1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4589547
    Se non ci fossero le prove, la parabola calcistica di Mario Balotelli verrebbe scambiata probabilmente per una di quelle improbabili storie veicolate dai cartoni animati giapponesi. L’infanzia difficile, il pallone come unica arma di riscatto sociale e un sogno nel cassetto: quello di diventare calciatori, bruciando tutte le tappe alla velocità della luce. Eppure, è davvero ciò che sta succedendo a questo sedicenne (compirà i 17 anni ad agosto), bresciano d’adozione, artefice sabato sera del successo interista nella finale del campionato Primavera. La partita con la Samp è difficile da sbloccare? Niente paura, ci pensa “Super Mario” come lo chiama ormai la sua nutrita claque di tifosi: rigore procurato e realizzato senza tremare al 44’ del secondo tempo. Roba da veterani, difficile da ipotizzare per chi – come Balotelli – è ancora in età da “Allievi”. Ma altresì roba da campioni: e qui nessuno pare avere più dubbi, il giovane cresciuto nel Lumezzane ha davvero le stigmate per diventare un big del calcio futuro.

    La sua storia assomiglia però davvero ad una favola. Il piccolo Mario nasce a Palermo il 12 agosto 1990 ma si trasferisce già all’età di due anni a Brescia, dove la sua famiglia adottiva – i Balotelli appunto – inizia a prendersi cura di lui come un figlio vero. Il campo di calcio diventa ben presto l’habitat naturale del ragazzo, che brucia le tappe a tempi record. A 11 anni approda al Lumezzane e a 15, per lui, è già tempo di esordio in C1, con la squadra allora diretta da Salvioni che, abbagliato dall’eleganza dell’attaccante, decide di chiedere una deroga alla Lega per farlo debuttare prima del sedicesimo anno di età, come da regolamento professionistico. Il passo dalla provincia bresciana ad Appiano Gentile è breve, ma prima Mario – in una trama da film – passa persino dal Camp Nou, per effettuare un provino con il Barcellona.

    Tutti lo vogliono, tutti lo cercano (comprese le nazionali giovanili italiani, che non possono però ancora schierarlo per problemi burocratici: ghanese di nascita, il suo vero cognome è Barwah) e alla fine è proprio l’Inter a strappare il sì dei fratelli Corrado e Giovanni, da sempre al fianco di Mario cui vogliono garantire una buona scuola oltre che una società di successo. Il resto è storia recente: quest’anno, Balotelli è riuscito nuovamente a bruciare le tappe e a stupire. Macchina da gol neglI Allievi Nazionali, è stato ben presto promosso alla Primavera nerazzurra in cui ha continuato a segnare a raffica (media di quasi un gol a partita) fino a sabato sera in quel di Bressanone, dove ha ricevuto la definitiva consacrazione. Ora viene il difficile per lui: dovrà essere più forte delle grandi attese che ormai il suo nome porta inevitabilmente con sé. A Lumezzane chi lo conosce bene però giura: «Mario non si smarrirà e diventerà il campione che merita di essere: è un ragazzo davvero speciale, il numero uno».

  Generazione di fenomeni: Mario Balotelli, altro che Martins!

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina