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    Intervista esclusiva al capitano: «Juventino a vita? Prima è giusto parlarne con la società».

    «Come ci accoglieranno i tifosi avversari alla prima trasferta del prossimo campionato? Come sempre. Ed è giusto che sia così. Siamo la Juve, e ci temono». È un Alessandro Del Piero battagliero quello che si apre in un'intervista esclusiva a Sportweek, in edicola domani con la Gazzetta, nella quale traccia un bilancio dell'esperienza in B («Mi è servita a diventare più forte dentro e forse è stata utile anche al club per guadagnare in simpatia; se poi questo corrisponde al vero, lo vedremo presto...») e guarda con fiducia al futuro. Il capitano bianconero ha già dimenticato il calcio e i calcioni della serie inferiore, minimalista l'uno e abbondanti gli altri: «Ho capito che eravamo in B quando a Cesena, in coppa Italia, non c'era nessun tifoso ad aspettarci davanti all'albergo, contrariamente al solito. Noi siamo come gli Harlem Globetrotters nel basket: qualunque nostra trasferta, soprattutto al Sud, è un'occasione di festa. I falli? Con gli arbitri abbiamo avuto un rapporto particolare. Non sempre mi sono sentito tutelato, così qualche volta ho dovuto arrangiarmi da solo...».

    Del Piero non vede l'ora di risalire in A. «I nostri dirigenti prevedono 5 anni per tornare grandi? Non possiamo pensare di metterci così tanto». Inevitabile, perciò, investire sul mercato. «Ma è dura strappare un Gerrard al Liverpool o un Lampard al Chelsea: i grandi campioni stanno bene dove sono: guadagnano tanto e giocano in squadre vincenti. Se è vero che abbiamo 50 milioni da investire, forse è meglio puntare non su un unico, grande colpo, ma su due-tre giocatori che possano consentirci un salto di qualità». A patto però di non lasciarsi scappare i pezzi pregiati. «Se Trezeguet e Camoranesi dovessero andar via sarebbe un guaio. Sono bravi in campo e conoscono lo spogliatoio: a loro mi sento molto legato». La permanenza di Buffon è una garanzia: «La sua era una pratica scottante, il fatto che sia rimasto dà entusiasmo a tutti». E il suo contratto? «Ribadisco che non è una priorità. La società aveva e ha altri problemi più urgenti da risolvere». Ma Del Piero potrebbe garantire, oggi, che resterà a vita alla Juve? «Questo non mi sento di dirlo, ma non perché non voglia rispondere. Solo, mi sembra giusto parlarne prima con i miei dirigenti. Con Blanc e Secco mi sono già incontrato, ma non per affrontare questo argomento. Per il contratto, siamo d'accordo che ci vedremo presto».
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    Originally posted by Pezzotto
    Intervista esclusiva al capitano: «Juventino a vita? Prima è giusto parlarne con la società».

    «Come ci accoglieranno i tifosi avversari alla prima trasferta del prossimo campionato? Come sempre. Ed è giusto che sia così. Siamo la Juve, e ci temono». È un Alessandro Del Piero battagliero quello che si apre in un'intervista esclusiva a Sportweek, in edicola domani con la Gazzetta, nella quale traccia un bilancio dell'esperienza in B («Mi è servita a diventare più forte dentro e forse è stata utile anche al club per guadagnare in simpatia; se poi questo corrisponde al vero, lo vedremo presto...») e guarda con fiducia al futuro. Il capitano bianconero ha già dimenticato il calcio e i calcioni della serie inferiore, minimalista l'uno e abbondanti gli altri: «Ho capito che eravamo in B quando a Cesena, in coppa Italia, non c'era nessun tifoso ad aspettarci davanti all'albergo, contrariamente al solito. Noi siamo come gli Harlem Globetrotters nel basket: qualunque nostra trasferta, soprattutto al Sud, è un'occasione di festa. I falli? Con gli arbitri abbiamo avuto un rapporto particolare. Non sempre mi sono sentito tutelato, così qualche volta ho dovuto arrangiarmi da solo...».

    Del Piero non vede l'ora di risalire in A. «I nostri dirigenti prevedono 5 anni per tornare grandi? Non possiamo pensare di metterci così tanto». Inevitabile, perciò, investire sul mercato. «Ma è dura strappare un Gerrard al Liverpool o un Lampard al Chelsea: i grandi campioni stanno bene dove sono: guadagnano tanto e giocano in squadre vincenti. Se è vero che abbiamo 50 milioni da investire, forse è meglio puntare non su un unico, grande colpo, ma su due-tre giocatori che possano consentirci un salto di qualità». A patto però di non lasciarsi scappare i pezzi pregiati. «Se Trezeguet e Camoranesi dovessero andar via sarebbe un guaio. Sono bravi in campo e conoscono lo spogliatoio: a loro mi sento molto legato». La permanenza di Buffon è una garanzia: «La sua era una pratica scottante, il fatto che sia rimasto dà entusiasmo a tutti». E il suo contratto? «Ribadisco che non è una priorità. La società aveva e ha altri problemi più urgenti da risolvere». Ma Del Piero potrebbe garantire, oggi, che resterà a vita alla Juve? «Questo non mi sento di dirlo, ma non perché non voglia rispondere. Solo, mi sembra giusto parlarne prima con i miei dirigenti. Con Blanc e Secco mi sono già incontrato, ma non per affrontare questo argomento. Per il contratto, siamo d'accordo che ci vedremo presto».


    La prima parte era di un'intervista pre campionato di serie b di quest'anno e si sono dimenticati di pubblicarla l'anno scorso :asd:
    La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
    Alexander Cockburn
    Il mio blog

  Contratto e futuro Del Piero si confessa: «Ci temono tutti»

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