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    Buffon a 360° sul futuro della Juventus
    17.06.2007 15.32 di Francesco Battaglia articolo letto 365 volte
    Fonte: Gazzetta.it
    Sapete chi è Gigi Buffon? Domanda alla quale ciascuno di voi potrebbe rispondere nei modi più svariati dal banale «il portiere più bravo di tutti», all'invidiosetto «l'uomo più fortunato al mondo perché sta con Alena Seredova». Tutto vero, tutto giusto. Detto per correttezza che i suoi difettucci li ha pure lui, dalle mattane in Porsche gialla (tempi parmigiani) alla passione per il rosso e nero (non Milan, roulette...), Gigi Buffon è anche (e, per noi, soprattutto) l'uomo che domenica 22 aprile, all'indomani di Juve-Genoa, si è alzato alle 5 del mattino, è volato a Malta, ha partecipato a una manifestazione di beneficenza in favore dei bimbi maltesi malati di cancro ed è tornato in Italia. Il tutto con voli di linea, rigorosamente in turistica, per non gravare sul budget. È l'uomo che all'indomani di Juve-Spezia, ultima di campionato, ha speso il primo giorno di ferie andando a Lucca, nel carcere della città, per un’altra manifestazione benefica. È l'uomo che ieri, sabato, ha accettato l'invito di un ex collega, un papà grande e sfortunato come Giovanni Galli, ed ha fatto da testimonial per ricordare Niccolò Galli, che se n'è andato troppo presto dai campi di calcio e dalla vita. Anche per la sua presenza, è stato raccolto un bel gruzzolo per opere buone. Mica è un santo, per carità: ma come si fa a non volere bene a uno così.
    Golf Country Club Le Pavoniere. A dare una mano alla fondazione onlus "Niccolò Galli" c'è Gigi Buffon. Uno che con le mani ci sa fare.

    Bentrovato. C'eravamo lasciati sul volo Malta-Milano, il 22 aprile, ricorda?
    "Come no. Ma allora ero un uomo diverso, pieno di dubbi. Diciamola tutta, molto più verso il no, alla Juve, che il sì".

    L'avevamo capito. Poi che cosa è successo?
    "Ho riflettuto a lungo. Non potevo sbagliare. Non c'era una prova di appello".

    Il pensiero stupendo?
    "Che il gruppo aveva le potenzialità per vincere ancora. Io ho la fortuna di stare con dei ragazzi speciali, si sa. E mi sono immaginato il sapore del prossimo scudetto".

    Ce lo spiega?
    "E' più o meno lo slogan della pubblicità di una carta di credito: certe cose non hanno prezzo. E il sapore era delizioso".

    Lei ha vinto tanto, Mondiali inclusi. Dovrebbe conoscere il sapore della vittoria.
    "E' sempre diverso. Ed è per questo che è bello vincere tanto".

    Anche un campionato di serie B?
    "Anche. E' vero che Del Piero ha sollevato la Coppa senza tanta enfasi, ma pochi si sono ricordati che Ale, a luglio, aveva alzato la coppa del Mondo...".

    Cosa resterà della B?
    "L'orgoglio di averla vinta, dominata. Un purgatorio inevitabile: era l'unico modo, agli occhio della gente, di far tornare simpatica la Juve".

    Già. Solo che poco prima è successo di tutto. Tipo le dimissioni di Deschamps.
    "C'erano dei problemi, evidentemente. E il mister ha avuto la dignità di cercare e trovare una soluzione drastica, senza trascinare le cose. Lui è uno di carattere, quando decide, decide".

    Un altro bel caratterino, Trezeguet. Il suo "me ne vado” è stato visto in mondovisione.
    "Non posso star qui a giudicare il comportamento di un mio compagno. Il gesto, poi, è stato sì chiarissimo ma non offensivo, né, tutto sommato, trascendentale".

    Ultimo, in ordine di tempo, Tardelli.
    "Giuro che non ho capito bene che cosa è successo. Con lui avevamo pochi contatti. Non so le motivazione e non mi permetto pertanto di giudicarle. Quando un uomo prende una decisione, si deve solo rispettarlo".

    La società non esce indebolita da questi contraccolpi?
    "No, anzi. La società è nuova, giovane. Crescerà ulteriormente dopo aver saputo gestire queste situazioni".

    Che Juve sta nascendo, Gigi?
    "Una squadra che mi piace: forte, competitiva".

    Diamo un'occhiata ai prossimi compagni: Criscito.
    "E' il giovane difensore migliore del calcio italiano. Gli auguro di diventare come il mio amico Canna (Cannavaro, ndr). È uno pronto subito. E un altro ragazzo mi convince: ma ce l'abbiamo già, Marchisio".

    Anche lui pronto subito?
    "Per me sì. Se gli danno spazio, tra due anni è in Nazionale. L'anno di B ha fatto capire alla Juve di avere tanti ragazzi bravi, ma bravi davvero. Forse nessuno se li aspettava così forti".

    Ad esempio Palladino.
    "Nella rosa di A ci sta di sicuro".

    Andiamo avanti: Grygera.
    "Il suo curriculum parla da solo e dice che ‘scemo’ non è di sicuro. Pavel me ne parla benissimo. E ha una grande dote, la duttilità".

    Salihmidzic.
    "Uno che gioca tanti anni nel Bayern, scarso non è di sicuro".

    Iaquinta.
    "E' un ragazzo a posto, equilibrato. E poi ha ancora tanta ‘fame’ e questo è decisivo".

    Almiron.
    "Mi è sempre piaciuto. Ha un gran tiro da fuori e vede il gioco. Sa chi mi ricorda? Seba Veron...".

    Adesso i possibili nuovi arrivi. Gabi Milito?
    "Ne ho parlato con amici che ho a Saragozza: mi hanno detto che è un fenomeno. A dire la verità mi piaceva pure il fratello, Diego".

    Tiago.
    "Lo conosco bene. Gioca nel Lione ed è pertanto abituato a grandi livelli. Non è una comparsa, ma un protagonista. Porterebbe esperienza".

    Huntelaar?
    "So che fa tanti gol ma non lo conosco abbastanza. E' giovane e questo va a suo vantaggio".

    Ammettiamo per un istante che sia questa la campagna acquisti della Juve.
    "Farebbe cambiare volto alla squadra, ci sarebbe un rispetto diverso nei nostri confronti".

    Due aggettivi per giudicare queste scelte, già fatte e possibili.
    "Azzeccate e intelligenti, un'ottima base di partenza".

    Potesse portare un giocatore alla Juve?
    "Facciamo due?".

    Meglio.
    "Io vorrei tanto che Pavel e Ale giocassero ancora come hanno fatto nelle scorse stagioni. Non avremmo paura di nessuno".

    Del Piero è la bandiera, il capitano. Nedved?
    "E' il top. Lo vedi e capisci perché ha vinto il Pallone d'oro".

    E i grandissimi, tipo Ronaldinho?
    "I grandissimi hanno un nome e un passato. Ma, spesso, il passato è passato, appunto. Se rimane la voglia di soffrire e di fare il giocatore, benissimo. Ma se uno diventa, da calciatore, una star, allora meglio lasciarlo dov'è".

    Un rischio che lei non corre.
    "Sicuramente no. A me piace troppo il calcio. Ho quel po' di intelligenza per capire che sono stato fortunatissimo nella vita e non me lo dimentico mai. E questa è una riflessione che dovrebbero fare in molti"
    .
    Da qualche parte è partita l'accusa: verso di lei la dirigenza Juve ha avuto un occhio particolare nella gestione del rinnovo contrattuale.
    "Non mi risulta proprio. Io non ho mai chiesto favoritismi né ho avuto un trattamento particolare".

    Su di lei, i vertici Juve, comunque, hanno sempre speso parole di miele, considerandola determinante per la squadra del futuro.
    "Questo mi ha fatto piacere, ovviamente. Ma io sono sempre stato schivo, non ho mai frequentato le alte sfere. Resta il fatto che essere apprezzati professionalmente fa sempre piacere".

    I suoi ex pretoriani, Cannavaro e Thuram rivali per la conquista della Liga...
    "Mi viene da ridere. Uno da una parte, uno dall'altra, strana la vita. Ho parlato con Canna: mi ha detto che sarebbe il suo primo scudetto visto che gli altri se li sono portati via...".

    Per chi fa il tifo?
    "No, non posso esprimere preferenze. Da una parte c'è pure Zambrotta e dall'altra Emerson. No, è troppo crudele, non ce la faccio".

    Assieme a Fabio Cannavaro, a Madrid c'è un altro Fabio…
    "Questo lo so".

    Quindi?
    "Quindi niente. Spero che vinca il terzo incomodo, così sono tutti parimenti scontenti, va bene?".

    Lei è stato uno dei primi a dare il benvenuto a Ranieri.
    "Ero in Nazionale, mi hanno chiesto un parere. Confermo che la scelta è stata ottima. Ranieri è uomo di grande esperienza, nazionale e internazionale, sono certo che ci guiderà benissimo".

    E vero che è rimasto alla Juve perché nessun altra società poteva permettersi il prezzo del suo cartellino?
    "No. Se volevo andare, andavo. C'era un contratto, vero: ma avrebbe avuto senso tenere un Buffon scontento?".

    Adesso, vacanze. Progetti?
    "Alla ‘Romanina’ il mio bagno, in Versilia. Con Alena e gli amici".

    Tutto qua?
    "Dieci giorni ai Caraibi, va...".

    Sarà triste tornare, a metà luglio...
    "Triste? Sarà bellissimo".

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    Grazie ancora GIGI....
    :grazie:

  Buffon a 360° sul futuro della Juventus

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