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    Coppa America, il Perù
    minaccia il boicottaggio..


    La Federcalcio peruviana, insieme a quelle di Bolivia, Ecuador e Colombia, sta valutando la clamorosa protesta contro la decisione Fifa di vietare le gare oltre i 2500 metri. Sospetti e accuse per Brasile e Argentina ...


    LIMA, 30 maggio 2007 - Boicottare la Coppa America per protestare contro la decisione della Fifa di vietare le gare ufficiali oltre i 2500 metri di altitudine. La Federcalcio peruviana sta valutando l'ipotesi clamorosa di non partecipare alla manifestazione continentale, in programma in Venezuela dal 26 giugno al 15 luglio.

    LA PROTESTA -Analoghe iniziative potrebbero essere intraprese anche da Bolivia, Colombia ed Ecuador, gli altri Paesi della Comunità Andina che verrebbero penalizzati dal provvedimento annunciato domenica da Joseph Blatter, presidente della Fifa. "Se queste nazioni hanno preso una decisione simile - ha detto il vicepresidente federale Julio Pastor- noi le appoggeremo e non giocheremo".

    PERICOLI PER LA SALUTE - Secondo la Fifa giocare ad alta quota sarebbe dannoso per la salute degli atleti. Le particolari condizioni climatiche e la difficoltà di respirazione favorirebbero poi sempre le squadre di casa.

    IN PIAZZA - Il presidente della Boliva Evo Morales è intervenuto duramente per contestare il provvedimento, considerato discriminante nei confronti dell'America Latina. "Non è solo una legge contro la Bolivia, ma contro l’universalità dello sport", ha sottolineato al termine della riunione d’emergenza convocata al palazzo presidenziale di La Paz, 3.600 metri sul livello del mare -. Chi vince ad alta quota, vince con dignità. Chi ha paura dell’altitudine non ha dignità". Morales ha chiesto agli abitanti delle città montane di scendere in strada e giocare a calcio come forma di manifestazione.

    LA LETTERA - Le nazioni della comunità delle Ande, che comprende Bolivia, Perù, Ecuador e Colombia e le cui città superano i limiti di altitudine imposti, hanno mandato una lettera alla Fifa per chiedere di rivedere la norma.

    NEMICO IN CASA - Molti boliviani se la sono subito presa con Brasile e Argentina, le cui squadre sono state spesso messe in difficoltà dai 3600 metri di altitudine dello stadio di La Paz e delle altre città. "Non bisogna guardare oltre Oceano per trovare il nemico responsabile della decisione", ha dichiarato Guido Loyaza, ex presidente della Federcalcio boliviana, in un'intervista al quotidiano La Razon, gettando ombre su Argentina e Brasile. Kleber Leite, vice presidente del Flamengo - che protestò con la Fifa dopo un match giocato a febbraio con il Real Potosi a 4000 metri, sotto la pioggia e con una temperatura rigidissima - ha dichiarato che il provvedimento rappresenta "una vittoria per l'umanità".
    SIGNORI SI NASCE, ED IO MODESTAMENTE LO NACQUI'

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  Coppa America, il Perù......

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