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    Il fantasista, che Figo vede come erede, misura le parole: «Se anche avessi ricevuto offerte dall'Inter non lo direi».

    Figo l'ha indicato come suo erede ideale all'Inter. «Ringrazio Figo per la considerazione, ma io sto bene qui. Non vedo ragioni per cambiare, anche se è chiaro che nel calcio decidono i risultati. Per questo non si sa mai ciò che può succedere nel futuro».

    Ha ricevuto offerte dall'Inter? «Ho un agente per questo, e comunque se anche fosse non lo direi mai. Il periodo è importante e delicato, possiamo vincere la Liga, non è il momento per parlare di queste cose».

    Ma quando sui giornali spagnoli riprendono dall'Italia la notizia che Berlusconi sarebbe pronto a investire 100 milioni di euro per Ronaldinho ne parlate? «Sì, ci si scherza su. Ma se Ronaldinho dovesse andar via non sarebbe per denaro. Può guadagnare qui quello che guadagnerebbe al Milan. A questi livelli un giocatore cambia solo se non si sente bene, se non è felice, se cerca un'altra sfida, qualcosa di diverso. I soldi non sono un problema».

    E lei, che a Ronaldinho è molto vicino, come vede il suo futuro? «Io spero che resti. È un mio grande amico ed è un punto di riferimento per il club. Al momento io credo che lui voglia rimanere qui e il Barça lo voglia tenere. Però nella vita non si mai, e nel calcio ancora di più».

    Qui, in riferimento al Barcellona, si parla della fine di un ciclo. «Si, ho letto. E non me ne capacito. È chiaro che se uno prende come paragone la scorsa stagione siamo in calo. Ci sono state le delusioni della Champions e del Mundialito. Ma abbiamo la possibilità di vincere il terzo campionato di fila e la Copa del Rey, che al Barça manca da tanti anni. Io ho 29 anni e sono uno dei più vecchi. Abbiamo Messi che ha 19 anni, Iniesta 22, Eto'o 26, Ronaldinho e Xavi 27, altro che fine ciclo».

    Altra voce: lo spogliatoio del Barça è spaccato, la lite tra Eto'o e Ronaldinho lo testimonia. «In ogni spogliatoio ci sono problemi, ma qui non sono così gravi come si dice. È chiaro che quanto successo tra Samu e Ronnie non deve ripetersi, non fa bene al gruppo, ma io dico che se la stessa cosa fosse successa in un'altra squadra, lo spogliatoio si sarebbe spaccato, sarebbe morto. Da noi non è stato così, e questo per me vale più di ogni parola».

    A proposito di campioni del mondo, Zambrotta e Cannavaro hanno sofferto l'impatto con la Liga. «Non è facile cambiare dopo tanti anni. Poi Zambro è molto timido. Ora finalmente sta cominciando a sciogliersi, si sta integrando meglio e si vede anche in campo. E poi da voi i terzini sono più coperti, vivono più tranquilli. Qui devono salire continuamente, e quando rientrano magari non c'è nessuno a dar loro una mano».
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

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