1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    ROMA - Donne e motori. Sempre più donne, e per fortuna del sistema Paese, sempre più motori. La dinastia Agnelli domenica ha fatto un altro regalo allo sport azzurro. L'Avvocato stavolta non c'entra, suo nipote John e la Juventus neppure: è il turno di una ragazza alta e magra, dal volto affilato e deciso, che conferma i caratteri di famiglia. Sara Bertoli, nipote di Maria Sole Agnelli, sorella dell'Avvocato, con il bronzo agli europei di Riga domenica ha ottenuto con un anno di anticipo il diritto di partecipare ai Giochi di Pechino nel pentathlon. Ad Atene le riservarono un ruolo da riserva, la mamma Argenta, quella alla quale lo zio Gianni dedicò una berlina Fiat, protestò vivacemente e finì sulle prime pagine dei giornali tra qualche ironia.

    "Ma io - protesta Sara - sono una Agnelli non raccomandata, sono una che le Olimpiadi se l'é meritate sul campo. E stavolta non me le possono togliere". A distanza di tre anni dalla delusione di Atene l'azzurra può tirare un sospiro di sollievo.

    Donne forti, in casa Agnelli: pronte a difendersi e litigare per i diritti ereditari ("ma quello - spiega Sara - succede in tutte le famiglie normali. E noi questo siamo"), però anche a sfidare la fatica micidiale in una disciplina come il pentathlon. "Per me rappresenta sempre la fantasia al potere", spiega Sara, "e l'appartenenza alla famiglia mi ha aiutato nella vita, non nello sport. Qui se non fanno la spia, se non dicono 'quella e' una Agnelli', sono un'atleta come le altre: ma le battute sulla mia famiglia, eredità, Lapo, Juventus comprese, certo mi danno fastidio. E sono anche juventina".

    Nata ai Parioli, a Roma, la nipote di Maria Sole Agnelli mantiene un orgoglio di famiglia molto spiccato: "Jaki? Stanno facendo belle auto. Ma io la macchina me la compro. Magari con uno sconto molto buono, ma la pago: ho una Grande Punto", dice del cugino vicepresidente della Fiat e del suo rapporto con l'azienda di famiglia. Per lei però più che 'donne e motori' si dovrebbe dire 'donne e cavalli'. "La mia grande passione è l'equitazione, nata nell'allevamento di mia nonna Maria Sole, dove tutti i cavalli hanno i nomi delle opere liriche, Electra, La Traviata, L'Oro del Reno... Ma se ho iniziato con il pentathlon lo devo al nuoto. Nel senso che a tre anni per poco affogavo: sono stata in coma... poi i miei decisero che dovevo imparare a nuotare e allora mi mandarono in piscina. Che noia...".

    Va forte a cavallo e nella corsa, Sara, arruolata nelle Fiamme Azzurre, e nega che il suo sia uno sport snob: "Passi dal tiro con la pistola al nuoto, dalla spada al cavallo, il tutto in una giornata - spiega - di testa è durissimo. Poi nel mio ambiente vige un maschilismo forte: tutti gli orari favoriscono i maschi, li coccolano, si alzano più tardi e finiscono prima, i tecnici sono tutti uomini...".

    Ragazza forte, Sara, corona grazie alla grinta la sua lunga rimonta verso le olimpiadi perse ad Atene: "mi diedero tutti i vestiti di gara, poi mi spedirono in albergo e non al Villaggio, ma ci ho messo una pietra sopra". "L'ultima prova nel pentathlon è la corsa, e si parte dall'ultimo al primo della lista provvisoria stilata alla fine della quarta prova. Agli Europei di Riga io ero settima, e quindi quando rimontavo piano piano mi riprendevo il podio. Sembravo una macchina, una Fiat di quelle che hanno fatto la storia. Un'Argenta? Perché no, il nome porta bene. Alle auto, a chi punta ad una medaglia olimpica. Ed alle donne di casa Agnelli".

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_159276050.html

    :cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Originally posted by Giovanni1982
    Lapo, John, Jaki Sarah...ma natevela a pija....:cool:

    :asd: :asd: :asd: :asd:

    Sapevo che saresti stato il primo a rispondere.:asd:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Pechino 2008: Una Agnelli Punta Al Podio

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