del dovuto...fatti queste ultime 2 partite( le mie ultime 2) aumenta il bottino dei gol...e poi se vuoi vai in vacanza....ma nn prima:muhehe:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose

  "La mia vita senza sconti"

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