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    Nella seconda giornata della Coppa Europa all'Arena di Milano, l'atleta campana ha superato nel salto in alto i 2.03 al terzo tentativo. Primato italiano anche per Chiara Rosa nel lancio del peso (19.15m). L'Italia ritorna nella Superleague

    MILANO, 24 giugno 2007 – Missione compiuta: l’Italia torna nella SuperLeague di coppa Europa. L’Arena del capoluogo lombardo ha rilanciato i colori azzurri che hanno strappato la promozione senza problemi in campo maschile (127 punti contro i 99 della Slovenia), vendicando così la prima retrocessione di sempre dell’anno scorso, e con insperata autorità (139 punti contro i 123 della Romania) in campo femminile.

    RECORD - E’ stata vera festa e sulla torta ben due ciliegine, ovvero i record italiani di Antonietta Di Martino e Chiara Rosa. La 29enne campana, che l’8 giugno aveva cancellato il record di Sara Simeoni, è volata a 2.03, seconda prestazione mondiale dell’anno nell’alto dopo il 2.04 di Blanda Vlasic. Antonietta, che con 169 centimetri di statura è una nana tra i giganti, ha dominato la gara: 1.80, 1.86, 1.89, 1.91 e 1.96 al primo tentativo, poi 2.00 al terzo e, a festeggiamenti per la promozione quasi iniziati, ha valicato i 2.03 ancora al terzo tentativo. Grande risultato per Chiara Rosa, vincitrice nel getto del peso con 19.15, migliorato di 11 centimetri il primato italiano detenuto dall’amica-rivale Assunta Legnante: per la 24enne padovana, studentessa di lingue, è la sesta misura mondiale dell’anno e la conferma di potere ormai entrare in una dimensione internazionale.

    SUCCESSI – In campo maschile due soli successi nell’ultima giornata: Simone La Rosa nei 3000 e la staffetta 4x400. La Rosa, già argento agli Europei di cross Under 23, ha corso con grande autorità e in volata si è sbarazzato del romeno Suteu arrivando anche al personale in 8’06”40. La staffetta (Turchi, Salvucci, Galletti e Barberi) ha chiuso in 3’05”11, senza troppe preoccupazioni per staccare la Romania in ultima frazione. Tra le donne, oltre alle vittorie con primato, sono andate a segno Clarissa Claretti e Silvia Weissteiner. "Contava il successo, ma volevo regalare al pubblico un risultato migliore" le parole della marchigiana, vincitrice nel martello con 68.68, ottenuto al primo lancio, contro l’ostica romena Melinte, ex iridata ed ex primatista del mondo, che è comunque lontana dai giorni migliori. La mezzofondista altoatesina, già vincitrice sui 3000, ha stravinto i 5000 in 15’30”96 dopo una gara gestita con grande acume tattico.

    UOMINI - Seconda piazza per Hannes Kirchler (61.51) nel concorso del disco che è stato dominato con 65.96 dall’ungherese Mate. Emanuele Abate è uscito alla distanza per chiudere secondo in 13”89 nei 110 ostacoli vinti dallo sloveno Zlatnar in 13”76. Livio Sciandra ha condotto in testa gran parte degli 800, poi nel finale ha ceduto allo sprint del romeno Zaizan che si è imposto in 1’49”57 contro l’1’49”78 dell’azzurro. Francesco Pignata si è impossessato della piazza d’onore nel giavellotto con 74.81 al terzo lancio, meglio di lui ha fatto solo il romeno Oltean con 75.45. Terzo con 5.40 Giuseppe Gibilisco: l’argento olimpico di Atene è entrato in gara a quella misura faticando parecchio ed evitando al terzo tentativo un clamoroso fiasco; a 5.60, misura che avrebbe garantito il successo (andato con 5.50 al bulgaro Bukhalov), sono invece arrivati tre nulli. Il risultato più interessante arriva probabilmente dalla pedana del triplo: Nelson Evora, dopo avere battuto Howe nel lungo, è atterrato a 17.35 (v. +2,4 m/s) in una gara dominata e contraddistinta anche da un 17.05 regolare; terzo con 16.27 Fabrizio Schembri. Stessa posizione per Matteo Villani che con 8’47”72 ha fallito la rimonta per una manciata di centesimi sullo sloveno Buc e il portoghese Ribeiro. Chi ha deluso è stato Marco Torrieri, solo quinto in 21”23 nei 200 che hanno visto prevalere in 20”85 lo sloveno Osovnikar.

    DONNE - Seconda piazza per Micol Cattaneo nei 100 ostacoli alle spalle dell’ungherese Vari che ha vinto in 13”06: la lombarda con 13”08 ha limato sette centesimi al personale e ora è terza di sempre in Italia dopo Tuzzi e Macchiut. Secondo posto dolceamaro per la 4x400 (Grasso, Ceccarelli, Riva, Reina) che con 3’31”07 ha fallito per soli 7 centesimi il minimo per i Mondiali di Osaka ad agosto. Terzo posto nei 1500 per Elisa Cusma in 4’09”34 e vittoria svanita solo nella volta finale che ha premiato in 4’09”06 la romena Vasiloiu, Quarta in 23”68 Daniela Reina nei 200 vinti in 23” dalla bulgara Lalova, già a segno ieri nei 100.

  La Di Martino è senza limiti Alza il record italiano a 2.03

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