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    La società chiede un impegno certo. Lui: «In autunno pronto a tornare».

    Marcello Lippi non cede alle tentazioni. Affacciato sul mare di Viareggio, dove intende proprio trascorrere le vacanze, delude i cronisti accaldati e, di riflesso, il popolo bianconero: «Resto fermo sulle mie posizioni, fino al prossimo autunno non tornerò a lavorare». Parole, in verità, double-face: metà schiaffone, metà promessa. Perché se il rinvio della disponibilità non sarà vago, se l’ex ct indicherà con precisione la fine del buen retiro, la Juventus non avrà problemi ad aspettarlo e adottare una soluzione ponte. Preso atto della sua volontà di non accettare incarichi immediati, talmente ferrea da sconsigliare pressioni e lusinghe, l’amministratore delegato Jean-Claude Blanc e il ds Alessio Secco si riservano infatti di incontrare il tecnico e strappare un impegno post-datato ma concreto: se riterranno i tempi compatibili con i programmi e se otterranno garanzie circostanziate, affideranno la squadra a un traghettatore, identificato in Ciro Ferrara più che nel recalcitrante Antonio Conte.

    Se invece la fumata sarà nera, o semplicemente grigia e ad ogni modo rischiosa, allora abbandoneranno a malincuore l’obiettivo e dirotteranno su candidature alternative. Italiane: è un altro punto fermo. Con buona pace delle suggestive indiscrezioni che conducevano a Sven Goran Eriksson. Le caratteristiche d’esperienza e aplomb richieste assottigliano tuttavia la rosa, e con Claudio Ranieri a un passo dal Manchester City e Walter Novellino vicino al Toro, in quota finirebbe un poco ottimista Francesco Guidolin: «Mi piacerebbe, ma non credo andrà così». Il tema del futuro tecnico della Juventus è stato affrontato ieri in un Consiglio d’amministrazione straordinario, convocato anche per spiegare l’addio di Didier Deschamps. Nelle due ore di riunione, si è inoltre parlato della ricollocazione di alcune importanti figure: Roberto Bettega, per esempio, non rivestirà cariche istituzionali, ma rimarrà come consulente di mercato perché la Juventus non intende rinunciare al suo prestigio e al suo background. Scongiurate, infine, le paventate dimissioni di Marco Tardelli: all’uscita dal Cda, tra bocche cucite e finestrini serrati, lui conferma di «far parte assolutamente del Consiglio». Un pezzo di storia bianconera. Aspettando il ritorno di Lippi.

  Cda Juve, le condizioni per aspettare Lippi

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