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    Messina, Bolchi allarga le braccia: ''Liberi di pensare ad infortuni diplomatici''
    Il tecnico non nasconde la poca voglia di scendere in campo di alcuni elementi: "Probabilmente hanno già la testa alle vacanze. Quando il medico mi comunica la loro indisponibilità posso soltanto prenderne atto".
    16.05.2007 20.57 di frama articolo letto 993 volte
    Fonte: Davide Manzo per www.messinasportiva.it
    In una situazione come questa in altre piazze sarebbe successo il finimondo. Noi invece stiamo lavorando serenamente, senza subire contestazioni. Da questo punto di vista la città di Messina sta offrendo un esempio eccezionale. Degno del calcio inglese. Ecco, sembra di stare in Inghilterra dove puoi anche retrocedere fra gli applausi".
    L'elogio è sincero, non può ripagare appieno i tifosi messinesi per le sofferenze subite in questa stagione, ma inorgoglisce eccome. Perché Bruno Bolchi è grande uomo di sport, fa della schiettezza una delle sue caratteristiche distintive e conosce questo ambiente come pochi.
    La sua sincerità lo porta anche a non nascondere il malessere con il quale convive in questi giorni, chiamato a guidare una squadra che non risponde, ad incassare risultati che le statistiche consegneranno alla storia annoverando il suo nome tra quelli dei protagonisti di una stagione del genere. "È anche questo quello che mi dà fastidio, sono io che sto in panchina, io il responsabile. Sono stato per due giorni con il magone. E non è vero che i risultati oggi non contano, nel calcio il risultato conta sempre. Ma conta anche l'atteggiamento: a Parma, ad esempio, avremmo potuto anche prendere sei gol, ma non in quel modo...."
    Quando l'argomento si sposta sulla poca voglia dei calciatori di portare a termine dignitosamente il campionato, sugli imprevisti infortuni arrivati proprio a ridosso della partita, sulla fiducia che lui nutre in questo gruppo, Bruno Bolchi decide di far chiarezza per l'ennesima volta. "Può anche essere che qualcuno abbia già la testa in vacanza, siete liberi di insinuare che alcuni infortuni siano diplomatici, frutto di poca voglia di scendere in campo. Ma io cosa posso fare quando il medico mi comunica l'indisponibilità dei calciatori? Posso dirgli che non ci credo?"
    "In campo ho sempre mandato quelli che mi danno maggiori garanzie e così sarà anche per le prossime due partite" ha evidenziato il tecnico. Questa invece la risposta a chi chiede notizie sull'eventuale utilizzo dei ragazzi della Primavera: "Dico di no per due motivi: in primis perché i ragazzi vanno inseriti quando le cose vanno bene per essere a proprio agio, senza rischiare di bruciarli, e poi perché li conosco poco, ho avuto modo di vederli all'opera solo in un paio di occasioni. In ogni caso ritengo giusto che chi ha le responsabilità deva andare avanti assumendosele".
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  Maciste Bolchi e gli infortuni diplomatici

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