1.     Mi trovi su: Homepage #4629221
    «Con David buttavamo la palla in avanti, non riuscivamo a costruire altro»

    Si sveglia all'alba, accende mezzo toscano, sbuffa il fumo in basso, spedisce in alto i pensieri. Marco Giampaolo è un uomo coraggioso. Sentite qui: «Abbiamo costruito una squadra con determinate caratteristiche. E rispondono a quelle che sono le mie esigenze tecniche Questa squadra è più forte di quella dell'anno scorso».

    Portate all'ombra l'allenatore. Macché, lui una spiegazione ce l'ha: «Siamo più forti, anche senza Suazo e ora vi spiego perché». Legatelo e portatelo all'ombra. Poi mettetevi comodi, sotto un pino, ad ascoltare: «David è un giocatore insostituibile, questo l'ho già detto almeno un centinaio di volte. L'anno scorso abbiamo espresso un buon gioco, ma soprattutto in fase difensiva. Davanti? Riuscivamo solo a buttar giù la palla. Poi sapevamo che c'era David: una sua progressione, un suo colpo avrebbe risolto la situazione. Non avevamo la testa giusta per costruire altro. Magari facevamo risultato con qualche grande. Ma soffrivamo troppo con le squadre del nostro livello. Adesso, se vogliamo giocarcela, dobbiamo cercare il risultato anche con le squadre alla nostra portata. Una vittoria, un pareggio, avanti così. Io sono fiducioso e questa fiducia voglio trasmetterla ai nostri giocatori».

    L'obiettivo? «Giocare un calcio divertente e fare qualcosa in meglio della passata stagione». Slegatelo. Ora è chiaro perché fino a un'estate fa Giampaolo (quello che aveva riportato in A l'Ascoli) era l'immagine felice dell'allenatore emergente. Il primo bagno in Sardegna non è stato un granché. A rischio annegamento, per dirla tutta. E' arrivato, partito e tornato. Qualche incomprensione e un esonero. Pazienza. Ora gli resta un anno di contratto, niente rinnovo: «Le firme contano poco, non è questo il punto. Ho avuto altre offerte? Vero, ma a tutti ho detto di parlare con il mio presidente». Giusto, con Cellino non si sa mai. «Sono rimasto e sono felice di averlo fatto. Punto».

    Ok, ma un attaccante di peso arriverà. Uno alla Bogdani, per intenderci. «L'identikit è quello», ammette l'allenatore. Perché in giro non c'è più molto. «Ora i gol li esportiamo. Toni è andato in Germania, Lucarelli in Ucraina. Qui capisco, hanno fatto il colpo della vita. Ma Rolando Bianchi no, lui non lo capisco. Ha 24 anni, alla sua età avrebbe fatto meglio a restare in Italia, per lui e per il nostro calcio».

  Giampaolo: «Cagliari più forte senza Suazo»

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina