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    Il c.t. campione vede un Milan in gran forma: «Fondamentale anche il ritorno di Nesta»


    Come finisce Milan-Liverpool? «Nessuna previsione ma una sicurezza: il Milan ha raggiunto la condizione psico-fisica eccellente nel momento giusto».

    E' stato Kakà la svolta? «Kakà, oggi, è il più forte del mondo. Ha quello che distingue i fuoriclasse dai "semplici" campioni: è determinante. Ma non è l'unico motivo del successo».

    Quali sono gli altri? «Il rendimento crescente di Seedorf. Il grande ritorno di Gattuso e Pirlo, dopo quella partenza anticipata che li ha fatti soffrire a lungo. La ritrovata fiducia di Dida. E soprattutto Nesta. Per lui è stata una stagione difficile: l'infortunio al Mondiale, il viaggio negli Usa per ritrovarsi. Ma è tornato finalmente su livelli eccellenti e si vede: ha dato equilibrio alla difesa. Il Milan è reduce da grandi partite, soprattutto il ritorno con il Manchester».

    Perché è ancora in finale il Liverpool, senza avere qualità e numeri di Chelsea e Manchester Utd? «Benitez. Uno concreto e pratico. Uno che ha la dote rara del grande allenatore: tirare fuori il massimo dai giocatori, soprattutto nei momenti decisivi di un torneo a eliminazione diretta. Anche se la qualità dei suoi, sulla carta, è inferiore».

    Per un po' la Juve non parlerà di Champions, ma intanto Deschamps ha conquistato la A. Quanti meriti ha il francese? «Dico soltanto che la prima cosa che ho fatto sabato è stata mandare un sms di complimenti a Didier. Molto bravi, lui e i giocatori, a calarsi in una realtà difficile e diversa, esprimendo tutta la superiorità della squadra. Adesso si apre il secondo capitolo, ma non ho dubbi che la società lavorerà in grande».

    Il primo rinforzo sarebbe Buffon. Vuole dirgli qualcosa? «Gigi sa benissimo quel che deve fare. Io spero davvero che resti alla Juve, ma mi auguro anche il suo bene: perché lo merita».

    Una squadra da applaudire? «Tre: Atalanta, Reggina ed Empoli. Ognuna a suo modo ha vinto un campionato. L'Empoli, poi, ha un gruppo di 4/5 giocatori di livello superiore, da Vannucchi a Moro a Buscè».

    Allenatori? «Cagni e, naturalmente, Prandelli: la sua Fiorentina sarebbe in Champions».

    Lei che cosa farà? «Ho deciso: resterò fermo ancora un po'. Niente fretta».

    Non le manca il campo? «Un po' sì, ma aspetterò».

  Lippi: «Kakà è il più forte del mondo»

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