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    Via libera alla cessione di Adriano, Mancini vuole Suazo e Pato

    Stavolta il silenzio non è degli innocenti. Stavolta il silenzio vuole salvare l’immagine di una stagione. Ieri Moratti e l’Inter hanno preferito pensare alla festa del 27 maggio anziché al nubifragio romano del 9 maggio. Il presidente aveva già intuito che la squadra non era più competitiva: infortuni, divagazioni, festeggiamenti. Ne aveva parlato subito dopo la partita di Siena. Ma ora il rischio è quello di vedersi ribaltare addosso malumori e sarcasmi, il solito ritornello che tanto male fa al cuore degli interisti: scudetto facile, basta un niente per veder saltare in aria questa Inter. Nella notte di Roma, Moratti ha cercato di mantenere calma ed equilibrio. Ed ha cercato di farla mantenere alla squadra. Calma apparente. Perdere in quel modo farebbe imbestialire anche un asceta. Ed allora il solito bisbiglio presidenziale è diventato un ordine, forte, imperioso, carico di rabbia quando ha domandato a Mancini ed ai giocatori di rimettersi velocemente in riga. Ha chiesto attenzione e devozione per una maglia. «È andata in questo modo, ma a San Siro cercate un grande riscatto». Ordine laconico, essenziale, riassunto così: ora onorate la maglia.

    Caso Adriano. L’Inter è disponibile alla vendita, avendo capito che il giocatore non è recuperabile. Almeno a Milano. Moratti continua a difenderlo, ma soprattutto per salvaguardare le strategie di mercato. Se riceve una buona offerta - vedi Real - lo molla. Non senza aver messo punti fissi: entro fine maggio saprà se Crespo rimarrà o sarà costretto a tornare al Chelsea. In aggiunta dovrà avere in mano una punta ad alto livello. Non è chiusa l’ipotesi Toni, nonostante le apparenze. Mancini, che non si fida di Recoba e deve sostituire Figo, ha chiesto due uomini: Suazo dal Cagliari per ritrovare in attacco un giocatore abile e veloce e Pato Alexandre, l’ultimo gioiello del calcio brasiliano, che a 17 anni ha già la faccia e il piede di una stella.
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    Inter, che colpo: Jan Hable è un piccolo De Rossi

    Il centrocampista ceco a giorni firmerà per l'Inter. Il tecnico dei Celtic Glasgow lo voleva a tutti i costi

    In attesa dei colpi per dare a Mancini una squadra ancora più forte, l'Inter lavora per un futuro un po' meno prossimo. E allora il colpo lo hanno già fatto — mancano da perfezionare solo gli ultimi dettagli — i dirigenti del settore giovanile nerazzurro, assicurandosi uno dei diciottenni più forti d'Europa. Si tratta di Jan Hable, ceco, centrocampista centrale: è nato il 1˚aprile 1989, gioca nel Fc Hradec, è capitano della nazionale under 19 del suo Paese. Per azzardare un paragone, si può dire che ricorda il romanista Daniele De Rossi, non a caso uno dei centrocampisti che più piacciono a Mancini: ha capacità di interdizione, ma senza rinunciare alla qualità applicata anche alla fase offensiva. In più, un carattere che già ne fa un giocatore di grande personalità.

    L'Inter, dopo aver avuto ottime referenze e averlo seguito più volte da vicino, sta lavorando a questo acquisto da tempo. L'accelerazione definitiva alla trattativa c'è stata a metà marzo, quando Hable ha giocato con la selezione europea di categoria, contro i pari età africani: il ceco ha giocato quella partita, che si è disputata a Barcellona, addirittura da capitano e con un'ottima prestazione ha definitivamente convinto l'Inter delle sue qualità. Hable è un talento che non era sfuggito anche ad altri club europei, se è vero — ad esempio — che negli ultimi giorni, in Scozia, ha avuto eco la rabbia di Gordon Strachan nei confronti del suo club: il tecnico dei Celtic Glasgow, infatti, aveva raccomandato ai propri dirigenti di non lasciarsi sfuggire questo talento e non l'ha presa benissimo quando ha saputo che invece l'Inter è ad un passo dall'assicurarsi il gioiellino. Infatti per l'annuncio dell'acquisto di Hlabe è ormai questione di giorni: la prossima settimana sono previste le firme su un accordo che è già stato trovato recentemente. Inizialmente il ragazzo verrà aggregato alla Primavera, ma non è escluso che Hlabe, già dal ritiro di luglio a Riscone di Brunico, cominci ad allenarsi anche con la prima squadra.

  Moratti: adesso onorate la maglia

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