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    Non è nella lista finale del Real campione. E neanche in quella del Milan europeo.

    Una volta un fuoriclasse finiva la stagione con la stessa squadra con cui aveva cominciato. Poi il mercato s'impadronì del calcio. E oggi non è impossibile, anzi il contrario, che due «grandi» si scambino un campione. È successo a Ronaldo: basta Capello, addio Real, destinazione Milan. Ronaldo che così, negli ultimi dodici mesi, ha vinto tutto (Liga e Champions)... senza però vincere niente.

    I regolamenti Uefa non consentono di giocare la stessa coppa in due club diversi nella stessa stagione. Ronaldo ha fatto da spettatore in Champions: non è stato possibile per il Milan iscriverlo nella lista dei 25. Idem in Spagna: andato via a gennaio, il suo nome non appare più nella lista ufficiale del Real. Ed è questo il criterio definitivo Uefa per stabilire se un giocatore ha vinto, o meno, un torneo: essere nella lista al momento del successo. Uno squalificato per la finale, ma in lista, è campione. Ronaldo no: né d'Europa né di Spagna (anche se Calderon gli pagherà mezzo premio «scudetto»).

    Stesso discorso per Seedorf che, durante la stagione 1999-2000, lasciò il Real per l'Inter: gli spagnoli vinsero la Champions, ma non l'olandese. Il quale deve «accontentarsi» di 4 trofei con 3 club diversi: Ajax '95, Real '98, Milan 2003 e 2007.

  Ronaldo: né Liga né Champions

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