1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    LIVORNO, 1 agosto 2007 - Lettere dall’Ucraina. Cristiano Lucarelli è il nuovo capitano dello Shakhtar Donetsk. Per quattro anni è stato il capitano del Livorno e anche qualcosa di più. Da quando se n’è andato i muri della sua città si sono riempiti di scritte. "Infame". Insulti, tutti per lui. Prima non vuol parlare, poi lo fa con la Gazzetta dello Sport. Non si ferma più. Dicono che la gente di Livorno sia fatta così. Anche quando emigra in Ucraina.
    - Lucarelli, come si sta da quelle parti?
    "Benissimo, una cosa incredibile. Mi ero preparato al peggio, invece ho trovato una città in crescita continua, che vuole farsi trovare pronta per Euro 2012. E la società è organizzatissima".
    - Tutto qui?
    "No, poi c'è la parte tecnica: la possibilità di partecipare alla Champions e la lotta con la Dinamo Kiev, per campionato e coppa".
    - Lo ammetta, è andato solo per i soldi?
    "Chi pensa questo è perché sarebbe il primo ad accettare per denaro. Semmai uno dovrebbe farsi questa domanda: 'Perché Lucarelli ha rifiutato lo scorso anno la stessa offerta e quest'anno invece no? In una città non proprio uguale a San Pietroburgo?" Le motivazioni sono tante. Diciamo che l'ultimo anno è stato devastante, moralmente e professionalmente".
    - Partiamo dalla contestazione personale con la Reggina?
    "Quella è stata la botta finale, mi ha tolto gli ultimi dubbi. Ho capito che c'era una parte di tifosi che mi ha sempre aspettato al varco per massacrarmi. In questi quattro anni mi sono salvato con 102 gol. La perla però fu dopo Auxerre: feci gol e nonostante la vittoria dissero che per colpa mia un giorno Spinelli se ne sarebbe andato".
    - Anche l’esonero di Arrigoni fu un momento di scontro?
    "Mi fu detto apertamente, davanti a tutti i miei compagni di squadra, che ero la rovina del Livorno. 'O io o lui', disse qualcuno".
    - Il presidente Spinelli?
    "Non voglio fare nomi perché non voglio fare polemiche".
    - Poteva almeno avvisare i tifosi della partenza...
    "Lo dissi dopo la Reggina. Se non mi hanno creduto non è colpa mia".
    - L’aveva detto tante volte...
    "Calma, 2 volte. Dopo il primo anno di A, ma con l'addio al calcio di Protti non me la sono sentita di lasciare pure io e andare a Monaco o al Tottenham. La seconda l'anno scorso, ma dopo il ripescaggio in Uefa volevo entrare nella storia con la maglia del Livorno".
    - Protti l’ha sentito?
    "Era l'unica persona che sapeva di questa trattativa. Mi ha consigliato di non dire nulla fino all’ufficialità".
    - I tifosi hanno fatto qualcosa per trattenerla?
    "No".
    - E Spinelli?
    "No, ma ha fatto bene. Con i miei soldi il Livorno ha potuto comprare Tavano e Tristan. Tra cartellino e stipendio per i prossimi tre anni, con me hanno risparmiato 15 milioni".
    - Sperava che il presidente facesse qualcosa?
    "Sì, anche se probabilmente non sarebbe cambiato niente. Mi ha chiamato il giorno dopo mentre stavo prendendo l'aereo per Donetsk. Mi ha detto che gli sarei mancato con i miei gol e con le nostre litigate. Si è commosso e ha fatto emozionare anche me. In realtà ho sempre elemosinato l'affetto di Spinelli, ma credo che alla fine mi voglia bene. Specialmente ora".
    - Perché non l’ha trattenuta?
    "Due giorni dopo il mio ritorno dalla Lituania con la Nazionale, ho capito che questa volta una mia cessione andava bene a tutti. Spinelli mi chiamò, mentre stavo facendo una riunione al mio giornale. Mi disse che aveva trovato un accordo per vendermi al Portsmouth".
    - Non ha accettato?
    "No, gli dissi che la squadra me la sarei trovato da solo. Era la Sampdoria, avevo dato la mia disponibilità a Mazzarri, lui per me è come un padre. Alla Samp avrei guadagnato meno che a Livorno. Come vedete i soldi non sono un problema".
    - Perché Spinelli non l’ha ceduta?
    "Disse che mi avrebbe venduto a tutti tranne che alla Samp: da genoano e genovese non avrebbe più potuto camminare per la sua città".
    - Poi è arrivato lo Shakhtar?
    "Sì, ero in Sardegna, mi chiama Lucescu, mi dice di aver già parlato con il Livorno. Quelli dello Shakhtar mi invitano a vedere la città, prendono me e mia moglie con un aereo privato. Vedo Donetsk ed ecco la mia disponibilità. Il giorno dopo sull’aereo sale anche il direttore sportivo dello Shakhtar e va a Genova, da Spinelli. Trovano un accordo, 8 milioni. Nella notte, a Forte dei Marmi, firmo anche io".
    - Lo sa che la gente sta ancora soffrendo per la sua scelta?
    "Pensate che per me sia facile? Dormo poco, sono sempre su youtube a cliccare 'Cristiano Lucarelli' e 'brigate autonome livornesi'".
    - E che dicono?
    "Lì ho amici veri, amici di Cristiano, non amici di Lucarelli. Loro già in passato mi avevano consigliato di andarmene".
    - Sarebbe stato meglio fare meno film, meno libri?
    "Non ho chiesto niente a nessuno, hanno preso spunto dalla mia scelta ed hanno raccontato, ho dato il benestare perché gli incassi andavano in beneficenza".
    - Tornerà un giorno a Livorno?
    "Certo, è casa mia".
    - Non faccia il furbo...
    "Questa esperienza mi ha insegnato che la vita è piena di sorprese . Ma l'amore per il Livorno quello è eterno, anche se non ci gioco più".


    http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/08_Agosto/01/lucarelli.shtml

    :cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Lucarelli: "Livorno?Tornerò, è casa mia"

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