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    L'ex capitano della Sampdoria, squalificato per cocaina, accusa: "Non merito la punizione che mi hanno inflitto".

    Francesco Flachi si presenta con un cappellino blucerchiato, come se fosse ancora l'uomo guida della Sampdoria. Ha il sorriso sincero di sempre, lo sguardo di chi crede ancora che il futuro possa prendere una piega diversa rispetto al presente, solo in qualche momento nei suoi occhi si accende una luce differente, sono istanti in cui anche la rabbia si fa largo: «Mi hanno dato l'ergastolo sportivo — dice —. Io non ho mai rubato, non ho mai voluto ingannare nessuno, né trarre vantaggi ingiusti. Ho commesso un errore, una leggerezza. Vedo gente che prende cose proibite per migliorare le prestazioni. Qualcuno ha preso Epo o nandrolone e dopo 4 mesi era già in campo, io, invece…»

    Lei invece è stato squalificato due anni per cocaina. «Non sono un criminale sportivo, vi raccontassi cosa è successo non mi credereste».

    Allora ce lo racconti. «Ho fumato un sigaretta festeggiando la nascita di mio figlio Tommaso, senza immaginare di cosa si trattasse. L'ho subito ammesso, anche prima delle controanalisi. Quando mi hanno riferito che ero risultato positivo all'antidoping ho detto: è colpa di una sigaretta. Non ho cercato di mentire, ho pensato a quello che era accaduto in quei giorni e non potevano esserci alternative».

    Cosa è successo esattamente? «Niente di particolare, ho comprato dello champagne e abbiamo brindato insieme. Eravamo in una saletta appartata, ma presto si sono unite a noi altre persone, clienti abituali del ristorante, amici di amici. Tutti felici di brindare con me. Ho fatto autografi, foto, ho bevuto magari un po' troppo, poi, quando la situazione si è calmata, un ragazzo, che si era unito a noi, mi ha offerto la sigaretta. L'ho presa, un errore. Sabato mattina avendo meno dolore alla coscia, sono andato in ritiro.La domenica il problema era quasi scomparso. Ho giocato, e poi sono stato chiamato all'antidoping: ero tranquillo, non avrei mai pensato che potessi risultare positivo. Una certezza: potevo aver assunto cocaina solo attraverso quella sigaretta. Durante il processo sia Berti che Accardi hanno testimoniato la cosa, rischiando una squalifica se avessero detto il falso, e lo ha fatto pure il medico Baldari. Ma voi pensate davvero che, essendo infortunato, se avessi fatto qualcosa di strano avrei giocato? Potevo dire che avevo dolore e sarei rimasto fuori, senza destare alcun sospetto. Non sono mica stupido».

  Tutta la rabbia di Flachi: «Qualcuno ha preso Epo e dopo quattro mesi era in campo»

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