1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Baby gang, 5 nei guai

    Accusati di una serie di colpi, sempre più violenti



    di Wilma Petenzi



    Prima le minacce, poi le rapine, poi le armi. Solo le manette hanno frenato l’escalation di violenza che nell’ultimo mese ha caratterizzato l’attività di una baby gang sgominata dalla squadra Mobile di Brescia. Sono tre i giovani, due minorenni, fermati con l’accusa di concorso in rapina, mentre altri due ragazzi sono stati denunciati. La banda, composta da stranieri e italiani, stazionava in pieno centro, nelle vicinanze di corso Magenta e corso Zanardelli, ma nell’ultimo mese ha dato un impulso agli interessi, facendo un «salto di qualità».
    In cella è finito quello che gli inquirenti considerano il membro di riferimento della gang, Rachid Bentabia, 20 anni, cittadino marocchino. Nei giorni scorso il gip ha convalidato l’arresto del giovane, che resta a Canton Mombello. Resta al Beccaria anche il giovane pakistano di 17 anni che risponde di concorso in rapina, mentre il più giovane del gruppo, figlio di cittadini stranieri, naturalizzato italiano di appena 15 anni, che risponde pure lui di concorso in rapina, è stato affidato ai genitori e deve restare in casa. Gli uomini della Mobile hanno denunciato anche due giovani italiani: uno per rapina, il secondo per ricettazione.
    I cinque giovani sono finiti nei guai dopo un’indagine lunga e articolata che ha preso il via da una situazione di allarme, per alcuni atti di violenza nei confronti di ragazzi molto giovani e da un episodio specifico, molto grave e inquietante. Per i cinque della banda l’inizio della fine è da collocare il 5 giugno. Il pomeriggio del 5 il maggiorenne minaccia un ragazzino su un autobus: «Sono stato pagato per accoltellarti, se mi dai 500 euro salvi la pelle».
    Il ragazzino terrorizzato arriva a casa, prende dalla borsa della madre 120 euro e li consegna al marocchino che l’attendeva per strada. Poi, distrutto e preoccupato, racconta tutto ai genitori e scatta la denuncia. La banda replica due giorni dopo. Alle 21 del 7 giugno un giovane italiano per strada viene avvicinato da uno straniero: gli chiede il cellulare per fare una telefonata, ma poi, dopo averlo malmenato, si tiene il cellulare. Il 14 giugno la banda comincia a colpire pesante. Alle 21.30 al villaggio Badia in due terrorizzano due amici di 15 e 16 anni. Il primo è rapinato di cellulare, Mp3, 15 euro e anche di uno yo-yo, mentre il 16enne riesce a fuggire. Il giorno successivo il 16enne riconosce sull’autobus uno dei due aguzzini, chiama la polizia. Il 17enne viene fermato, ha cellulare e Mp3 rapinati la sera prima alla Badia.
    Il 21 giugno la baby gang alza il tiro. In tre arrivano al luna park di via Borgosatollo in moto, armati di una pistola elettrica, picchiano, minacciano due cugini e li rapinano di moto, caschi, cellulari e soldi. Alle 5.15 del 22 giugno la Volante intercetta un motorino Kymco con un minorenne. Lo scooter risulta rubato il 19 giugno in città, sotto la sella c’è uno dei caschi rubati. Le ricerche del maggiorenne, ben descritto dalle vittime, vengono intensificate e il giovane viene trovato a casa del fratello in via Bossini. a questo punto viene identificato anche il terzo complice, il quindicenne: in casa ha l’altro casco rapinato ai due cugini.

    http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/cronaca/Aad.htm
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
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    Originally posted by GLOBO
    [B] Baby gang, 5 nei guai

    Accusati di una serie di colpi, sempre più violenti



    di Wilma Petenzi



    Prima le minacce, poi le rapine, poi le armi. Solo le manette hanno frenato l’escalation di violenza che nell’ultimo mese ha caratterizzato l’attività di una baby gang sgominata dalla squadra Mobile di Brescia. Sono tre i giovani, due minorenni, fermati con l’accusa di concorso in rapina, mentre altri due ragazzi sono stati denunciati. La banda, composta da stranieri e italiani, stazionava in pieno centro, nelle vicinanze di corso Magenta e corso Zanardelli, ma nell’ultimo mese ha dato un impulso agli interessi, facendo un «salto di qualità».
    In cella è finito quello che gli inquirenti considerano il membro di riferimento della gang, Rachid Bentabia, 20 anni, cittadino marocchino. Nei giorni scorso il gip ha convalidato l’arresto del giovane, che resta a Canton Mombello. Resta al Beccaria anche il giovane pakistano di 17 anni che risponde di concorso in rapina, mentre il più giovane del gruppo, figlio di cittadini stranieri, naturalizzato italiano di appena 15 anni, che risponde pure lui di concorso in rapina, è stato affidato ai genitori e deve restare in casa. Gli uomini della Mobile hanno denunciato anche due giovani italiani: uno per rapina, il secondo per ricettazione.
    I cinque giovani sono finiti nei guai dopo un’indagine lunga e articolata che ha preso il via da una situazione di allarme, per alcuni atti di violenza nei confronti di ragazzi molto giovani e da un episodio specifico, molto grave e inquietante. Per i cinque della banda l’inizio della fine è da collocare il 5 giugno. Il pomeriggio del 5 il maggiorenne minaccia un ragazzino su un autobus: «Sono stato pagato per accoltellarti, se mi dai 500 euro salvi la pelle».
    Il ragazzino terrorizzato arriva a casa, prende dalla borsa della madre 120 euro e li consegna al marocchino che l’attendeva per strada. Poi, distrutto e preoccupato, racconta tutto ai genitori e scatta la denuncia. La banda replica due giorni dopo. Alle 21 del 7 giugno un giovane italiano per strada viene avvicinato da uno straniero: gli chiede il cellulare per fare una telefonata, ma poi, dopo averlo malmenato, si tiene il cellulare. Il 14 giugno la banda comincia a colpire pesante. Alle 21.30 al villaggio Badia in due terrorizzano due amici di 15 e 16 anni. Il primo è rapinato di cellulare, Mp3, 15 euro e anche di uno yo-yo, mentre il 16enne riesce a fuggire. Il giorno successivo il 16enne riconosce sull’autobus uno dei due aguzzini, chiama la polizia. Il 17enne viene fermato, ha cellulare e Mp3 rapinati la sera prima alla Badia.
    Il 21 giugno la baby gang alza il tiro. In tre arrivano al luna park di via Borgosatollo in moto, armati di una pistola elettrica, picchiano, minacciano due cugini e li rapinano di moto, caschi, cellulari e soldi. Alle 5.15 del 22 giugno la Volante intercetta un motorino Kymco con un minorenne. Lo scooter risulta rubato il 19 giugno in città, sotto la sella c’è uno dei caschi rubati. Le ricerche del maggiorenne, ben descritto dalle vittime, vengono intensificate e il giovane viene trovato a casa del fratello in via Bossini. a questo punto viene identificato anche il terzo complice, il quindicenne: in casa ha l’altro casco rapinato ai due cugini.

    http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/cronaca/Aad.htm [/B]


    :(
    La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
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    Originally posted by massituo
    giuro che non sono io:cool:

    Solo perchè non corrisponde l'età.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
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    Originally posted by digital_boy84
    ma prendi tutte le notizie da Brescia?

    Oggi si.:asd: :asd: :asd:

    E forse da domani sempre.Max non avrà tregua.:D
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Baby gang, 5 nei guai

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