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    Hanno clonato Ronaldinho? Alzi la mano chi non ha pensato ciò vedendo giocare Giovanni Dos Santos. Movenze, codino, fisico asciutto: dove sta il trucco? Possibile che uno sia messicano e l’altro brasiliano? Scopriamolo insieme…

    Giò è figlio di un ex-calciatore brasiliano noto come “Zizinho”; il padre nella sua carriera ha giocato per un periodo nei Tigres di Monterrey e proprio nel lasso di militanza in terra messicana sono nati i due figli calciatori, Giovani e il meno famoso Jonathan, anch’ egli alle dipendenze giovanili del club catalano.

    Alla veneranda età di dieci anni, Giò si reca con la squadra del suo paese in terra spagnola per un torneo giovanile, destando subito stupore per qualità tecniche e velocità che raramente si riescono ad intravedere in quello che è poco più che un bambino. I dirigenti azulgrana non se lo lasciano scappare e offrono a lui e alla sua famiglia la possibilità di crescere in Spagna. Il ragazzo si fa tutta la trafila delle varie categorie giovanili e dalla scorsa stagione viene inserito nella rosa del Barcellona B, dove è attualmente impiegato. Nel 2005 Giovani tocca il punto più alto della sua precoce carriera. Nei mondiali Under 17 in Perù trascina la sua squadra fino alla conquista del torneo, battendo in finale il “suo” Brasile e vincendo il duello personale con un altro giovanissimo asso, l’ attaccante del Porto Anderson; a fine competizione, riceve meritatamente il premio come miglior giocatore.

    Seconda punta o trequartista, è dotato di una velocità impressionante che unita ad una tecnica di base molto accurata gli permettono di giostrare tra le linee di centrocampo ed attacco con grande efficacia, senza dare punti di riferimento agli avversari. Mancino totale, usa il destro in poche circostanze. Vede la porta con una discreta facilità ma non è un bomber di razza. Predilige vestire i panni dell’ assist man grazie ad un senso della misura e ad un intuito che solo i campioni possiedono. Bravo nel dribbling sia da fermo che in corsa, a volte però eccede con i virtuosismi e ciò rappresenta il suo punto debole più evidente.

    I giornalisti spagnoli e messicani lo tartassano di paragoni con Ronaldinho ma Giovani glissa e preferisce ispirarsi al suo ex-compagno di merende Lionel Messi con cui ha diviso camera e vittorie nelle formazioni giovanili. Rijkaard continua a seguire i suoi progressi e attende con ansia la naturalizzazione di Ronaldinho, che sbloccherebbe il tesseramento in prima squadra finora impossibile per le regole sugli extra-comunitari. Notizia fresca, Giovani è stato inserito dall’ allenatore olandese nella lista dei 23 che disputeranno il Mondiale per club in Giappone. Quale vetrina migliore per un ragazzo che è ancora in attesa di firmare il suo primo contratto da professionista?





    LA SCHEDA

    Luogo e data di nascita: Monterrey, Messico 11 maggio 1989

    Ruolo: attaccante

    Altezza: 1,68 m

    Peso forma: 60 kg

    Squadre di club: Barcellona B

    Palmarès: 2005: Campione mondiale Under 17 con il Messico con il titolo di miglior giocatore della competizione

  Giovanni Dos Santos

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