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    Nell'intervista concessa alla Gazzetta, il giocatore del Real Madrid, prossimo a trasferirsi a Los Angeles, si racconta e parla di Ronaldo, Capello, Cassano, Maldini. E della sua scelta sofferta: dire no ai rossoneri

    MADRID, 26 maggio 2007 - Bello, senz’altro. Bravo, pure. Sulle virtù «pubbliche» di David Beckham non ci sono mai stati troppi dubbi. Dal vivo c’è di più: una persona simpatica, educata, affascinante, appassionata, lucida, con un umorismo tagliente e diverse idee in testa. E un calciatore in stato di grazia che tra tre partite dirà addio all’Europa per andare a sfidare l’idiosincrasia americana per il soccer. Uno spreco di talento? «Chi adesso sostiene che non dovrei andare in America 6 mesi fa diceva che non ero più in grado di competere a certi livelli, che non ero più da Real Madrid. Lascio dire, so benissimo che il calcio negli States non è paragonabile a quello europeo, ma la vedo come una sfida. Non vado solo a giocare ma a fare da ambasciatore a un movimento. Se riuscirò a far divertire la gente e farla avvicinare al calcio, sarò contento».

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Personaggio/2007/05_Maggio/26/beckham.shtml

  Beckham: "Dire no al Milan non è stato facile"

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