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    Al Viviani i tifosi sugli spalti con t-shirt che richiamano alla libertà di espressione
    Magliette vietate: scatta l'indagine
    Alcuni responsabili: «Se succede qualcosa, sarà un caso nazionale»


    ARRESTATELI TUTTI. Hanno posto in essere una coreografia non autorizzata. Il Viminale non transige. Bisogna bandire questi delinquenti da tutti gli stadi d'Italia. Hanno osato. Vanno puniti. Iniziate a trovare i responsabili dell'iniziativa. Quelli che hanno deciso di entrare al Viviani con una maglietta sulla quale era impresso il testo dell'articolo 21 della Costituzione. Quello della libertà di espressione, per intenderci.
    In galera. E buttate la chiave perchè hanno provato a dire di no all'esasperata forma di repressione della violenza, che, tra le altre cose (e come riferiamo a lato) vieta proprio l'introduzione degli striscioni non autorizzati e delle coreografie.
    "Calma, siete su Scherzi a parte". No, purtroppo non è così: "Personale della Polizia è al lavoro per identificare gli autori della coreografia non autorizzata nei confronti dei quali si sta valutando l'adozione di provvedimenti". E non ci sono Santi. L'ha deciso il Viminale, l'impone una parte, nemmeno tanto secondaria, del Decreto antiviolenza, voluto dal ministro Amato.
    «Ma di che stiamo parlando?», ha detto qualcuno dei più informati. Una persona non può entrare allo stadio con una maglietta che invoca un diritto sacrosanto dell'individuo? «Magari qualcuno delle forze dell'ordine si facesse sentire in maniera ufficiale, faremo scoppiare un caso nazionale». E qualcun altro ha aggiunto: «Questa è una non notizia, suscita solo ilarità e sorpresa».
    E invece pare proprio che qualcuno, a breve, chiederà qualcosa. Spiegazioni, conferme. E non tanto perchè si è trattato di una coreografia non autorizzata (la curva del Potenza ha fatto epoca negli anni con i suoi colori, i suoi messaggi e la sua passione vera, non certo con anonime - a vederle da lontano - magliette bianche) ma per la sua finalità: quella, appunto, di contestazione al decreto.
    Ingiustificabile. Arrestateli tutti. Non fateli entrare più allo stadio e allargate anche il divieto agli oltre 400 delinquenti della domenica che hanno chiesto in maniera assai civile il riconoscimento del diritto costituzionale a poter esprimere la propria opinione con le parole, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Tra questi anche qualche calciatore, il presidente, l'allenatore e un paio di giornalisti. Sì, anche loro che proprio su quell'articolo 21 pongono il fondamento del loro mestiere.

    http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/articolo.asp?nomefile=17-bp3-2404-art_2.txt

    E' vergognoso , non ci vogliono più allo stadio , che li chiudano:mad:
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

  Che schifo . . .

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