1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4589554
    Sarà processato però Lucianone è ancora influente.

    Dopo lo scandalo che porta il suo cognome, Lucianone è uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra del calcio. Anzi dalla serratura. Formalmente non gli si può dire nulla: esprime giudizi dalle colonne di «Libero», anticipa le designazioni arbitrali a Radio Kiss Kiss, dispensa opinioni nelle tv private perché ha conservato un proprio pubblico e c’è sempre chi deve sdebitarsi per i favori che ricevette in carriera. Il mondo di Moggi si è disgregato, ma il calcio non si è liberato di Moggi. I direttori sportivi che piazzava nelle società satelliti del suo universo lavorano ancora, però con più discrezione. Dei procuratori cui era legato pochi hanno cambiato mestiere. E lui? «Per una vita sono stato con chi era criticato, adesso sto con chi critica. E mi diverto moltissimo». Racconta, ma forse è una boutade, che presto prenderà il tesserino da giornalista. «Poi darò l’esame».

    Chi è stato fino a ieri il burattinaio del pallone, certe abitudini non le perde. Semmai modifica il metodo. C’era lui insieme al giornalista di «Libero» a casa di Ibrahimovic, la cui intervista ha sollevato un polverone nell’Inter: chi, dentro la società, è sempre così pignolo e vendicativo nel pesare gli aggettivi sgraditi a Moratti, si è trovato con una pagina di giornale in cui Ibra dice che la Juve era proprio un’altra cosa e che all’Inter servirebbe Moggi. Il quale stava lì in salotto, a coccolarsi il figlioletto dello svedese. «Io non ho ispirato un bel niente - protesta Lucianone - l’intervista era già stata concordata. Ero presente per amicizia. Certo, è venuta bene. Interessante. Zlatan ha avuto una parola di elogio per tutti». C’è chi ipotizza che l’operazione sia servita al procuratore di Ibra, Mino Raiola, a scuotere le acque prima di trattare con Moratti il rinnovo del contratto. Magari non è così tuttavia nessuno che abbia conosciuto Moggi può credere che faccia le cose per caso. A sentirlo lui è l’agnello, gli altri i lupi che gli hanno scaricato addosso il marcio del calcio italiano e adesso dubitano che si sia tirato fuori, anche perché le indiscrezioni sui suoi «consigli» a questo e a quello rimangono forti. Cattiverie, dice lui. «L’Avvocato, quando gli uomini della Fiat ebbero problemi giudiziari, ripeteva che non ne avrebbe mai cacciato uno finché non fosse arrivata una condanna definitiva». E allora? «Chi c’è adesso, ha cambiato strategia». E’ il ribaltamento dei ruoli che Moggi insegue dal primo giorno di indagini. «Avrei dovuto perdere un po’ di più e non sarebbe successo niente», ripete. Come se fosse questo il problema.

  Dalla Juve a Ibrahimovic, tutte le imboscate del disturbatore Moggi

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina