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    Nell'andata della seconda semifinale di Champions decide un gol di Joe Cole al 29'. Bene Drogba, in ombra Shevchenko. Il Liverpool si sveglia nella ripresa, con l'innesto di Crouch. Martedì il ritorno ad Anfield

    LONDRA, 25 aprile 2007 - Martedì primo maggio sapremo. Nel frattempo il Chelsea si aggiudica il primo round, facendo suo il match col Liverpool giocato stasera allo Stamford Bridge. Ci pensa Joe Cole, a segno dopo 29 minuti. Poi al Chelsea basta giocare di rendita, mentre il Liverpool può piangere per un'occasione sprecata da Gerrard (ottimo Cech). Ma è troppo poco per nutrire rimpianti.

    IL FIUTO DI MOURINHO Alla fine Mourinho sceglie Joe Cole e lascia in panchina Wright-Phillips. Stesso discorso per Ferreira, con Diarra dietro le quinte, mentre Carvalho ce la fa ed è al centro della difesa. Il Chelsea schiera la coppia Shevchenko-Drogba affiancata in maniera permanente da Joe Cole, mentre il Liverpool, che lascia in panchina Crouch, schiera Zenden sulla sinistra e Riise alle sue spalle, con Finnan fermato in extremis da un torcicollo.

    JOE COLE MEGLIO DI SHEVA La gara fatica a decollare, bloccata com'è fra opposti tatticismi: i Reds partono con maggior intraprendenza, ma la maggior prudenza dei Blues è solo un trabocchetto. Il Chelsea tiene infatti in mano le redini del gioco e lascia avanzare il Liverpool, ma solo per poter approfittare di qualche spazio in più. Ma soprattutto la squadra riflette tutto il cinismo di Mourinho, creando tre-occasioni-tre e chiudendo in vantaggio di una rete il primo tempo. Prima Reina dice di no a Gerrard (assist di Shevchenko), poi Drogba non entra deciso sull'uscita a catapulta del portiere, mentre al 29' Joe Cole è abile nel finalizzare in spaccata un cross rasoterra di uno straripante Drogba. Quando l'ivoriano parte nessuno lo ferma, mentre Joe Cole sa dare fantasia e imprevedibilità là dove Shevchenko appare un corpo estraneo alla manovra. Timido e indeciso, l'ucraino sembra la controfigura del trascinatore rossonero, capace di essere decisivo nel collettivo e nello spunto individuale. Evidentemente l'aria inglese non gli ha finora giovato, come anche gli schemi di Mourinho lo obbligano a un gioco che non esalta le sue caratteristiche. Sull'opposta sponda, il Liverpool non punge e non graffia, spingendosi in avanti più per dovere di copione che per convinzione. E infatti Cech è il più inoperoso del gruppo dei 22 dello Stamford Bridge.

    CROUCH NON BASTA Passano sette minuti della ripresa e Benitez manda in campo Crouch per Bellamy. Il Liverpool si scuote, si aggiudica il possesso palla e comincia a connettere calcio offensivo: al 9' Gerrard, il migliore dei suoi, chiama Cech a un intervento-prodigio. Un'occasione bella ma unica, nel senso che la pericolosità dei Reds si estingue in questa fiammata, poi sarà invece il Chelsea ad andare più vicino al raddoppio che il Liverpool al pareggio. Shevchenko esce a favore di Kalou, risuona qualche fischio, lui scuote la testa poco convinto. Ma il Chelsea non ha finito, e prova ancora a giocarsi qualche briscola. Il risultato non cambia, ma è comunque inevitabile pensare ad un Chelsea favorito nel retour match del primo maggio.
    Livia Taglioli

  Al Chelsea il primo round

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