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    I pm: "Passate nuove carte a Borrelli, c'e' Juventus-Milan del 2004"


    "Le ultime carte che abbiamo inviato all'ufficio di Borrelli sono quelle relative alla seconda chiusura indagini e riportano di altre 15 partite, tra cui Juve-Milan del 2004. Anche qui si configurano gravi ipotesi di illeciti. Non si può dire che Calciopoli sia finita", queste le parole di Beatrice e Narducci a "L'Espresso". I pm napoletani sono i titolari dell'inchiesta penale sullo scandalo del calcio.

    Si profila una nuova estate rovente per il mondo del pallone nostrano? Secondo, i Pm Narducci e Beatrice sì, anche a livello sportivo e non solo penale. "Non si può ancora dire l'ultima parola - dicono - Le ultime carte passate a Borrelli contengono 15 nuove partite". Tra di esse c'è Juventus-Milan del 18 dicembre 2004: uno 0-0 tra mille polemiche da parte rossonera, per alcuni interventi discutibili dell'arbitro Bertini.
    Secondo i due magistrati il tutto è iniziato molto prima di quella stagione finita sotto inchiesta: "E' evidente che è così - ha detto Beatrice - Ci sono fatti che fanno capire che le cose non sono certo nate nell'autunno 2004. Occorreva però la collaborazione delle persone che non c'è stata. Non abbiamo potuto contare su gole profonde". Le accuse sono pesanti: "E' servita un'indagine giudiziaria penale per individuare fatti che il mondo del calcio difficilmente avrebbe individuato. E anche l'informazione ha molte colpe. Chi ha avuto coraggio, è stato estromesso".

    Luciano Moggi ha sollevato dubbi sulle intercettazioni. "Qualche persona interessata - risponde Narducci - avanza una tesi nè dimostrata nè dimostrabile: ci sarebbe stato un input iniziale, ovvero una regia occulta da parte della struttura Telecom che ha rapporti con l'autorità giudiziaria. Per anni, poi, ho sentito un'espressione riferita ad arbitri e partite: esiste una sudditanza psicologica della classe arbitrale verso alcune squadre più potenti. Sono tutte sciocchezze grossolane".
    C'è perplessità anche sull'andamento del processo sportivo: "Certi commenti post sentenza mi hanno inquietato. Così come l'intervista a Mario Serio componente del collegio, che spiegava perchè la Caf aveva ridotto le sanzioni di primo grado: gli umori dell'opinione pubblica, l'auspicio di provvedimenti di clemenza, la partecipazione dell'Italia ai Mondiali. Non scherziamo, si giudica sui fatti".

  "Calciopoli non è finita"

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