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    Il Real Madrid travolgente a Bilbao sempre in corsa per la Liga. Il d.g. Mijatovic: "Con tutto quello che è successo se siamo ancora qui lo dobbiamo al tecnico. Solo uno come lui poteva sopportare tante critiche"

    MADRID, 30 aprile 2007 - Domenica mattina una visita al Guggenheim, domenica sera un rotondo 4-1 all'Athletic nella 'Catedral' di San Mames. Bella gita quella di Fabio Capello a Bilbao. Doveva essere una trasferta difficile, il suo Real l'ha trasformata in una gara storica e assai significativa: una specie di manifesto del benessere da sbattere in faccia prima al Barcellona, che soffre da pazzi, e poi ai critici, che, come diceva uno dei columnist di Marca due settimane fa: "Se continua così non sapranno più dove andare a nascondersi".

    RECORD Perché il tanto vituperato Don Fabio II, bis capelliano a Madrid, potrà anche non portare al sospirato titolo, ma una traccia negli annali della Casa Blanca la lascerà. Il successo in terra basca ha portato a 10 (su 17) il numero di trasferte vincenti della stagione. Record eguagliato (era successo nelle stagioni 60-61 e 87-88), e mancano ancora due viaggi, pur delicati: a Huelva e Saragozza. Se la vendetta è un piatto da mangiare freddo, il tecnico friulano ha aperto il suo congelatore e ci sta infilando a piccole dosi il madridismo. Non è detto che riesca a sedersi a tavola, mancano 6 giornate e il Barça ha due punti di vantaggio (e il Siviglia uno), ma un anno fa, nell'ultima stagione Galactica, di questi tempi i catalani erano a +11.

    EL GRAN MADRID "Erano quattro anni che non si vedeva un Madrid giocare da campione", titola Marca. E se As, il quotidiano che ha fatto dell'anti-capellismo una bandiera, cerca di far finta di niente ed esalta la pochezza dell'Athletic Bilbao, la sua penna più acida e brillante, Tomas Roncero, riconosce i meriti di Capello: "A San Mames abbiamo visto un campione maiuscolo. Da goleada. Quattro. Altri, quelli del jogo bonito scaduto, devono vincere col minimo scarto grazie a un autogol (col Maiorca), o in fuorigioco (Levante). Questa è stata la settimana dell'EGM: El Gran Madrid. È finita la tenebrosa era capelliana... La presentatrice televisiva di Cambio Radical deve invitare in studio Capello: è riuscito a far sì che persino Emerson sembri un giocatore interessante, e gente come Cicinho, Robinho o Beckham ha smesso di essere sospettosa. Avanti Fabio. Avanti Real".

    RINASCITA CAPELLO Gli altri giornali preferiscono puntare sul gruppo, o su alcuni singoli (Van Nistelrooy, Sergio Ramos, Beckham), ma se continua così dovranno arrendersi all'evidenza: pur commettendo diversi errori (e probabilmente era inevitabile) Fabio Capello ha rattoppato una chiglia piena di buchi, ricucito vele strappate da anni, dato una rotta a una squadra perduta. Il vero Desafio (sfida) è vestito di bianco, e naviga al Bernabeu. "Con tutto quello che è successo se siamo ancora qui lo dobbiamo a Fabio Capello. Solo uno come lui poteva sopportare tante critiche". Così parlo Pedja Mijatovic, dg blanco, una settimana fa. Il ritorno a Milano per Capello fu un disastro. Il bis a Madrid può finire molto meglio. L'uomo di Pieris non molla, e chissà che non gli passi per la testa di rimanere un altro anno...
    Filippo Maria Ricci
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Elogi si... ma con calma...tutto il mondo è paese....:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  La rivincita di Capello da bersaglio a idolo

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